Sole pallido e assorto, Sole preoccupato. Sono tempi in cui meriggiare è impossibile, a meno che tu non abbia la coscienza a posto. Ma chi oggi ha la coscienza a posto? Sentire che la Consob, l'organo di controllo delle società quotate in borsa, effettua un controllo fisico, sul luogo, al Sole 24 Ore, l'organo di controllo dell'informazione finanziaria a tutto tondo, mi provoca una profondo amarezza. Non voglio scrivere altro, perchè a differenza di molti, non è nel mio stile, ma non è nemmeno nel mio comportamento abituale, fuori dallo schermo, colpire chi è già in difficoltà. Non è mia abitudine criticare i deboli, bensì i forti. Solo una cosa, più volte vi ho invitato a dubitare sui successi proclamati e strombazzati, ma costruiti sull'argilla. Quali successi? Che poi ci siano indiscrezioni su conti e su vendite di copie fittizie e per così dire inventate, è ancora peggio. Non è servito a nulla lo scandalo sulle balle di Oscar Giannino, altre balle emergono, d'altronde se vai con lo zoppo, impari a zoppicare. Giannino potrà raccontare tutto quello che vuole, non è affar mio, diverso il discorso quando a raccontare frottole è uno che dovrebbe avere come impegno primario quello di raccontare la verità dei fatti. Sentire ogni giorno la risata di Giannino, le sue prediche e le sue morali, con l'arte della furbizia, mi infastidisce molto, oggi ancor di più. Ovviamente in tutto questo Gigi Garanzini era stato già fatto fuori, e sicuramente lui oggi avrà benedetto quel momento. Avere la schiena dritta è sempre più difficile. Certo al Sole 24 Ore ci sono anche molti giornalisti bravi e competenti oltre che, spero, onesti, gente che leggendola negli anni mi ha insegnato molte cose. Ed è proprio questo che anche oggi, nel mezzo dello scandalo, nella grave crisi della carta stampata, io andrò ancora in edicola a comprare la mia copia, pagandola 1,50€, 2€ e anche 2,50€. Ma l'amarezza rimane e non è dovuta al costo del giornale.
La prima cosa che ho pensato dopo aver letto della morte di Vujadin Boskov è stata: "ma era ancora vivo?"
Sì, io pensavo che fosse già morto, è triste lo so, mi vergogno di me stesso, ma fa emergere anche un'altra verità, quanto il calcio e gli eventi oggi macinano e come i grandi, perchè Boskov era veramente un gigante, vengano velocemente emarginati.
Lunedì tutti i media, giornali, radio, televisioni e internet ricordavano con dolore la scomparsa dell'uomo di Novi Sad, oggi, 48 ore dopo è già tutto cancellato dalla cronaca, anche se infinitamente minore per qualità e cultura, non importa, lo schiacciasassi avanza e non fa distinzioni, non sa leggere nè ragionare, semplicemente avanza.
Ed è un fenomeno preoccupante perchè Einstein diceva: "l'uomo sarà destinato alla propria estinzione quando non smetterà di usare il proprio cervello", i segnali oggi ci sono tutti.
Ascolta Radio24, nel programma sportivo "Tutti convocati" (tristemente orfano di Gigi Garanzini) il lunedì si versano lacrime e si celebra l'addio di Boskov, e due giorni dopo, non si è nemmeno fatto il funerale, e già si calpestano fiori e bara, incensando Mourinho e il suo pensiero che è totalmente contrario a quello di Boskov.
Non è che se uno è morto questo per una qualsiasi legge celestiale dovesse in vita avere sempre ragione, come non è detto che uno in terra, finchè ci sta, debba sempre avere torto.
Oggi va così, un giorno si esalta sull'altare la morale, non si doveva fare questo o quello, il giorno dopo si festeggia per qualcosa che poi sarà la causa di future tragedie.
Oggi si dice che l'allenatore è fondamentale per l'esito di una partita e per lo stato psicofisico di una squadra, Boskov e una persone qualunque come Nereo Rocco, dicevano esattamente il contrario.
Forse Mourinho ha migliorato il gioco del calcio? O forse Boskov e Rocco erano le immagini di uno sport bello che appassionava e avvinceva?
Mourinho è semplicemente l'emblema dello spettacolo, la cosa più diffusa e più amata oggi: fare spettacolo.
E se Boskov invece di un allenatore fosse stato un operatore di borsa, cosa avrebbe detto e come si sarebbe comportato?
E' quello che ho tentato di proporre oggi su "Panino e Listino" in edicola su Libero.
Leggetelo perchè oggi è numero doppio! Ben 2 colonne con molti temi operativi e il racconto del pomeriggio con i GURU (Caruso e Cecere) all'Auditorium della POP MILANO.
Sulle note di Cat Power. qui sotto il numero precedente, la mia esperienza alla presentazione del piano industriale KINEXIA, il mio primo e vero invito ufficiale.
LIBERO 23 Aprile 2014
“Noi siamo nani sulle spalle di giganti, per questo
riusciamo a guardare lontano”: ama le citazioni Colucci per raccontare e
spiegare in modo semplice cos’è e cosa vuol diventare Kinexia, un nano oggi,
che vuole diventare un gigante domani.
“Avere gli occhi verdi non è un fatto ereditario”, è
una delle frasiche come capitelli e
come segnaletica, illuminano la strada che porta a Kinexia: siamo a Palazzo
Clerici, Colucci ha scelto una gemma di Milano per presentare la sua società
agli investitori, tiene al bello, lo si capisce subito, tanto che non solo lo
vuole mostrare, ma anche pulire, affinché lo si veda ancora meglio. Trasformare
i rifiuti in energia e prodotti per arrivare a rinunciare alle discariche,
questo è più di un sogno, è un processo che fa la differenza: recupero
materiali e non lo smaltimento.Se in
California è nata la Silicon Valley, perché in Italia non si può creare una
“Green Valley”?
Un luogo o una valle che può essere rappresentato
come un corpo umano, diviso in vari settori: l’entrata del cibo (rifiuti
raccolti con la differenziata) che vengono smistati nei vari organi (zone di
recupero e conversione) e, dopo un percorso virtuoso e di riciclo, il
residuale, come appunto nel corpo umano, espulso nelle discariche. Si chiama
“Wastend” l’officina del futuro.
“Energia da tutti e per tutti”, parte la terza
rivoluzione industriale, ed è quella che può salvare il pianeta, rendendolo più
vivibile. L’Italia ne ha un gran bisogno, siamo un Paese sempre più inquinato,
varie le cause, ma Kinexia può essere una delle società capaci di ripulire,
depurando e rendendo nuovamente visibili e luccicanti le nostre bellezze agli
occhi di tutto il mondo.
Basta con il catastrofismo ambientale, l’inquinamento
deve essere combattuto con messaggi positivi, si deve sapere che un’azienda che
rispetta e investe nell’ambiente è un’azienda sana e fa bene anche
all’economia.
Colucci spinge su questa nuova rivoluzione
dipingendo l’aspetto industriale, ma ha un occhio anche per la prosa della
finanza: i numeri, sa molto bene che non si possono fare troppi voli pindarici
e che il “debito” oggi per il mercato è una parola orrenda. Decide quindi di
sacrificare il biogas (un lusso troppo grande) per abbellire i conti. “Così
saremo più sexi” dice, e anche il mercato rimarrà affascinato.
PIAZZA AFFARI: la Borsa è l’unica donna che ti da
sempre una seconda possibilità, ma devi avere coraggio e provarci. Così come
dopo il ribasso di Martedì 15, ma la devi saper cogliere, altrimenti rimani con
un portafoglio pieno di “se” e quella donna, la Borsa, se la sposa qualcun
altro. Rimbalzo da 21,000 riuscito, riprende la marcia verso 23,000.
KINEXIA: vuole diventare una “Star”, ma una stella
verde per contraddistinguersi. In effetti già l’anno scorso in borsa ha
brillato, ma è una stella dalla vita molto lunga. Sopra 2,70 c’è una prateria,
dubito però che sarà una cosa di breve.
BE: non aprite quel cassetto.Non è il titolo di un film, ma la commedia
che ha come protagonista la nostra amata Be, e sarà con lieto fine.
COBRA: dopo aver sistemato il debito, ora si cerca marito.
Sarà Vodafone?
email: paninoelistino@gmail.com
Pubblicato da Buddy Fox
Altri nuovi scandali nel mondo del calcio, nuovi imputati, buchi di bilancio sempre più profondi, pagherà mai qualcuno?
Quando toccheremo il fondo?
Non aiuta ricordare la scomparsa di Maurizio Mosca, ieri sarebbe stato il suo compleanno.
Qualcuno lo ricorda come il giullare del pallone, questi avrebbero dovuto vedere lo speciale su Italia 1, Maurizio Mosca era anche molto altro, ma è sempre più facile fermarsi alla superficie, succede anche in questo blog.
Si può ridere, scherzare, ma avere anche molte competenze, una non esclude l'altro.
Il pallone è sempre più bucato, non rotola quasi più, senza Maurizio Mosca i fori aumentano e il vuoto diventa incolmabile.
Ps. Se aggiungiamo il silenzio assordante di Gigi Garanzini e l'isolazionismo sempre più estremo di Sergio Tavcar, lo sport per me diventa sempre più da praticare e meno da guardare. E pensare che con l'avanzare dell'età dovrebbe essere il contrario...
A volte capita di sentirsi talmente forti, da potersi lanciare in previsioni coraggiose al limite della forza di gravità e che alla maggioranza possono sembrare assurde, ma la tua convinzione è la tua sicurezza sono talmente forti che ti portano a raggiungere l'obiettivo. Incoscienza?
A volte, specie all'imbrunire dell'Estate, capita di sentirsi talmente fragile e confuso, quasi allo sbando da aggrapparti a qualsiasi appiglio verbale, ogni ostacolo sembra una cima irraggiungibile e il coraggio di ieri è ormai dimenticato.
Scherzi mentali?
Il campionato di calcio, la Serie A è incominciata e la poverta dilaga, non mi riferisco al denaro che non circola, e nemmeno alla mancanza di star dai piedi magici, ma alle parole, alle idee e ai programmi, dopo molte stagioni quest'anno mancherà al microfono Gigi Garanzini, sono passati mesi dall'addio, ma ancora non riesco a farmene una ragione.
Nell'ultimo suo post pubblicato, scrive di una deriva da fermare (prima o poi) e di una radio24 che è ora diventata irriconoscibile rispetto alla faccia che aveva in origine, probabilmente anche qui la chirurgia estetica non regala bellezza.
Eppure c'è chi pensa che la Radio oggi sia ricca di qualità, è sempre una questione di punti di vista, sta di fatto che Gigi Garanzini non c'è più e con lui quest'anno mancherà anche la previsione di Galeone con la classica puntata ricca di spunti e di materiale sportivo/culturale su cui riflettere. La notte guadagna spazio.
Non riesco ad accettare quando la qualità va allo scarto, viene messa in esilio è possibile?
E' questa la possibilità di scelta che tutti decantano? Tra cento cose pessime, preferisco non scegliere.
E' sempre più difficile trovare pensieri liberi, lucidi e con proprietà intellettuale pura...
Intanto la domanda che continuo a pormi rimane sospesa: "Garanzini, dove sei?"
ps. non tutti gli italiani odiano la Merkel, c'è anche chi la ama. Domenica scorsa, alla prima di campionato, dopo il goal del Genoa, ci sono stati almeno 20 mila tifosi che hanno urlato festanti: "Merkel, Merkel, Merkel...". Non tutto il calcio è marcio, a volte regala anche gioiosi miracoli!;-)
"E' la mia partita più importante", queste era le dichiarazioni che Guidolin faceva alla vigilia della partita di ritorno contro i portoghesi, a rileggerle mi sorge qualche preoccupazione perchè dopo l'eliminazione ai rigori, a un mea culpa che quasi impressiona segue un accenno a possibili dimissioni. Pensavo si trattasse solo di estremo sconforto, ma ripensando quanto dichiarato alla vigilia, le parole pesano come macigni, alla mia preoccupazione dovrebbe sommarsi il terrore dei tifosi dell'Udinese, una squadra così non può fare a meno dell'allenatore che spreme qualità dalle pietre, il calcio non può fare a meno di un allenatore e una persona che porta la media della civilità poco sotto la sufficienza.
Note di spogliatoio riferiscono che sia improvvisamente scomparso il cucchiaio di Maicosuel. Niente panico, nello spogliatoio c'è ancora Guidolin, un signore volto all'educazione, ma pensate cosa sarebbe successo se al suo posto ci fossero stati Conte o Mazzarri, o peggio Zamparini, così solo per fare dei nomi a caso...
ps. Garanzini, dove sei?
Buongiorno, con oggi si è chiusa l'avventura di "A tempo di sport" condotto da Gigi Garanzini, programma sportivo andato in onda su Radio24. Oddio, forse "A tempo di sport" continuerà, ma al timone sicuramente non ci sarà più Gigi Garanzini, ed è questa la notizia che mi interessa e mi intristisce.
"Grazie" al digitale mi hanno tolto Koper Capodistria, o meglio, mi hanno tolto la rete dove commentava il Maestro della pallacanestro romanzata Sergio Tavcar, non contenti, togliamo anche Gigi Garanzini, ecco, la qualità è cancellata.
Non riesco ancora a capire perchè gli ottimi programmi, non solo di contenuto, ma anche di ascolti, a un certo punto e senza declino, vengano così, d'improvviso, cancellati.
Sono costretto a rassegnarmi, già il calcio d'oggi, nel suo insieme, mi piaceva poco, dopo quest'ultima mutilazione culturale, mi troverò costretto d'ora in poi ad azzerrare il volume, cancellare totalmente il sonoro e accontentarmi delle immagini. Datemi la sordità, visto il chiasso, non sarà un handicap.
Grazie Garanzini per questi 12 anni, grazie per le tue narrazioni, gli amarcord, l'amore per il calcio, gli insegnamenti e per le tante risate che mi hai regalato, anche nei momenti di Borsa più difficili. Prima di salutarti, cin cin;-)
ps. in queste situazioni, non dico di essere spaventanto, diciamo disorientato, zero messaggi, zero commenti, nessuna email. E' ovvio che mi chieda, ma c'è ancora qualcuno che mi legge? Secondo il contatore sì, per quanto riguarda il riscontro, sembra di no...
Andiamo avanti.
...Se n'è andato anche "il Vecio". Ormai questo blog, più che un angolo di finanza, sta diventando un cimitero comunale, ma non è colpa mia se uno dopo l'altro i miei preferiti stanno passando a miglior vita. Dopo Enzo Bearzot, come uomo di pallone, rimane solo Dino Zoff e pochi altri. Oggi Gigi Garanzini, trattenendo a stento lacrime e commozione, ha dedicato al defunto una puntata speciale: la storia dell'uomo e la passione per il pallone e non marchette e gossip. Sentire le interviste ai calciatori della nazionale di quegli anni, la commozione, l'affetto che provavano verso quell'uomo, fa cadere nell'abisso quanto si sente oggi dai microfoni delle pay tv e quanto si legge nei giornali. E' un altro mondo, in questi casi penso: "come si comporterebbe Scirea dentro questo circo del pallone costruito solo su soldi, business e finzione?" Quando Bearzot vinse la Coppa del Mondo del 1982 io ero troppo piccolo per capire ed apprezzare veramente il momento, per rendermi conto di quanto fosse prestigioso quel trofeo, ma ricorderò sempre l'immagine, Bearzot con la pipa, il nonno d'Italia. Io un nonno non l'ho mai avuto, o meglio, quello paterno morì prima che nascessi e quello materno se ne andò che avevo appena compiuto 4 anni, le uniche immagini che ricordo sono le sue enormi spalle su cui montavo in groppa e che mi scortavano nella piazza del paese e poi, il gigante disteso, 1 metro e 90 centimetri, una forza incredibile, improvvisamente immobile, orrizontale su un lettino con un enorme cerotto sulla tempia. Solo un crick da camion, vigliacco ed improvviso è riuscito ad abbatterlo. Questo era nonno Armando e questo immagino sia stato nonno Bearzot, la grinta, la forza volontà, la tenacia, la schiettezza, il carattere e la scorza dura ma il ripieno era di grande bontà. Se ne va Bearzot uno degli ultimi di un certo calcio, si spegne a poco a poco la fiamma della genuinità, mentre sempre più si gonfia l'artificialità... Un grazie speciale a Gigi Garanzini per la puntata di oggi di "A tempo di sport".
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato
Il 22 Ottobre Pelè ha compiuto 70 anni. Il migliore giocatore del mondo? O forse lo è stato Maradona? Tra l'altro quest'ultimo ne compie 50 in questi giorni. Strano destino, così distanti, ma così vicini. Ma chi dei due è stato the best? L'eterna domanda incompiuta. Sul tema Gigi Garanzini ha fatto 3 puntate leggendarie nel suo "A tempo di sport", un amarcord commovente, un collage di interviste, narrazione, riferimenti storici e tutto quanto può far innamorare del calcio. Maradona crea la mania, perchè travolge gli animi, quanto la sua corsa ed il suo dribling, e più aumenta la sua velocità e la sua destrezza, più il nostro cuore accelera aumentando il battito che quasi sempre sfoga e si conclude con la magia del goal. Ribatto i puristi del calcio, dicendo che come Pelè non ce n'è. Se volessimo proprio risalire alla crusca di questo sport, qualcuno ha detto che più completo di Di Stefano non c'è mai stato nessuno. Maradona forse è stato il migliore perchè è stato visto non solo dal pubblico presente, ma anche dalla ramificazione estrema della multimedialità. Bastava avere un televisore in casa per vedere Maradona, dalla presentazione fastosa napoletana in poi, Pelè invece era nascosto nel suo Brasile e le uniche apparizioni internazionali erano con il Brasile: 3 mondiali vinti, se vi sembra poco. Quando penso a Pelè ed all'orchestra divina che suonava intorno a lui mi domando sempre: "sono più fortunato ad essere ancora giovane e ad accontentarmi della pochezza del calcio d'oggi, o sarebbe stato meglio avere 60 per aver visto Pelè, Puskas, Eusebio, Di Stefano, Best, Cruijff, Beckembauer e... continuate voi"??? E secondo voi, chi è stato più forte tra Pelè e Maradona? A me basta ricordare il gesto della "perla nera" nel film "fuga per la vittoria", un arco tracciato da un compasso sinuoso che si staglia nel cielo, impatta la sfera che si dirige nel vertice basso, luogo maledetto dai portieri perchè irraggiungibile. Anche la geometria può essere arte, se a farla è un certo Pelè. Ogni volta che sento quel clarinetto suonare, l'accenno vibrante delle prime note, la mia pelle si rizza, si accende un'emozione, perchè già immagino quel che succederà dopo e sembra di sognare, ma è la realtà, quella di un uomo che si trasforma per qualche secondo in angelo, si alza in volo, compie il suo miracolo e ritorna uomo...
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato
Si potrebbe ridurre tutto ad una sola parola: CONFUSIONE. Questa è la realtà del calcio italiano di oggi, sempre meno uguale a ieri sul campo, sempre meno diverso fuori dal campo. Questo in Italia, un paese sempre più povero di idee, civiltà ed educazione, sempre più ricco di vizi e pregiudizi. Solo fino a sabato scorso, i soliti bene informati (cialtroni?!) inquinavano la vigilia di Fiorentina-Inter con accuse di combine puntualmente smentite dai fatti. Le malizie davano per certo un accordo per una vittoria dell'Inter sabato in campionato, e il passaggio del turno per la Fiorentina martedì nella semifinale di Coppa Italia. Come ben sappiamo, entrambi i risultati hanno disatteso i "ben informati", quelli che sanno sempre tutto... di tutti. Che strano, questo mi ricorda un po' le previsioni di borsa e dell'economia;-) Sia qui, che nel calcio, mai uno che chieda scusa o ammetta di essersi sbagliato. Confusione, tranelli, magheggi a dimostrazione che dopo Calciopoli o Moggiopoli (come preferite voi) nulla è cambiato e per ribadirlo, perchè non riaprire il processo con nuovi colpi di scena, intercettazioni ritrovate o dimenticati e magari, già che ci siamo, perchè non riabilitare Luciano Moggi? Che ne pensate, non sarebbe poi così male, almeno tornerebbero le regole, si le sue. Buddy, ma ci sono le nuove intercettazioni, tutti erano coinvolti! Può essere e chi lo nega, ma la piccola grande differenza, che sposta l'ago della bilancia tra il coinvolgimento e la colpevolezza lo trovo nella saggezza di Gigi Garanzini: "tutti chiamavano gli arbitri ed il designatore Bergamo, ma mentre gli altri al telefono belavano, Luciano Moggi abbaiava". E credo ci sia differenza. Nei tribunali e tra l'opinione pubblica ora si tenta di far passare un unico messaggio, siccome sono tutti colpevoli, allora non c'è nessun colpevole. Come dire che se tutti sono ladri, allora rubare non è più un reato. Questo è il paese che vogliamo. Fortunatamente gli italiani non sono tutti così. Mi spiace molto non avervi segnalato un articolo, simbolo di giornalismo, di Massimo Gramellini, credo sia datato Febbraio 2010, prima delle elezioni, in cui il giornalista scriveva più o meno così: "La Polverini ostaggia degli ultrà della Lazio. Le radio romane diffondono il messaggio che se Ballardini non sarà rimosso dall'incarico di allenatore della Lazio sostituito da Reja, i tifosi diserteranno le urne. Al grido lo Stato con i terroristi non tratta, ma con i tifosi si, si smuove attraverso il Sindaco Alemanno e tutto l'entourage del centro Destra, e subito sulla panchina biancoceleste avviene la rivoluzione. A questo punto si spera che gli ultrà abbiano a cuore anche scuole, strade, ospedali, così da poter sistemare i guai dell'Italia". Questo è il riassunto di quanto scritto. Dai commenti che sento attraverso gli amici che lavorano ed abitano all'estero, mi sembra che tra politica e calcio, siamo sempre più pane per gli appetiti umoristici d'oltrefrontiera. Come possiamo ben vedere, il calcio di oggi non è poi così di verso da come ce lo rappresentava Lino Banfi nell' "ALLENATORE NEL PALLONE", con molti sorrisi, ma anche profonda amarezza e quante verità... Ma come all'estero non è tutto oro ciò che luccica, così in Italia non è tutto sterco ciò che puzza, infatti anche negli altri campionati iniziano ad emergere le prime magagne e non sono certo bruscolini. In Inghilterra il Liverpool è in vendita a prezzi ribassati ed il Manchester è sempre più in crisi di propietà affossato dai debiti, mentre la Liga Spagnola è a rischio scioperi con squadre piene di debiti e giocatori che non ricevono lo stipendio da mesi. Come per l'economia, per la borsa anche per nel mondo delle follie, fantasie e acrobazie del calcio, la questione del DEBITO diventa un tema cruciale, e lo sarà ancora di più quando la situazione tornerà a vacillare. Il DEBITO, ricordate, avere DEBITO o avere LIQUIDITA' sarà questa la discriminante e farà la differenza tra chi rimarrà a galla e chi affonderà. BuddyFox
Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato