Eukedos, ecco il resoconto: su circa 40 persone, 1 persona ha accettato la sfida, ha comprato, non ha accumulato ma chiederei troppo e soprattutto ha tenuto, 1 ha comprato ma alla fine ha venduto prima della sparata, il resto non ha fatto nulla o peggio ha taciuto.
Sono passati quanti? 2 mesi? E la domanda è sempre la stessa: ne valeva la pena?
E' inutile fare tante, noiose e inutili prediche, la situazione e questa, e sicuramente la vostra coscienza farà il lavoro.
Questa volta è andata bene, la prossima chissà, magari sarà un disastro, ma se ognuno fa di testa sua e non si collabora come un gruppo, ascoltando le idee una volta si e una no, si rischia di agire sbagliando e magari puntare sulle idee sbagliate, finendo per compiere un doppio errore.
Qualcuno mi "rimprovera" di anticipare troppo i tempi. E' la mia caratteristica, lo faccio da 20 anni, difficile cambiare, la prendo appunto come un mio segno particolare, tra i mali, non credo che questo sia il peggiore...
L'Irlanda sarà pure un bel paese, quello che non capisco è perchè il Giro d'Italia, ripeto, d'Italia, debba partire da lì?
Forse perchè la nostra bandiera è simile? O perchè entrambe facciamo parte dell'Unione Europea e dell'Euro?
Probabile che mi sbagli, ma da quel che ricordo, il Tour de France non ha mai tentato simili esperimenti, non si è mai macchiato di tali oscenità.
Il Giro d'Italia conquista l'Irlanda, un'altra esportazione per promuovere il Made in Italy, questo è lo scopo del'iniziativa.
Un'iniziativa che considero stupida.
Fa parte dell'artificialità applicata soprattutto allo sport nell'età moderna per esaltare i gusti con componenti "chimici", elevare le emozioni con il doping e non con la componente sportiva.
Come nel calcio, invece di migliorare la qualità con meno squadre, si cerca di aumentare il numero delle partite, pensando che con la quantità si possa colmare la mancanza di stile.
Probabilmente sono antico, è colpa mia, ma preferivo le partite rarefatte con andata e ritorno della vecchia Coppa Campioni, ed era proprio la rareffazione degli eventi a esaltare le emozioni e non il martellamento e la spalmatura di partite capace di coprire l'intera nostra quotidianità.
Il Giro d'Italia deve partire dall'Italia e concludersi in Italia, sono talmente tante le nostre bellezze da scoprire e mostrare, non abbiamo bisogno di promuovere gli altri. Un Giro ben organizzato che non distrugga i corridori, spalmato nell'intera penisola, quale migliore spot per il nostro paese. Quasi meglio dell'Expo.
Piazza Affari che si muove in gabbia, per alcuni il preludio alla distribuzione, per altri, una volta usciti dalla gabbia, saranno dolori per gli ultimi Orsi rimasti in circolazione.
Preoccupati? Quando si ha avuto il coraggio di tenere in portafoglio titoli che hanno cavalcato il lungo rialzo, c'è poco da aver paura. Quando si scende da un +100%, la gestione della posizione diventa più agevole.
Domani su Panino e Listino verrà affrontato proprio questa tema: per guadagnare ci vuole coraggio.
E poi tanti, tanti temi operativi, più del solito, con alcune novità e una vecchia, cara (?) conoscenza.
Non è il momento di ritirarsi, ma di rilanciare!
Qui sotto, come tradizione, il pezzo della scorsa settimana.
Agli "abbonati", non temete, tornerà anche il "Dolce e l'Amaro", per ora non si cambia nulla, tenere tutto, e guardate il vostro portafoglio, fino a ora siete riusciti a tenere in portafoglio titoli che continuavano la crescita, senza stressarvi saltando di fiore in fiore. Dovete essere fieri di cotanto coraggio.
LIBERO 07 Maggio 2014
Un giorno di ordinaria follia, allo stadio come in
Borsa, può essere la quotidianità. In 8 ore passare dall’euforia al dramma, e
concludere con un lieto fine, può diventare routine. Specie se ti imbatti in un
titolo come BE. Fino a qualche giorno fa molti non sapevano nemmeno pronunciare
il nome esatto e mi incalzavano: “come hai detto Bud? Bet? Be? Sicuro che si
chiami così?” Oggi, quel nome, lo conoscono benissimo, la differenza tra la
sordità e un buon udito si fa anche con la diversità di prezzo. Sì perché quando inizia la mia
campagna acquisti, BE non la conosceva nessuno, valeva 0,26 cent e scambiava
poche migliaia di pezzi. Sono passati solo 6 mesi e non solo il titolo è più
che raddoppiato, ma oggi si vedono passare di mano fino anche 7 milioni di
azioni. E’ la notorietà, e la golosità. Oggi BE la vogliono in molti,
altrimenti non si spiegherebbe perché questa mattina, con l’impennata del
titolo, ci sia stata una parallela moltiplicazione degli scambi. Le casalinghe
di Voghera (spesso citate da Turani) che al mercato ci vanno per cercare affari
a prezzi bassi, si metterebbero le mani nei capelli. “Il guaio principale del
denaro è che ti fa fare cose non vorresti fare” ripeteva Manheim al giovane
Buddy. Questo è accaduto oggi a molti trader che hanno tentato di operare su
Be, come in una giornata di primavera a Londra, il tempo cambia velocemente
come il segno davanti alle quotazioni: si parte con un bel sole, un segno più
accecante, ma subito arrivano le nubi, pioggia di vendite, fuggi fuggi generale,
la maggioranza vende in perdita e poi, nel finale, il tramonto con un alone di
rosso. Ma come dice il proverbio: rosso di sera, bel tempo si spera.
PIAZZA AFFARI: secondo i dati Consob solo il 3,5% delle famiglie, alla fine del 2013,
possedeva azioni quotate italiane. E qualcuno parla di bolla? Credo che nella
percezione della maggioranza degli italiani, la borsa non sia nemmeno salita,
nonostante dall’Estate 2012 a oggi sia quasi raddoppiata. Vale ancora la metà
rispetto ai massimi storici e anche per questo credo che il ciclo Toro sia solo
agli inizi. Tutti in attesa della BCE e sarà a quota 22,000 che si deciderà se
dare o meno fiducia a Draghi.
FIAT: sono in molti oggi a puntare il dito contro la
gestione di Marchionne, sono in pochi a ricordare che ieri (era il 2005) Fiat
rischiava di diventare americana, senza l’intervento di nessuno. E solo grazie
all’abilità di Marchionne, non solo si riuscì a mantenere la Fiat italiana, ma
si scucirono anche dei soldi alla General Motors. Si potrà dire che Marchionne
non è un industriale ma solo un manager, ma se Fiat ha ancora un futuro, e
tricolore, è anche merito suo. Un po’ di incertezza nel breve, ma la rotta è
sempre verso nord.
EUKEDOS: vi avevo promesso “effetti speciali”,per ora gli unici effetti sono stati
lassativi. Il titolo ora però sembra tornare caldo, sopra 0,83 allacciate le
cinture.
BE: 0,49 sembrava un miraggio, ma ci siamo arrivati.
0,60 un’esagerazione, anche quelli sono stati toccati e abbattuti. Rimane
0,80/0,90, anche se in verità non è quello il traguardo finale, per il lungo
termine il mio sogno è in zona 4 euro.
O cambiamo il Senato, oppure torno a casa, recita più o meno così l'ultimatum di Renzi.
Fuori dall'Euro per rilanciare l'Italia, questo è invece il grido del leghista Salvini.
Italia, è arrivato il momento del coraggio.
Si potrebbe esclamare, finalmente qualcosa si muove. Però è anche vero che un conto è spostare le cose, metterle in ordine e farle funzionare, un conto è entrare in un palazzo con un caterpillar e sfasciare tutto, forse era meglio rimanere fermi.
Non siamo mai contenti, se non si agisce ci lamentiamo per l'immobilità e se si agisce critichiamo tutte le scelte.
Quello che mi chiedo è se sia veramente il Senato uno dei problemi principali dell'Italia, non ve lo siete chiesti anche voi?
Se le due Camere fossero popolate da gente onesta, volenterosa, competente e capace, non sarebbe un problema nè dare un lauto stipendio, nè il tempo legislativo che comporta ogni legge. Quindi il problema non sono le cose ma è sempre l'uso che ne facciamo.
Inutile commentare le scelte e le parole di Salvini e di tutti quelli che seguono la demagogia dell'Euro, non avendo altri argomenti, non avendo potuto o voluto cambiare le cose, nemmeno quando erano al potere e dopo aver fallito su ogni slogan senza portare a termine nessun progetto, ora si riducono al livello più basso, illudendosi che ci sia ancora qualcuno disposto a credergli? Sì qualcuno sicuramente ci sarà, questo è il dramma.
Il giorno che usciremo dall'Euro, quel giorno sì vedremo i forconi e poveri loro quelli che saranno al potere.
Quel giorno ci renderemo conto che abolire il Senato forse è stata una scelta affrettata, che non era quello il problema. Quel giorno, lo stesso giorno ci accorgeremo disgraziatamente dove ci hanno portato le politiche espansive di Bernanke e Draghi e sarà la povera Yellen a subire le ire. Ire che arriveranno, come è sempre accaduto, dagli stessi che quelle politiche hanno continuato a sposarle e ad acclamarle.
Lette le "10 di Buddy 2014"?
Devo ancora postare i risultati dell'anno scorso, lo farò. Certo sembra il risultato, chi avesse seguito i consigli del 2013, con qualche mese di ritardo, oggi avrebbe di che gioire, come per gli acquisti del 2012, del 2011, del 2010 e del 2008/2009 quando la schiacciante maggioranza intravedeva il nuovo 1929. E ora sono tutti a rincorrere il treno della ripresa che già molta strada ha fatto. Hanno la lingua a terra dallo sforzo e raggiungeranno il treno solo quando sarà al capolinea, pronti all'ennesimo schianto.
Qui sotto come sempre il pezzo in edicola la scorsa settimana. Siete sempre in credito di uno, arriverà presto.
Intanto leggiamo accompagnati da ottima musica, Frankie Knuckles, aspettando Mario Draghi, un altro italiano coraggioso.
LIBERO 26 Marzo 2014
“L’ambizione è positiva, sono le strade che percorri
per realizzarla che fanno la differenza” così Ennio Doris (intervistato da
Vanity Fair) in occasione dell’uscita della sua autobiografia “C’è anche
domani”. Come dire, interpreto io, è importante avere degli obiettivi (meglio
se elevati) ma è altrettanto importante fare sacrifici e gavetta per
raggiungerli. Che la gavetta è importante devono averlo capito Stramaccioni,
Ferrara e anche Seedorf, che con ambizione si sono subito diretti alla Serie A
senza nessuna esperienza e con la stessa velocità hanno bruciato tutto, la loro
bramosità e le loro aspettative. Se non hai le basi è difficile rimanere in
alto senza rischiare di cadere. Che la gavetta è l’esperienza sono importanti
devono averlo capito anche le migliaia di trader e risparmiatori che di
sacrifici e altrettante sofferenze devono averne passate molti negli ultimi
anni, e ora, finalmente vedono i primi e solidi risultati positivi. La stessa
gavetta l’ha fatta Piazza Affari, prima ad anticipare il crollo nel Maggio del
2007, poi coralmente a risollevarsi nel 2009 a cui è seguito un purgatorio
quasi solitario, mentre le altre grandi borse mondiali correvano felici verso
il paradiso. Tre anni duri, la gavetta appunto, e ora, con basi solide si riparte
verso obiettivi e livelli che un tempo sembravano utopistici. Un’occasione,
come ha ricordato Doris, che pochi hanno saputo cogliere, perché come sempre
accade, quando i prezzi sono bassi, la gente fugge, e solo quando tornano a
essere alti e cari, la gente torna in massa, creando quell’alternanza infinita
tra bolle e catastrofi, il vero e unico nutrimento per quell’animale
insaziabile che è la Borsa.
Le uniche soluzioni che vedo per i piccoli
azionisti, spesso orfani e senza bussola, sono essenzialmente due: o studiare e
fare la gavetta, oppure dirigersi tutti verso “casa Ennio Doris” quello che a
mio avviso oggi può essere considerato il papà dei risparmiatori.
PIAZZA AFFARI: “qui va a finire che ci lasciamo Le
Pen(ne)! Allarme mediatico per il trionfo elettorale dei nazionalisti. Paure
fondate? A mio avviso no, e anche i mercati hanno fatto spallucce, anzi, andrò
controcorrente, questo è un boomerang per gli estremisti: un conto è vincere
quando la crisi è agli inizi, ma qui dal tunnel siamo quasi all’uscita, e
questo allarme elettorale non farà altro che spingere verso nuove iniziative di
stimolo finanziario. Adelante Toro, è il momento di provare a strafare.
EUKEDOS: avevo promesso effetti speciali ma la luce
si è un po’ affievolita. Ora siamo pronti a ripartire, l’unico dubbio è nella
salita prima dei dati, non è un bel segnale, ma qui vogliamo l’eccezione:
sfondare 0,87 è un obbligo.
COBRA: come previsto abbiamo congestionato, ora
dobbiamo ridare gas: abbattere il muro a quota 1.
KINEXIA: siamo ancora in fase d’accumulo, ma questo
treno ci porterà lontano, molto lontano.
BANCO POP: da avere assolutamente, e aumento da
sottoscrivere.
TISCALI: riprendendo Doris, qui di gavetta ne è
stata fatta, altrettante sono le ambizioni. Obiettivo immutato: credo sempre
che arriveremo a 1.
"Al centro l'uomo e non il denaro" così ripete spesso Papa Francesco. Fa più rumore il fallimento di una banca, che la morte di un operaio, aggiungo io, perchè non ricordo fedelmente le parole.
Ma se Papa Francesco conoscesse il nostro nobile scopo, forse per noi, per come noi usiamo il denaro, farebbe un'eccezione, e magari ci farebbe anche una telefonata;-)
Un anno di Papa Francesco e tante cose sono cambiate, a volte basta un gesto simbolico, una parola, una piccola spinta, per smuovere un ingranaggio, per fare rotolare una palla di neve che diventerà poi valanga e sarà contaggiosa. Non solo la violenza porta violenza, ma anache un sorriso porta altri sorrisi, un gesto altruista diventa imitativo ed emulativo.
Non è passato nemmeno un mese di Renzi, poco o nulla di concreto è stato fatto, ma molto negli atteggiamenti è cambiato.
"Non apriamo tavoli, ma solo email" ecco questa è la frase di Renzi che meno mi piace, e per una volta sono d'accordo con Squinzi, anch'io sono all'antica (sebbene il blog faccia pensare il contrario) le persone preferisco incontrarle e parlarci di persona. Ma tante cose buone, e non solo buoni propositi, sembrano in procinto di essere realizzate. Una su tutte? Volevamo i politici a contatto con la gente? Quale miglior gesto del partire dall'inizio, dai bambini e dai ragazzi visitando le scuole?
Anche in Borsa molto sembra essere cambiato, lo vedi dal comportamento dei titoli bancari e dal sentiment generale dei mercati, le discese rimangono confinate a poche sedute, e sono sempre una scusa per ricaricare la molla e partire con più forza!
A inizio settimana avevo scritto che era meglio aspettare DRAGHI e la disoccupazione prima di agire, anzi in caso di forza prima dell'appuntamento Bce sarebbe stato meglio alleggerire o attendere. Visto il recente comportamento a occhi chiusi premo con più forza il bottone BUY, oserei dire STRONG BUY: COMPRARE. Anche se la disciplina e la prudenza mi costringe a ripetere: COMPRARE SOLO SULLA DEBOLEZZA, anche leggera.
I titoli? Sempre gli stessi, rimaniamo fedeli al nostro gruppo che tante soddisfazioni ci sta regalando.
Oggi FIAT su tutte, e finalmente si stanno eccitando anche i nostri bancari su tutti: MPS e BANCA CARIGE. L'aumento di capitale sarà uno dei nostri principali obiettivi per il 2014.
L'altro? Lo conoscete molto bene, CHL of course.
Qui sotto vi ripropongo in replica il pezzo pubblicato su LIBERO la scorsa settimana, siete sempre in credito di un articolo, e lo farò, presto lo pubblicherò.
Sopportatemi ;-)
LIBERO 26 Febbraio 2014
“Il guaio principale del denaro è che ti fa fare
cose che non vorresti fare” mormora il vecchio e saggio Manheim alla volpe
in erba Buddy Fox. In questa frase si trova la sintesi del film “Wall Street”,
l’ammonimento principale per chi opera ogni giorno sui mercati, una voce che
spesso rimane inascoltata. Ancora oggi mi chiedo se sia peggiore il panico o l’euforia,
in entrambi i momenti commettiamo errori che lasceranno cicatrici eterne, in
entrambi i momenti è il denaro che condiziona le nostre scelte errate.
La scorsa settimana su Tiscali scrivevo: “il 2014 è
il suo anno, rivivremo sensazione che sembravano dimenticate”. Sarà stato il
caso, ma dal giorno stesso il titolo ha
iniziato ad impennarsi, una scalata su una parete rialzista verticale, e che in
cifre fa un più 70% in sole 5 sedute. E’ bastato questo per cancellare 13 anni
infernali di dolore che sembrava calcificato, e improvvisamente riaccendere
euforia e creatività. Prima dell’era internet, il popolo dei risparmiatori si
ritrovava davanti al borsino (una sala delle banche fornita di monitor che
aggiornava le quotazioni in tempo reale), un luogo dove si faceva comune, dove
si condividevano successi e sonore sconfitte, ma anche il luogo dove si
sentivano le cose più disparate, dai rumors, al sentito dire, alle invenzioni
di pura fantasia. Entravi nel borsino e ti sentivi qualcuno, potevi dire la tua
anche la più assurda, senza timore di smentita. Come quella volta in cui un
tizio annunciò che Vitaminic aveva scoperto un farmaco miracoloso, peccato però
che la società producesse musica digitale. Ma tutti rimasero a bocca aperta, e
nessuno ebbe il coraggio di smentire, anzi si misero subito a comprare. Oggi,
in luogo dei borsini, in rete si trovano i forum, luoghi altrettanto scenici
ultimamente un po’ appannati, ma improvvisamente ravvivati dal fenomeno
Tiscali, e subito sono comparse immagini di razzi proiettati verso la
stratosfera o fuochi pirotecnici, è la
potenza degli effetti speciali! Il risultato è lo stesso, Tiscali a 0,03 non
interessava a nessuno, ora che vale il doppio sono in tanti a corteggiarla. E
cosa scommettiamo che quando sarà a 1 se la strapperanno di mano? E’ l’euforia,
e se provi a fermarla ti calpestano,
raccontagli una storia, falli sognare e ti ameranno. Fino al prossimo crollo.
PIAZZA AFFARI: l’effetto Renzi ancora non c’è stato,
sui titoli principali, ma se guardate l’indice delle “STAR” e delle “MID CAP”
vi renderete conto che siamo già in corsa: in due anni sono raddoppiati! Per il
FTSEMIB si deve rompere 20,500, ormai ci siamo.
ELICA: la Cina è sempre più vicina. Sopra 2 non ci ferma nessuno! Ormai manca
poco.
CTIC: dopo la pausa, siamo pronti a ripartire.
Target minimo 6 euro.
PROFILO: volumi mostruosi, attendere ne valeva la
pena. E’ raddoppiata dai minimi, e da qui ci sarà un altro raddoppio.
TISCALI:prima o poi deve correggere, ci sta. Ma
aspetto la debolezza per dare un’altra fiocinata. Irresistibile!
EUKEDOS: ex Arkimedica, se volete strafare è la
società che fa per voi. Effetti speciali, non avete ancora visto nulla.