email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
L'Irlanda sarà pure un bel paese, quello che non capisco è perchè il Giro d'Italia, ripeto, d'Italia, debba partire da lì?
Forse perchè la nostra bandiera è simile? O perchè entrambe facciamo parte dell'Unione Europea e dell'Euro?
Probabile che mi sbagli, ma da quel che ricordo, il Tour de France non ha mai tentato simili esperimenti, non si è mai macchiato di tali oscenità.
Il Giro d'Italia conquista l'Irlanda, un'altra esportazione per promuovere il Made in Italy, questo è lo scopo del'iniziativa.
Un'iniziativa che considero stupida.
Fa parte dell'artificialità applicata soprattutto allo sport nell'età moderna per esaltare i gusti con componenti "chimici", elevare le emozioni con il doping e non con la componente sportiva.
Come nel calcio, invece di migliorare la qualità con meno squadre, si cerca di aumentare il numero delle partite, pensando che con la quantità si possa colmare la mancanza di stile.
Probabilmente sono antico, è colpa mia, ma preferivo le partite rarefatte con andata e ritorno della vecchia Coppa Campioni, ed era proprio la rareffazione degli eventi a esaltare le emozioni e non il martellamento e la spalmatura di partite capace di coprire l'intera nostra quotidianità.
Il Giro d'Italia deve partire dall'Italia e concludersi in Italia, sono talmente tante le nostre bellezze da scoprire e mostrare, non abbiamo bisogno di promuovere gli altri. Un Giro ben organizzato che non distrugga i corridori, spalmato nell'intera penisola, quale migliore spot per il nostro paese. Quasi meglio dell'Expo.
Piazza Affari che si muove in gabbia, per alcuni il preludio alla distribuzione, per altri, una volta usciti dalla gabbia, saranno dolori per gli ultimi Orsi rimasti in circolazione.
Preoccupati? Quando si ha avuto il coraggio di tenere in portafoglio titoli che hanno cavalcato il lungo rialzo, c'è poco da aver paura. Quando si scende da un +100%, la gestione della posizione diventa più agevole.
Domani su Panino e Listino verrà affrontato proprio questa tema: per guadagnare ci vuole coraggio.
E poi tanti, tanti temi operativi, più del solito, con alcune novità e una vecchia, cara (?) conoscenza.
Non è il momento di ritirarsi, ma di rilanciare!
Qui sotto, come tradizione, il pezzo della scorsa settimana.
Agli "abbonati", non temete, tornerà anche il "Dolce e l'Amaro", per ora non si cambia nulla, tenere tutto, e guardate il vostro portafoglio, fino a ora siete riusciti a tenere in portafoglio titoli che continuavano la crescita, senza stressarvi saltando di fiore in fiore. Dovete essere fieri di cotanto coraggio.
LIBERO 07 Maggio 2014
Un giorno di ordinaria follia, allo stadio come in
Borsa, può essere la quotidianità. In 8 ore passare dall’euforia al dramma, e
concludere con un lieto fine, può diventare routine. Specie se ti imbatti in un
titolo come BE. Fino a qualche giorno fa molti non sapevano nemmeno pronunciare
il nome esatto e mi incalzavano: “come hai detto Bud? Bet? Be? Sicuro che si
chiami così?” Oggi, quel nome, lo conoscono benissimo, la differenza tra la
sordità e un buon udito si fa anche con la diversità di prezzo. Sì perché quando inizia la mia
campagna acquisti, BE non la conosceva nessuno, valeva 0,26 cent e scambiava
poche migliaia di pezzi. Sono passati solo 6 mesi e non solo il titolo è più
che raddoppiato, ma oggi si vedono passare di mano fino anche 7 milioni di
azioni. E’ la notorietà, e la golosità. Oggi BE la vogliono in molti,
altrimenti non si spiegherebbe perché questa mattina, con l’impennata del
titolo, ci sia stata una parallela moltiplicazione degli scambi. Le casalinghe
di Voghera (spesso citate da Turani) che al mercato ci vanno per cercare affari
a prezzi bassi, si metterebbero le mani nei capelli. “Il guaio principale del
denaro è che ti fa fare cose non vorresti fare” ripeteva Manheim al giovane
Buddy. Questo è accaduto oggi a molti trader che hanno tentato di operare su
Be, come in una giornata di primavera a Londra, il tempo cambia velocemente
come il segno davanti alle quotazioni: si parte con un bel sole, un segno più
accecante, ma subito arrivano le nubi, pioggia di vendite, fuggi fuggi generale,
la maggioranza vende in perdita e poi, nel finale, il tramonto con un alone di
rosso. Ma come dice il proverbio: rosso di sera, bel tempo si spera.
PIAZZA AFFARI: secondo i dati Consob solo il 3,5% delle famiglie, alla fine del 2013,
possedeva azioni quotate italiane. E qualcuno parla di bolla? Credo che nella
percezione della maggioranza degli italiani, la borsa non sia nemmeno salita,
nonostante dall’Estate 2012 a oggi sia quasi raddoppiata. Vale ancora la metà
rispetto ai massimi storici e anche per questo credo che il ciclo Toro sia solo
agli inizi. Tutti in attesa della BCE e sarà a quota 22,000 che si deciderà se
dare o meno fiducia a Draghi.
FIAT: sono in molti oggi a puntare il dito contro la
gestione di Marchionne, sono in pochi a ricordare che ieri (era il 2005) Fiat
rischiava di diventare americana, senza l’intervento di nessuno. E solo grazie
all’abilità di Marchionne, non solo si riuscì a mantenere la Fiat italiana, ma
si scucirono anche dei soldi alla General Motors. Si potrà dire che Marchionne
non è un industriale ma solo un manager, ma se Fiat ha ancora un futuro, e
tricolore, è anche merito suo. Un po’ di incertezza nel breve, ma la rotta è
sempre verso nord.
EUKEDOS: vi avevo promesso “effetti speciali”, per ora gli unici effetti sono stati
lassativi. Il titolo ora però sembra tornare caldo, sopra 0,83 allacciate le
cinture.
BE: 0,49 sembrava un miraggio, ma ci siamo arrivati.
0,60 un’esagerazione, anche quelli sono stati toccati e abbattuti. Rimane
0,80/0,90, anche se in verità non è quello il traguardo finale, per il lungo
termine il mio sogno è in zona 4 euro.

