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14 maggio 2014

Panino e Listino: IL GIRO D'ITALIA PARTE DA PIAZZA AFFARI (Mercoledì 14 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



L'Irlanda sarà pure un bel paese, quello che non capisco è perchè il Giro d'Italia, ripeto, d'Italia, debba partire da lì?
Forse perchè la nostra bandiera è simile? O perchè entrambe facciamo parte dell'Unione Europea e dell'Euro?
Probabile che mi sbagli, ma da quel che ricordo, il Tour de France non ha mai tentato simili esperimenti, non si è mai macchiato di tali oscenità.
Il Giro d'Italia conquista l'Irlanda, un'altra esportazione per promuovere il Made in Italy, questo è lo scopo del'iniziativa.
Un'iniziativa che considero stupida.
Fa parte dell'artificialità applicata soprattutto allo sport nell'età moderna per esaltare i gusti con componenti "chimici", elevare le emozioni con il doping e non con la componente sportiva.
Come nel calcio, invece di migliorare la qualità con meno squadre, si cerca di aumentare il numero delle partite, pensando che con la quantità si possa colmare la mancanza di stile.
Probabilmente sono antico, è colpa mia, ma preferivo le partite rarefatte con andata e ritorno della vecchia Coppa Campioni, ed era proprio la rareffazione degli eventi a esaltare le emozioni e non il martellamento e la spalmatura di partite capace di coprire l'intera nostra quotidianità.
Il Giro d'Italia deve partire dall'Italia e concludersi in Italia, sono talmente tante le nostre bellezze da scoprire e mostrare, non abbiamo bisogno di promuovere gli altri. Un Giro ben organizzato che non distrugga i corridori, spalmato nell'intera penisola, quale migliore spot per il nostro paese. Quasi meglio dell'Expo.

Piazza Affari che si muove in gabbia, per alcuni il preludio alla distribuzione, per altri, una volta usciti dalla gabbia, saranno dolori per gli ultimi Orsi rimasti in circolazione.
Preoccupati? Quando si ha avuto il coraggio di tenere in portafoglio titoli che hanno cavalcato il lungo rialzo, c'è poco da aver paura. Quando si scende da un +100%, la gestione della posizione diventa più agevole.
Domani su Panino e Listino verrà affrontato proprio questa tema: per guadagnare ci vuole coraggio.
E poi tanti, tanti temi operativi, più del solito, con alcune novità e una vecchia, cara (?) conoscenza. 
Non è il momento di ritirarsi, ma di rilanciare!

Qui sotto, come tradizione, il pezzo della scorsa settimana. 
Agli "abbonati", non temete, tornerà anche il "Dolce e l'Amaro", per ora non si cambia nulla, tenere tutto, e guardate il vostro portafoglio, fino a ora siete riusciti a tenere in portafoglio titoli che continuavano la crescita, senza stressarvi saltando di fiore in fiore. Dovete essere fieri di cotanto coraggio.


LIBERO 07 Maggio 2014
Un giorno di ordinaria follia, allo stadio come in Borsa, può essere la quotidianità. In 8 ore passare dall’euforia al dramma, e concludere con un lieto fine, può diventare routine. Specie se ti imbatti in un titolo come BE. Fino a qualche giorno fa molti non sapevano nemmeno pronunciare il nome esatto e mi incalzavano: “come hai detto Bud? Bet? Be? Sicuro che si chiami così?” Oggi, quel nome, lo conoscono benissimo, la differenza tra la sordità e un buon udito si fa anche con la diversità  di prezzo. Sì perché quando inizia la mia campagna acquisti, BE non la conosceva nessuno, valeva 0,26 cent e scambiava poche migliaia di pezzi. Sono passati solo 6 mesi e non solo il titolo è più che raddoppiato, ma oggi si vedono passare di mano fino anche 7 milioni di azioni. E’ la notorietà, e la golosità. Oggi BE la vogliono in molti, altrimenti non si spiegherebbe perché questa mattina, con l’impennata del titolo, ci sia stata una parallela moltiplicazione degli scambi. Le casalinghe di Voghera (spesso citate da Turani) che al mercato ci vanno per cercare affari a prezzi bassi, si metterebbero le mani nei capelli. “Il guaio principale del denaro è che ti fa fare cose non vorresti fare” ripeteva Manheim al giovane Buddy. Questo è accaduto oggi a molti trader che hanno tentato di operare su Be, come in una giornata di primavera a Londra, il tempo cambia velocemente come il segno davanti alle quotazioni: si parte con un bel sole, un segno più accecante, ma subito arrivano le nubi, pioggia di vendite, fuggi fuggi generale, la maggioranza vende in perdita e poi, nel finale, il tramonto con un alone di rosso. Ma come dice il proverbio: rosso di sera, bel tempo si spera.
PIAZZA AFFARI: secondo i dati Consob solo  il 3,5% delle famiglie, alla fine del 2013, possedeva azioni quotate italiane. E qualcuno parla di bolla? Credo che nella percezione della maggioranza degli italiani, la borsa non sia nemmeno salita, nonostante dall’Estate 2012 a oggi sia quasi raddoppiata. Vale ancora la metà rispetto ai massimi storici e anche per questo credo che il ciclo Toro sia solo agli inizi. Tutti in attesa della BCE e sarà a quota 22,000 che si deciderà se dare o meno fiducia a Draghi.
FIAT: sono in molti oggi a puntare il dito contro la gestione di Marchionne, sono in pochi a ricordare che ieri (era il 2005) Fiat rischiava di diventare americana, senza l’intervento di nessuno. E solo grazie all’abilità di Marchionne, non solo si riuscì a mantenere la Fiat italiana, ma si scucirono anche dei soldi alla General Motors. Si potrà dire che Marchionne non è un industriale ma solo un manager, ma se Fiat ha ancora un futuro, e tricolore, è anche merito suo. Un po’ di incertezza nel breve, ma la rotta è sempre verso nord.
EUKEDOS: vi avevo promesso “effetti speciali”,  per ora gli unici effetti sono stati lassativi. Il titolo ora però sembra tornare caldo, sopra 0,83 allacciate le cinture.
BE: 0,49 sembrava un miraggio, ma ci siamo arrivati. 0,60 un’esagerazione, anche quelli sono stati toccati e abbattuti. Rimane 0,80/0,90, anche se in verità non è quello il traguardo finale, per il lungo termine il mio sogno è in zona 4 euro.

03 dicembre 2010

Buddy Fox - CIELO D'IRLANDA, IL TORO NON HA PAURA


Eccomi! E' appena uscito il dato "non farm payrolls" (l'occupazione USA), delude! Viste le chiusure a massimi di WALLY ieri sera, era auspicabile... who cares! Chi se ne frega, il bello deve ancora venire o almeno spero. Ma guardare l'EURO, venerdì scorso chiudendo metà posizione a 1,32 e rotti, rischiavo l'errore da matita blu, ed invece, 8 giorni dopo, eccolo che spinge! Non voglio buttarla in "caciara";-) Vi sto scrivendo con un occhio ai mercati ed uno al testo, non è il massimo della concentrazione... dai che ce la giochiamo! Rimane quanto scritto nei giorni scorsi e ieri sera.
Ecco a voi l'articolo della scorsa settimana, non mi avete detto se lo trovate utile, se vi piace, vi stimola, se è interessante, nulla... io lo sbatto in prima pagina lo stesso;-) Le date sono importanti, l'ho scritto il 21 ed è andato in edicola tra il 25/26 Novembre. A dopo...

CIELO D'IRLANDA "E’ venerdì 19 Novembre, mi affaccio alla finestra, piove incessantemente, cielo d’Irlanda, non abbiamo in comune solo il meteo, ma anche il debito. E mercati scendono e la pioggia continua, mi chiedo se siano le lacrime del buon Dio o se la causa sia l’altro dio, quello della finanza (Bernanke) che ha riaperto l’enorme rubinetto della Fed. Si dice che l’acqua alta può alzare tutte le barche, quindi può salire tutto, ma la borsa fatica. Il 2010 sarà ricordato come l’anno delle picconate, non un attimo di quiete: prima il Sirtaki greco, poi l’Avidità di Goldman, il Pride della tigre celtica, le frustate finanziarie cinesi ed infine i disturbi ormonali della Merkel.
Nonostante questo, non cede! Le borse sono come un gigante Baobab, il Toro tenta di arrampicarsi, sotto gli Orsi boscaioli armati di accette affondano i colpi, il Toro trema ma non cade, anzi ogni volta che gli Orsi si fermano per recuperare le energie, magicamente le ferite del Baobab si rimarginano.
A Wall Street circolano anche un rumors su un possibile mega scandalo di insider trading. Supereremo anche questo? L’Euro è in recupero su tutti e questo è un buon segno, anche se la Merkel storce la bocca, qualcuno dovrà prima o poi distrarla.
Siamo vicini a fine anno, inizia il conto alla rovescia, il tempo a disposizione è poco, non c’è più spazio per l’indecisione, si deve salire e basta! I dati economici, soprattutto quelli americani dovranno accendere la miccia. D’altronde a Wall Street si respira un clima totalmente diverso, lì festeggiano e stappano celebrando il ritorno di General Motors con ottime performance, noi in provincia dobbiamo accontentarci di Enel Green Power, niente champagne ma pane e cipolla.
A livello tecnico la resistenza da rompere è sempre lo stessa: 21,700 di FTSE MIB, sopra chi c’è c’è, gli altri dovranno rincorrere"...
BOILER ROOM: FIAT è inarrestabile, tutti la vogliono sopra i 13 euro, sotto i 5 non la voleva nessuno, le classiche irrazionalità di borsa, l’istinto umano verso il rischio è irrefrenabile. Perché comprare Enel Green Power quando c’è Sopaf che vale 9 cents ed investe nelle energie alternative anche in Cina? STM e TENARIS rimangono i meglio impostati sulle blue chips, oltre Fiat ovviamente, ma quella è extraterrestre!


Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

27 febbraio 2010

MAGIC (EXIT) STRATEGY - Bernanke ci prova e l'Euro? (+2 comunicazioni)


Non è facile. Questa è la prima cosa che mi viene in mente, ed allo stesso tempo non è bello iniziare un articolo, un pensiero, un vaticinio, un tema o come voi preferite definirlo con una negazione, forse non è nemmeno corretto grammaticalmente, non lo è empaticamente e tantomeno socialmente nel contesto sociale odierno in cui tutto deve essere bello, buono ed in cui tutto deve andare bene. Questa è la mia situazione, sensazione di disagio, sono obnubilato, confuso in cerca di un barlume di ragione. Lo trovo pensando ad un'unica cosa: siamo dentro ad un enorme ed estenuante laterale. La borsa in congestione, o meglio in fase di stallo denominata appunto laterale è l'unico movimento in cui si può identificare nè l'inizio nè la fine se non a posteriori, magari a munizioni esaurite a causa della continua operatività, in cui l'unico vincitore è la banca, ingrassata dalle enormi commissioni regalate dalle nostre compravendite e stoploss annessi. Se si pensa che la borsa possa solo salire o scendere non si è ancora capito che per la maggior parte del tempo si vive in laterale e lì spesso si muore, in orrizontale. Il laterale, come ho già scritto, è l'unica figura non quantificabile, nè temporalmente nè è possibile quantificarla, ad un certo punto si possono delimitare le vie d'uscita, come in ogni figura geometrica, come in ogni luogo abitativo o peggio in ogni gabbia, ma sono capaci tutti a dire: "se rompe su si sale, se rompe giù si scende", dov'è il valore aggiunto? Io preferisco sempre espormi, perchè la mia indole mi porta a voler capire il futuro, ad interpretare e disegnari gli scenari e quindi io rimango convinto, anzi sono ancor più convinto che questo sia solo una sosta (lunga) prodromo dell'allungo, dell'ultima sparata che ci porti all'agognata "ZONA LEHMAN"!
Ci siamo salutati sabato scorso con un livello fondamentale e con una giornata che mi preoccupava, rispettivamente il livello era 21,900 solo sfiorato ed un lunedì partito in salita e poi chiuso in rosso. Oggi confermo quanto scritto in quell'articolo, finchè non superiamo 21,900 e con decisione, non possiamo nemmeno illuderci. Aggiungo che al momento non si vedono nemmeno segnali di inversione, ma arriveranno... I casi Fastweb e Telecom sono nuvole grige che coprono il sole del Toro, ma la Primavera sarà calda e luminosa!
Abbiamo scritto anche di Bernanke e la sua "Magic strategy" ed in verità lui ci sta provando, cerca di sostenere i listini con la formula magica: "i tassi rimarranno bassi per un periodo prolungato", ma non è Maciste, la Speculazione ora è più forte e come un enorme iceberg minaccia la chiatta Europea.
Circolano voci interessanti, leggende e pettegolezzi che eccitano e riaccendono la mia passione per i mercati. Sembra che l'8 Febbraio scorso un gruppetto di gestori di hedge fund si sono trovati a cenare insieme presso un piccolo broker di Manhattam: Monness, Crespi, Hardt & Co. La cena è servita a partorire un piano folle ed allo stesso tempo molto ambizioso: un attacco concertato all'euro sotto il cappello del grande stratega e stregone, ovvero il padre di tutti gli Hedge Fund, il Soros Fund Management. Di queste cene mitizzate se n'è parlato per anni, inventate, vere o presunte, la più importante che mi viene in mente fu quella organizzata sempre a Manhattam nell'Ottobre del 1998, quando una folta pattuglia di Hedge Fund, orchestrata e diretta, udite udite, dal Gran Maestro Alan Greespan, che portò alla salvezza sia dei mercati, sia dei paesi in odore di default. Andate a rivedere quello spike rialzista alla fine del 1998, una V imperiale, un enorme forbicione che frantumò le unghie di un orso furente e troppo presuntuoso. Ai tempi ero fin troppo sicuro di me stesso ed audace, da comprare in ogni ribasso, un surfista portato in trionfo dalla successiva e grande onda del rialzo tecnologico.
La tavola rotonda dell'autunno di fine millennio fu raccontata dagli storici, quindi a posteriori, e non dalle indiscrezioni o dalle anticipazioni, questo per intenderci e ricordare la solita regoletta: "quando tutti sanno, difficilmente le cose si verificano". E poi c'è un altro mito che dovrebbe essere sfatato, spesso si dice che le cosiddette "Mani forti" sono infallibili, dirigono il mercato e sono sempre vincenti. Vorrei ricordare che l'invincibile Soros era investito in Lehman (sia azioni che obbligazioni) alla vigilia del grande crack, Kirk Kerkorian il grande vecchio non è che abbia fatto un affarone con la General Motors, per non parlare del caso più eclatante, sempre riferito a quel 1998, il fondo LTCM, il più grande Hedge Fund di quel periodo, innovatore e primogenito dell'epoca dei derivati e del Leverage, diretto da due Premi Nobel e da grandi speculatori, affondò inesorabilmente puntando sul Rublo e sulla crisi Russa. Per non parlare di Michael Milken che qualcuno, a torto, lo reincarna nell'interpretazione di Douglas in Gordon Gekko, affogato dai suoi Junk Bond.
Certo la BCE non ha la grazia ed il talento della Bank of Jappan, e questo suo tentennamento nel salvataggio greco, gonfia l'ego e la sicurezza dei pirati speculativi, ma le difese delle istituzioni possono avere arsenali infiniti grazie al continuo stampaggio di moneta. Le navi corsare degli Hedge Fund hanno dalla loro parte il leverage, che le consente un armamento di tutto rispetto, ma dall'altra parte abbiamo una potenza di fuoco, seppur ancora dormiente, con un potenziale devastante.
Si dice che dove non riuscisse la BCE, ci sarebbe la FED e quindi il nostro maghetto Bernanke, pronto a soccorrere. Questo perchè l'America ora non è certo interessata ad avere un Dollaro forte, ma dall'altra parte la Banca Centrale Americana non ha mai avuto interesse ad intromettersi sul mercato, farà un eccezione questa volta?
A me, sinceramente, viene da ridere quando si crea panico sull'eventuale affondamento dell'Euro. Come quando nel 2005 si scriveva e si panicava sulla futura uscita dell'Italia dalla moneta unica e sul ritorno alla Lira. Oggi si ricorda il 1992 quando Soros da solo affondò Lira e Sterlina, ma l'Euro è ben più grande, e davanti a questo non c'è il muro di Berlino, ma la Bundesbank!

Ma quello che ancora mi fa più ridere è che tra le previsioni dell'anno scorso, all'unanimità, si indicava l'affossamento del Dollaro e dell'economia americana come lo scenario più credibile, anzi come l'unica certezza. Dal mio punto di vista, quando non conosco la risposta, preferisco dire, da ignorante, non lo so... mi sembra più onesto, soprattutto nei confronti di chi, ancora, mi da una certa credibilità. Alla prossima! Il vostro BuddyFox

1- x Joe: ho provato più volte a rispondere alle tue email, ma ogni volta mi sono state respinte e rinviate al mittente. E' un problema della mia posta o della tua?!
2- Questa settimana dovrò togliermi un neo. Il problema non è questo, ma il fatto che x un mese non potrò giocare a calcio, dovrò fermarmi. Metterò alla prova il mio stato d'animo e nervoso... poveri voi che dovrete sopportarmi!;-)))


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12 dicembre 2008

On the floor - MALTEMPO ANCHE IN BORSA


Buongiorno, sono in giro, trovo due minuti per un breve aggiornamento. Bisogna ammettere che, a differenza della scorsa Primavera, le attese di quest'Autunno hanno sempre avuto esiti negativi: prima Lehman, poi i vari Piani Paulson ed anche l'elezione Obama. Appresioni e fiato sospeso che hanno sempre portato ad una pioggia di vendite. Oggi ci troviamo appesi al filo sul salvataggio dell'Auto USA. Mi chiedo, ma perchè l'eventuale notizia della chiusura di GM deve essere necessariamente una brutta notizia? Intendo a livello economico. Certo è un brutto colpo di immagine, diciamo addio a qualcosa di storico, un american dream ma, come dice Shilling è inutile prestare denaro a chi non ha ancora capito che deve cambiare atteggiamento e comportamento se vuole rinascere, altrimenti si tratterà solo di sopravvivenza di una stato comatoso che porterà ad una nuova, futura, richiesta di prestito. Ricordate le immagini dei tre CEO dell'auto sbarcare a Washington con i Jet privati? Vi sembra questo l'atteggiamento di chi, con il piattino in mano, chiede aiuto contro la crisi? Se non cambia la mentalità, meglio fallire oggi, che chiedere ancora sacrifici al contribuente. I lavoratori licenziati troveranno spazio nelle case automobilistiche concorrenti, sicuramente più efficenti, ormai preparate alla prossima evoluzione. In ogni caso, vi riporto qui quanto ho detto al telefono ad un'operatrice di un'agenzia di stampa: MILANO (MF-DJ)--"Il sentore che il piano non sarebbe stato votato dal Senato c'era gia' ieri nel tardo pomeriggio. Ma a mio giudizio alla fine il piano, magari rivisto in qualche aspetto, verra' approvato e dunque non si arrivera' al fallimento di GM". Cosi' un gestore commenta la decisione del Senato Usa di non approvare il piano di bailout per il settore auto statunitense. "I cali sulle piazze europee sono forti, e' vero, ma i volumi restano contenuti", aggiunge l'esperto, sottolineando come di Fiat, una delle blue chip oggi piu' trattate per via delle notizie sul comparto Usa, sia passato di mano lo 0,7% del capitale. pl (END) Dow Jones Newswires December 12, 2008 06:17 ET (11:17 GMT) Copyright (c) 2008 MF-Dow Jones News Srl.
Non ho con me dati per fare un analisi approfondita, però quello che posso percepire non è nulla di diverso da quanto si poteva vedere nei giorni scorsi. Il mercato fa ancora fatica a mantere posizioni a lunga scadenza. Le azioni scottano, appena si accenna ad un guadagno si vende, i compratori sono frenati ed aspettano sempre prezzi più bassi. Sono sempre convinto che sia in formazione una base, sarà snervante, e quindi ancor più selettiva. Lo YEN continua a non mollare, ma da oggi avremo un alleato in più, la BOJ è a bordo ring e si è dichiarata pronta ad intervenire. Un punto per noi. L'Euro mostra nuova forza, e siamo a due. Il Petrolio accenna a reagire, e siamo a tre. Ora vediamo se i dati macro potranno iniettare positività e spingere gli Animal Spirit verso la conferma che il Sentiment sta cambiando...

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14 ottobre 2008

IL SUPER RIMBALZONE - Micheli, Wagoner, Soros, Shiller... le dichiarazioni del giorno dopo


Buongiorno. Siamo al Day After e la borsa non si ferma, per fortuna! Ieri sera i media televisivi puntavano ancora sul tema delle borse e della crisi finanziaria/economica. Da una parte il moralismo/catastrofismo a "Casa Lerner", dall'altra il populismo e la caciara di "Porta a porta". Si ripete il solito copione. Quello che invece non smetta mai di stupirmi è la scaltrezza di Francis (il corsaro) Micheli, è possibile che in ogni programma in cui si parla di frode ai risparmiatori o che si condanna il denaro, uno degli ospiti sia proprio Lui?! E' pazzesco! E' la stessa cosa che nominare all'assemblea del pollaio una faina come guardiano. La condanna al denaro facile è stata fatta anche in questo blog più e più volte, ma ora è troppo facile cadere nella caccia all'untore, all'accusa al sistema facendo una facile raccolta di adepti delusi. La mia non è un'accusa verso Francis Micheli, la volpe della borsa, anzi, per molti anni l'ho ammirato, il suo intuito, la sua astuzia, privilegi per pochi, per grandi speculatori (nel reale significato del termine, e non come volgare dispregiativo), ma alcune sue affermazioni mostrano un irritante ipocrisia. Le sue accuse verso la finanza malata degli ultimi 20 anni fanno pensare ad un sua assenza nel "Falò delle vanità" degli Yuppies anni '80 e della New Economy. Ma allora quella foto in prima pagina su Panorama targata 2001, con lui troneggiante sopra un immenso veliero, forse acquistato grazie alle plusvalenze E.Biscom, me lo sono sognato? La finanza oggi è diversa da ieri? Leggiamo questo ironico e ficcante commento datato Agosto 2001: "Ma l'avete vista la "cover" del numero di Panorama. C'è il nostro Francesco Micheli, gran commodoro della potente "fregata" e.Biscom. Che ci fa il Micheli? Ci fa, ci fa. In effetti, è presente con un servizio sul suo magnifico veliero con cui sta navigando i mari perigliosi. Guardando bene il servizio mi soffermo sull'equipaggio del veliero e riconosco (non so come faccio) alcuni che 18 mesi fa tentarono la fortuna acquistando azioni e.Biscom a 160 euro e poi più in alto fino a 300 euro. Guardando le stanze del veliero, mi sembra di intravvedere delle piccole targette (una in ogni sala). Sulla targetta sta scritto: "Donata dal fondo XY per l'acquisto di 100mila azioni e.Biscom". Tutto il veliero sa di e.Biscom. Ho avvicinato il naso alle pagine di Panorama e ho sentito l'odore della fibra ottica (non chiedetemi che odore sia!). Caro Micheli, il tuo veliero è anche un pò (forse un bel pò) dovuto a coloro che ti hanno acquistato a 160 euro quello che a te costava forse una frazione di euro! E che diranno gli azionisti di e.Biscom vedendo il loro Presidente più interessato a solcare i mari piuttosto che a migliorare i destini della propria società. A meno che..." E tanto diversa la finanza oggi? Forse lo sarà domani. Preoccupanti sono le dichiarazioni di SHILLER, pessimista sulle misure attuate dai governi, giudicate non sufficienti per risolvere la crisi che lui definisce una classica "epidemia sociale", la cui causa è dovuta alla cattiva gestione del rischio. Il suo timore è che questa crisi spinga la popolazione ad accusare le istituzioni finanziarie, invece di concentrarsi sugli errori commessi nella gestione del rischio. Nelle dichiarazioni di SOROS non capisco se ci sia più banalità o ironia: "questa è la crisi peggiore che io abbia mai visto, e non credo che ne vedrò un'altra del genere". Parole di ottimismo. Considerando i suoi quasi 80 anni e considerando le nuove aspettative di allungamento della vita, caro Soros, potresti sbagliarti!;-) Il CEO di GM, Wagoner, invece si dice rammaricato per l'andamento del titolo in borsa, e per la situazione aziendale: "provo forte dispiacere per il crollo del valore del titolo". Tralasciando i valori massimi raggiunti dal titolo, e concentrandoci solo sull'andamento dell'ultimo anno, il crollo è stato epocale, dai 40$ di inizio anno siamo piombati ai 5$ dei giorni della crisi, quotazioni che non si vedevano dal 1950. Se Wagoner prova forte dispiacere, non voglio immaginare cosa provino i suoi azionisti... ed i dipendenti?!

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