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11 giugno 2013

Panino e Listino: BUFFETT, ROUBINI, NE RIMARRA' SOLO UNO. IO PENSO POSITIVO! (Mercoledì 12 Giugno in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 
Come ha scritto Ciop: "Io penso positivo! E per questo son vivo", pensate se avessi pensato negativo, mi sarei perso il super rally degli ultimi 4 anni. Eppure sono stato uno dei pochi a prevederlo, non solo, ma con convinzione ve l'ho raccontato, anche nei momenti più complicati e critici, con convinzione l'ho accompagnato e l'ho dichiarato.
Cambiare idea in ogni situazione è più facile, il mercato ti tenta ogni giorno e il dubbio "cambiare è la scelta giusta" si insinua diabolicamente nei tuoi pensieri. Non è facile avere un'idea, ancor più difficile è motivarla, combattere per lei e mantenerla viva.
Domani sarà un altro giorno critico, uno di quelli in cui metti in discussione la tua idea, la tua visione e te stesso. Penso positivo: pensate se alla BCE ci fosse ancora il tedesco Stark e fosse lui incaricato di testimoniare davanti alla Corte Costituzionale tedesca, non sarebbe peggio? Invece ci va Asmussen, questa sì è una bella notizia. Aggiungi la Merkel che difende Draghi e la BCE, per male che vada la situazione si prolunga, ma la Germania non uccide l'Euro, ne l'Euro si suicida.

Domani su Panino e Listino non solo troverete materiale tecnico per affrontare i mercati, ma anche una breve storia degli ultimi 4 anni, dallo scoppio della "CRISI FINANZIARIA 2008", alla ripartenza del 2009, fino agli ultimi giorni, visto con gli occhi di un personaggio speciale.

Qui sotto, come tradizione, il pezzo pubblicato la settimana scorsa, un momento romantico, nostalgico, il ricordo di chi ha fatto la storia a Piazza Affari, quando ancora la Borsa di Milano era un luogo affascinante e ricco di vita, anime e mistero.
Massimo Fabbri tu sì che sapevi romanzare la Borsa, questo pezzo è dedicato a te, ma forse nemmeno lui sarebbe stato capace di regalare fascino a quella che oggi è una Piazza senza più un'anima...
Sogni d'oro Samurai, domani si dovrà usare la katana.



Libero 05 Giugno 2013
“MILANO La Borsa apre la settimana con un nuovo massimo. L' indice Mib, grazie al rialzo di ieri dello 0,75 per cento, è salito a 1212 che significa un progresso del 21,2 per cento dall' inizio dell' anno. Il fatto nuovo che sta creando una maggiore eccitazione del mercato è l' avvicendarsi dei temi operativi. Ora è la volta dei tessili e degli assicurativi. Questi ultimi, stranamente trascurati nella prima fase di questo rialzo, si stanno inserendo con uno spirito di rivincita che può portare lontano”: così scriveva Massimo Fabbri (deceduto sabato 1 Giugno all’età di 91 anni) in una delle sue inimitabili cronache di Piazza Affari. Era l’Agosto del 1989, la Borsa era un altro mondo, i titoli si urlavano, ci si accapigliava per delle azioni che diventavano “calde” e in odore di scalata, oggi al massimo si può sentire il suono di un click, sono i computer a sudare. Massimo Fabbri aveva la capacità di raccontare i mercati con una visione ampia, cercando di cogliere le variabili che potevano influenzare l’andamento delle quotazioni, dalla politica all’economia. Nell’Agosto del 1989 Milano correva verso i massimi, dimenticato il crollo di Wall Street dell’Ottobre 1987, ci si dirigeva a tutta velocità verso il burrone del Nikkei (Gennaio 1990), ribasso dal quale solo oggi, 23 anni dopo, l’indice giapponese cerca seriamente di riprendersi.  Salite e crolli, gioie e dolori, avidità e paura, questi elementi non mancheranno mai, nemmeno le tecnologie riusciranno a cancellarli. Nell’Estate 1989, racconta Fabbri, Piazza Affari era terreno di conquista, gli assicurativi andavano a ruba: Generali, Ras, la Fondiaria e Lloyd Adriatico, alcuni nomi noti, altri da tempo dimenticati. E poi c’era la moda: la Sim, Olcese e Rotondi, titoli che ormai fanno parte della nostra preistoria.  Immancabili erano le scorribande intorno alla Galassia Cuccia e alla Montedison, il 1989 era l’anno della Ferfin (la finanziaria Ferruzzi) che si avvantaggiava del collocamento di Enimont. Sapete quanto si scambiava in borsa nel 1989? Il controvalore era intorno ai 200 mld di Lire, oggi si scambia 10 volte tanto. Eppure, nonostante le dimensioni ridotte, in quei tempi la borsa profumava, entusiasmava e appasionava, aveva un’anima e la penna di Fabbri le regalava fascino, era la ciliegina sulla torta. Giuseppe Turani ha detto di lui: “non era mai a caccia di scoop, ma ne aveva sempre in tasca qualcuno anche se non aveva fretta di scriverlo: “ora ho altro da fare…” diceva.

Era un’altra borsa e forse un altro giornalismo, mi mancherai.

FTSE MIB: “non abbiamo assistito a nessun cambiamento drammatico, ma gli operatori stanno usando la scusa delle politiche della Fed per vendere”, è il commento molto lucido di Ejiri di Mizuho. La settimana è densa di appuntamenti tutti da interpretare. Sono costretto a ripetermi, se arriveremo a 18,000 questa volta sarà solo una tappa. Ho aggiunto il “SE”, per un anno vi ho ripetuto di comprare solo sulle discese, questa volta il consiglio cambia: “comprare solo sulla rottura”.

BE: è il momento dei titolini? Qui si deve tornare alla vecchia regola, comprare sulla debolezza.

SADI: pronta a uscire dalla “lista dei cattivi”. E qui non si paga la Tobin Tax.

CHL: si avvicina il momento decisivo. In zona 0,05 continua l’accumulo.