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14 maggio 2014

Panino e Listino: IL GIRO D'ITALIA PARTE DA PIAZZA AFFARI (Mercoledì 14 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



L'Irlanda sarà pure un bel paese, quello che non capisco è perchè il Giro d'Italia, ripeto, d'Italia, debba partire da lì?
Forse perchè la nostra bandiera è simile? O perchè entrambe facciamo parte dell'Unione Europea e dell'Euro?
Probabile che mi sbagli, ma da quel che ricordo, il Tour de France non ha mai tentato simili esperimenti, non si è mai macchiato di tali oscenità.
Il Giro d'Italia conquista l'Irlanda, un'altra esportazione per promuovere il Made in Italy, questo è lo scopo del'iniziativa.
Un'iniziativa che considero stupida.
Fa parte dell'artificialità applicata soprattutto allo sport nell'età moderna per esaltare i gusti con componenti "chimici", elevare le emozioni con il doping e non con la componente sportiva.
Come nel calcio, invece di migliorare la qualità con meno squadre, si cerca di aumentare il numero delle partite, pensando che con la quantità si possa colmare la mancanza di stile.
Probabilmente sono antico, è colpa mia, ma preferivo le partite rarefatte con andata e ritorno della vecchia Coppa Campioni, ed era proprio la rareffazione degli eventi a esaltare le emozioni e non il martellamento e la spalmatura di partite capace di coprire l'intera nostra quotidianità.
Il Giro d'Italia deve partire dall'Italia e concludersi in Italia, sono talmente tante le nostre bellezze da scoprire e mostrare, non abbiamo bisogno di promuovere gli altri. Un Giro ben organizzato che non distrugga i corridori, spalmato nell'intera penisola, quale migliore spot per il nostro paese. Quasi meglio dell'Expo.

Piazza Affari che si muove in gabbia, per alcuni il preludio alla distribuzione, per altri, una volta usciti dalla gabbia, saranno dolori per gli ultimi Orsi rimasti in circolazione.
Preoccupati? Quando si ha avuto il coraggio di tenere in portafoglio titoli che hanno cavalcato il lungo rialzo, c'è poco da aver paura. Quando si scende da un +100%, la gestione della posizione diventa più agevole.
Domani su Panino e Listino verrà affrontato proprio questa tema: per guadagnare ci vuole coraggio.
E poi tanti, tanti temi operativi, più del solito, con alcune novità e una vecchia, cara (?) conoscenza. 
Non è il momento di ritirarsi, ma di rilanciare!

Qui sotto, come tradizione, il pezzo della scorsa settimana. 
Agli "abbonati", non temete, tornerà anche il "Dolce e l'Amaro", per ora non si cambia nulla, tenere tutto, e guardate il vostro portafoglio, fino a ora siete riusciti a tenere in portafoglio titoli che continuavano la crescita, senza stressarvi saltando di fiore in fiore. Dovete essere fieri di cotanto coraggio.


LIBERO 07 Maggio 2014
Un giorno di ordinaria follia, allo stadio come in Borsa, può essere la quotidianità. In 8 ore passare dall’euforia al dramma, e concludere con un lieto fine, può diventare routine. Specie se ti imbatti in un titolo come BE. Fino a qualche giorno fa molti non sapevano nemmeno pronunciare il nome esatto e mi incalzavano: “come hai detto Bud? Bet? Be? Sicuro che si chiami così?” Oggi, quel nome, lo conoscono benissimo, la differenza tra la sordità e un buon udito si fa anche con la diversità  di prezzo. Sì perché quando inizia la mia campagna acquisti, BE non la conosceva nessuno, valeva 0,26 cent e scambiava poche migliaia di pezzi. Sono passati solo 6 mesi e non solo il titolo è più che raddoppiato, ma oggi si vedono passare di mano fino anche 7 milioni di azioni. E’ la notorietà, e la golosità. Oggi BE la vogliono in molti, altrimenti non si spiegherebbe perché questa mattina, con l’impennata del titolo, ci sia stata una parallela moltiplicazione degli scambi. Le casalinghe di Voghera (spesso citate da Turani) che al mercato ci vanno per cercare affari a prezzi bassi, si metterebbero le mani nei capelli. “Il guaio principale del denaro è che ti fa fare cose non vorresti fare” ripeteva Manheim al giovane Buddy. Questo è accaduto oggi a molti trader che hanno tentato di operare su Be, come in una giornata di primavera a Londra, il tempo cambia velocemente come il segno davanti alle quotazioni: si parte con un bel sole, un segno più accecante, ma subito arrivano le nubi, pioggia di vendite, fuggi fuggi generale, la maggioranza vende in perdita e poi, nel finale, il tramonto con un alone di rosso. Ma come dice il proverbio: rosso di sera, bel tempo si spera.
PIAZZA AFFARI: secondo i dati Consob solo  il 3,5% delle famiglie, alla fine del 2013, possedeva azioni quotate italiane. E qualcuno parla di bolla? Credo che nella percezione della maggioranza degli italiani, la borsa non sia nemmeno salita, nonostante dall’Estate 2012 a oggi sia quasi raddoppiata. Vale ancora la metà rispetto ai massimi storici e anche per questo credo che il ciclo Toro sia solo agli inizi. Tutti in attesa della BCE e sarà a quota 22,000 che si deciderà se dare o meno fiducia a Draghi.
FIAT: sono in molti oggi a puntare il dito contro la gestione di Marchionne, sono in pochi a ricordare che ieri (era il 2005) Fiat rischiava di diventare americana, senza l’intervento di nessuno. E solo grazie all’abilità di Marchionne, non solo si riuscì a mantenere la Fiat italiana, ma si scucirono anche dei soldi alla General Motors. Si potrà dire che Marchionne non è un industriale ma solo un manager, ma se Fiat ha ancora un futuro, e tricolore, è anche merito suo. Un po’ di incertezza nel breve, ma la rotta è sempre verso nord.
EUKEDOS: vi avevo promesso “effetti speciali”,  per ora gli unici effetti sono stati lassativi. Il titolo ora però sembra tornare caldo, sopra 0,83 allacciate le cinture.
BE: 0,49 sembrava un miraggio, ma ci siamo arrivati. 0,60 un’esagerazione, anche quelli sono stati toccati e abbattuti. Rimane 0,80/0,90, anche se in verità non è quello il traguardo finale, per il lungo termine il mio sogno è in zona 4 euro.

11 maggio 2011

GIRO D'ITALIA - Il ciclismo secondo Gianni Mura (QUEEN - Bicycle race)


Il ciclismo è sempre più lontano dai miei interessi, distante mille miglia, o meglio mille pedalate... lontano come tutti quegli sport che hanno deciso di mettere la forza fisica, e tutto quello che una muscolare struttura fisica comporta, come priorità, a scapito del talento e della tecnica.
Ma dopo aver letto il pezzo di oggi del grande Gianni Mura, potrei anche redimermi dalla mie assurde convinzioni e convertirmi al seguito del ciclismo moderno.
Mi riprendete spesso che ultimamente sono avaro di consigli, ecco a voi un'ottima lettura, educativa...
Gianni Mura, lo scrittore, il giornalista con "la stilografica intinta nel Barolo".
Una scrittura inebriante come il buon vino, il Barolo appunto, duro, pastoso e amabile. Quella di Mura è una stilografica che invece di essere intinta nella china o nell'inchiostro, si intinge nel buon vino... articoli che devono essere centellinati, una lettura a tappe, un paragrafo e poi pausa, rileggere, come si sorseggia un buon vino, si gusta, si apprezza, attendendo il piacere del retrogusto e poi un altro sorso.
Arrivi alla fine, già finito?! Ti senti perso, ne vorresti un altro, ma al tempo stesso ti senti bene, appagato, hai qualcosa in più che ti rende pieno, ma al tempo stesso leggero, inebriato, salti in sella e lasci che sia la fantasia a pedalare...

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato