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05 giugno 2014

Panino e Listino: E' IL D-DAY, DRAGHI DAY, UNA FINALE DI COPPA DEL MONDO O UN "SABATO DEL VILLAGGIO"?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


La domanda sorge spontanea, ma può essere Draghi così ingenuo da preparare il terreno a una mossa storica senza sapere che il mercato su quel terreno avrebbe costruito un castello di aspettative? Draghi volto al suicidio d'immagine, inebriato dal suo potere e dal suo carisma da voler sbancare il tavolo con un rilancio all-in?
Dilapidare l'immensa credibilità che ha oggi sul mercato? Non credo, Draghi ha talento, paragonabile al gran Maestro Greenspan, facile quindi pensare che il super Mario nazionale, l'unico dei tre tenori Mario a essere rimasto sul piedistallo, abbia molte carte da giocare, avendo già simulato sul risiko del denaro le possibili reazioni del mercato alle opzioni da lui giocate.
La copertina di Handelsblatt non ha solo un valore storico, ma soprattutto uno simbolico, quello è il segnale che anche la Germania, anche Weidmann e tutta la Buba hanno dato carta bianca al presidente, gli hanno liberato le mani e ora può combattere in piena autonomia.
Quali saranno le possibili mosse spettacolari?
Taglio dei tassi, probabile, ma ultra scontato, ormai, a questo punto è un'arma innocua.
Tasso sui depositi bancari negativi? Anche questo è probabile, ma è già nelle carte, non basterebbe a placare la fame di novità e di spettacolarità degli investitori.
Acquisti ABS? Ancora in Europa un vero mercato non esiste, c'è solo in America, e conoscendo i tempi biblici d'azione della burocrazia europea, potrebbe essere questa una buona notizia per il lungo termine, ma abbastanza deludente, se non catastrofica nel breve periodo.
Acquisto di titoli di stato? Una nuova Ltro? Questo è possibile, ma di difficile applicazione. Secondo quale criterio sarebbero acquistati i titoli, e quali titoli? Periferia d'Europa? Non tutti sarebbero d'accordo. Titoli a tripla A, o con un buon rating? Sarebbe poco utile per i paesi in difficoltà.
E allora, perchè non comprare titoli di stato esteri?
Questa potrebbe essere la mossa esplosiva, spettacolare e inaspettata. L'acquisto di TBond o anche di titoli di Stato di altri paesi, avrebbe una doppia efficacia: l'allargamento della base monetaria in Europa, una mossa per riaccendere l'inflazione e dall'altro una mossa che aiuterebbe a ridurre la valutazione dell'Euro.
Ma non solo, decreterebbe il passaggio di testimone del QE dalla Yellen, in fase di tapering, all'Europa, mantenendo sempre in quota il livello dei prezzi dell'obbligazionario, ma allo stesso tempo darebbe una spinta all'economia, grazie anche alla svalutazione della nostra moneta.
Un intervento concertato con le altre banche?
Potrebbe essere anche questa un'ipotesi tutt'altro che remota.

Abbiamo assistito a parecchie finali mondiali e di coppa deludenti, le attese erano sempre troppo alte, ma abbiamo visto anche partite come MILAN vs LIVERPOOL.
Non so cosa succederà, posso solo ipotizzarlo, e come spesso accade, andrà in altro modo, ma quello di cui sono convinto è che anche se vedremo un ribasso violento, magari a chiudere o avvicinare il gap del Lunedì post ELEZIONI EUROPEE, la certezza è che quella sarà una correzione da comprare.



LIBERO 28 Maggio 2014
“Se Grillo vince lo spread salirà ancora e la Germania non ci aiuterà. Per quale motivo Francoforte dovrebbe gettare una ciambella di salvataggio a chi considera la procedura di deficit eccessivo come una barzelletta?” questo in sintesi il messaggio allarmistico lanciato da Roubini alla vigilia elettorale. Fortunatamente Grillo non ha vinto si dirà, e l’allarme è rientrato. Sbagliato dunque giustificare con l’ “effetto Renzi” (espressione che commentatori come Barisono non tollerano) il rialzo delle Borse post elettorale, meglio sarebbe un “Grillo, scampato pericolo, le borse festeggiano”. Ripensando a quanto è successo nel Febbraio 2013, avrebbe un senso logico. Ma non è tutto vero, perché queste non sono state elezioni nazionali, ma Europee, e in altri paesi, la minaccia “anti Euro” ha assunto contorni minacciosi. Com’è possibile dunque questa diversità di trattamento, forse Grillo fa più paura della Le Pen? La risposta è racchiusa in una sola persona: Mario Draghi, innalzato  a “Mario Cesar Draghi” da Handelsblatt che gli dedica, alla vigilia delle elezioni, una copertina in cui il presidente della Bce viene immortalato in una cornice dorata  con tanto di corona d’alloro. “E’ lui il vero presidente d’Europa” scrive il giornale tedesco, in pratica è l’ufficiale consegna del torchio magico, con cui Draghi potrà pompare liberamente denaro per riaccendere sia l’inflazione che il motore economico europeo.
Sembra tanto di rivivere il periodo fiabesco della “Greenspan put”,  cioè quel senso di protezione che la Fed di Greenspan era capace di infondere alle attività finanziarie. Oggi quelle rassicurazioni sembra darle Draghi, che fino a ora ha sostenuto la claudicante Europa solo con un abile uso delle parole: se Greenspan era la “sfinge”, Draghi è “poker face”,  ed i rialzisti sono felici di stare al tavolo con lui, perché con Draghi, come era con Greenspan, si vince sempre.
PIAZZA AFFARI: effetto Renzi, effetto Pil, effetto Draghi, poco conta quale sia la giustificazione, se i mercati hanno voglia di salire, lo faranno, aggrappandosi a qualsiasi motivazione, anche la più assurda. Il dato sulla fiducia ha già cancellato le delusioni per il Pil (un dato vecchio), brividi a 20,000 e nuova ripartenza. Graficamente sembra di rivedere il movimento fatto a Dicembre 2013, se fosse così, 23,500 rimane la prossima tappa della corsa del toro.
BIESSE: “il mio segreto? Fare meno danni che posso” è l’ironia di Carlo Ancelotti, un altro italiano dominatore d’Europa. Quello di Ancelotti potrebbe essere un saggio consiglio anche per i piccoli risparmiatori: “il segreto per guadagnare, fare meno danni possibili” e quindi se un titolo come Biesse corre da solo, perché toccarlo comprando, vendendo e facendo danni? Lascialo andare, ti porterà alla pentola d’oro. Se proprio non riesci a stare fermo, accumula sulle debolezze. Sopra 8 inizia l’arcobaleno.
ESPRINET: idem per questo titolo. Lasciate che superi 8 e vi farà felici.
TISCALI: il Renato Soru politico può permettersi la macchia del fallimento della sua creatura? Io credo sempre a quota 1 euro.

28 maggio 2014

Panino e Listino: MARIO CESAR DRAGHI E CARLO MAGNO ANCELOTTI, ITALIANI REGNANTI D'EUROPA (Mercoledì 28 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Preferisco la coppa" aveva detto e scritto, così è stato. Partita apparentemente noiosa questa finale di Champions, e poi, improvvisamente una raffica di emozioni, ancor più che nella finale tra Bayer e Manchester. L'allenatore conta? Secondo Mourinho è tutto, secondo Ancelotti deve fare il minimo indispensabile per non commettere errori, ma quando vedi 11 tori bianchi caricare fino all'ultimo, fino a che ci sarà fiato, capisci che un allenatore, un certo tipo di allenatore conta, eccome se conta. 11 giocatori non si trasformano in 11 guerrieri se non hanno un condottiero per cui immolarsi.
La scena in sala stampa, la gioia intorno ad Ancelotti descrive un'armonia e una gioia incontenibile, sono i "normal one" devoti al sacrificio e alla pura umanità di trattamento e di comportamento. Carlo Magno Ancelotti, nel calcio, è diventato il nuovo re d'Europa, un comandante dal volto umano.
Ancelotti non è l'unico italiano che l'Europa ci invidia, da molti mesi, in costante fase crescente c'è Mario Draghi, negli ultimi giorni incoronato da Handelsblatt il grande Cesare. Anche la Germania si inchina davanti all'imperatore dell'economia, oggi considerato come l'unica figura capace di salvare e saldare la claudicante Europa.
Questo e altro troverete nel nuovo numero di "Panino e Listino" in edicola oggi su Libero.
Temi operativi come al solito non mancano, titoli e obiettivi di prezzo, tutto su Piazza Affari, anche se a dire il vero, parecchi titoli stranieri ci stanno dando buone soddisfazioni. Se fossimo una squadra di calcio potremmo dire di aver fatto un'ottima campagna acquisti, in stile Udinese: compriamo a poco, venderemo a molto. E magari ci qualificheremo pure per la coppa!

Qui sotto come tradizione troverete il pezzo della scorsa settimana.
Ora partenza, ci rileggiamo presto, prestissimo.







 LIBERO 21 Maggio 2014
Era una sera uggiosa d’Autunno, sulle Borse regnava il panico, la politica era in affanno, la Russia era paralizzata dall’inquietudine, mentre l’economia mondiale rischiava di cadere in recessione. Il mondo e i mercati finanziari hanno il fiato sospeso, un raggelante silenzio in attesa delle parole di un uomo. No, non mi riferisco alla “lunga notte dell’Euro”, né  alle indiscrezioni di Tremonti, di Geithner o degli altri protagonisti del Novembre 2012. La crisi che sto raccontando è quella dell’Ottobre 1998, quando il fondo LTCM rischiò di far saltare il mondo della finanza. Se i mercati finanziari sono tutt’oggi pulsanti, lo devono a una persona: il Maestro Alan Greenspan, all’epoca  considerato, se non la persona più importante, sicuramente la più influente. Greenspan in una sera d’Ottobre riunì attorno a un tavolo un gruppo di grandi investitori e li convinse ad agire. Lui fece il resto, con una scure tagliò violentemente i tassi e compì l’opera. Storie, romanzi e retroscena della finanza, come quello relativo al Novembre nero dell’Euro e dell’Italia del 2012, il complotto che deve fare tanto scalpore, soprattutto nell’imminenza della tornata elettorale. Scalpore fatiscente ed effimero, perché le trame nel mondo della politica e soprattutto della finanza sono sempre esistite e sempre esisteranno: quelle di cui veniamo a conoscenza e quelle di cui non sapremo mai nulla. A conoscenza sì, ma sempre in ritardo, come la riunione che si svolse l’8 Febbraio 2010 a New York, una cena segreta presso un grosso broker di Manhattan, piatto principale del menù: la frantumazione dell’Euro. La leggende narra che a quel tavolo fosse seduto anche George Soros, proprio lui, lo speculatore che nel 1992 affondò la Lira, ci riprovò nel 2010 con l’Euro e oggi tenta di darci lezioni su come uscire dalla crisi. Nel 2010 come sappiamo gli andò male, perché la finanza non fa mai preferenze, colpisce, indistintamente. Sopravvivere è l’unica cosa che conta.
PIAZZA AFFARI: “sell in May and go away” avranno pensato gli operatori all’uscita del dato sul Pil Italia. Chissà perché se gli Usa deludono le stime è colpa del meteo, se capita da noi la colpa è del governo. “Tafazzismo” tricolore. Ora a 20,000 siamo atterrati, un po’ di  su e giù, un po’ di brivido, ma è questa la base da cui ripartire.
BIESSE: una nuova entrata, peccato averla vista solo ora. Ha già corso molto, ma chi ha fatto bene, farà ancora meglio.
ESPRINET: questa è un ritorno. Pronti per la scalata a 9. E sopra si vola a 16, i massimi assoluti.
DEUTSCHE BANK: “è proprio vero che la finanza e gli investimenti tedeschi hanno dilapidato i giganteschi avanzi commerciali”, saggio Sunseri. Chi ricorda l’operazione TMobile (DT) e Voicstream? Le casse della telefonia tedesca ancora sanguinano. Oggi, nonostante la crisi dell’Euro stia passando e nonostante lo stato di salute della Germania, la più grande banca tedesca mendica denaro, possibile? Il timore di molti è che questa operazione prosciugherà risorse dirette a banche italiane. Non scherziamo, c’è talmente tanta liquidità da allagare il Sahara.

12 febbraio 2014

Panino e Listino: STAFFETTA LETTA - RENZI, AL TORO LA POLITICA NON SERVE! (Oggi Mercoledì 12 Febbraio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Bonjour, finalmente una giornata di sole e cielo colorato di un blu spietato. Sole anche sui Mercati Finanziari, nuvole e cielo plumbeo in politica, in quella italiana il sereno, il bel tempo non si vede da tempo.
Scandalo Napolitano Monti, ricordi dello Spread incendiato dalla Speculazione (come la pronuncia Friedman, solo lui!) e fomentata dal duo Berlusconi/Tremonti e ora la staffetta Letta-Renzi. Ma qualcuno di voi ricorda i punti salienti della lettera primaverile inviata dalla BCE all'Italia?
Facciamo un veloce salto nel passato e ricordiamo i punti principali:
“La famosa lettera della Banca Centrale Europea al Governo italiano del maggio 2011, quella che chiedeva delle riforme per poter procedere nell'acquisto dei nostri titoli del Tesoro, articolava delle richieste. (L'idea retrostante la lettera è che le riforme avrebbero lanciato lo sviluppo che avrebbe ridotto il peso del debito pubblico, rendendolo immediatamente sicuro e quindi acquistabile). 1.Innanzitutto delle riforme strutturali - come le liberalizzazioni, la riforma del mercato del lavoro e della contrattazione sindacale.
2.La manovra sul bilancio pubblico – si noti - arrivava dopo ed includeva il taglio delle spese inefficienti insieme al completamento della riforma delle pensioni.
3. Infine, dopo le riforme strutturali e il taglio delle spese presenti e prospettiche, si richiamava la riforma delle provincie.

Ora ritorniamo al presente, cosa non va?
Tutto mi pare.
Fortunatamente il Toro se ne infischia totalmente della politica, questo Toro indossa occhiali rosa, interpreta tutto positivamente e quindi fa spallucce, si scrolla di dosso le solite zavorre e va, corre, salta staccionate e si scatena nella pampa sia a Piazza Affari che nelle Borse di tutto il mondo.
E noi lo lasciamo correre: BANCA PROFILO, BIANCAMANO, COBRA, CELL THERAPEUTICS, tutto quello che tocca diventa oro, tutto quello che incorna viene lanciato nella stratosfera della sospensione al rialzo.

"JANUARY EFFECT" cos'è? Oggi in edicola su "Panino e Listino", tutti gli indicatori e le curiosità di Gennaio, uno dei mesi simbolici e più importanti dell'anno.  E poi la solita parte operativa, titoli vecchi aggiornati per farvi sognare.
Solo per gente di coraggio, solo per i "Guerrieri della Borsa"

Qui sotto, come tradizione, il pezzo arretrato, siamo indietro ancora di una settimana, cercherò di recuperare nei prossimi giorni.
Ps. "Il Dolce e l'Amaro" si è preso una settimana di "vacanza", in caso di maltempo, recuperiamo Domenica prossima, anche se c'era ben poco da aggiornare, chi ha comprato ora deve solo tenere e godersi lo spettacolo più grande dopo la Bolla Internet: il meglio deve ancora venire!


LIBERO 29 Gennaio 2014
“Wall Street” (1987), “Boiler Room” (2000) e “Wall Street 2” (2010) non sono solo 3  film che narrano le scorribande borsistiche di aspiranti guru della finanza,  sono film che scandiscono 3 diversi momenti di crisi delle borse: 1987 crack di Ottobre, 2000 scoppio della bolla Internet e 2010 crisi dell’Euro. Semplici coincidenze? Qualcuno l’ha soprannominata la “maledizione di Hollywood” (il “movie indicator” un nuovo indicatore di mercato) e ora, con l’arrivo di “The Wolf of Wall Street”, le borse iniziano a tremare.  In verità  non è il lupo a far paura, ma i mercati emergenti, sì proprio quelli che molti analisti a inizio anno consideravano una grande occasione, e ora, quando il 2014 è appena iniziato, si sono già trasformati in un grande rischio. Sembra ripetersi il copione di quanto visto a Maggio dell’anno scorso, quando al primo avviso di Bernanke sull’inizio del tapering (prima o poi doveva accadere accadere) i mercati reagirono con vendite brusche e con il ritiro degli investimenti dalla periferia (emergenti) per ritornare velocemente al centro (area Dollaro). Non è del tutto vero, perché a differenza del precedente caso, questa volta il Dollaro non ha visto rafforzamenti, ma solo l’Euro e lo Yen, l’hanno chiamata “Guerra delle Valute”, ma non è mai stato sparato un colpo. E allora, da dove può avere origine questa crisi improvvisa? Forse nella semplicità si trova la risposta migliore: Wall Street è ormai arrivata al 5 anno di crescita e da un 2013 da record, una pausa seppur fisiologica, era dovuta, e qualsiasi pretesto era il benvenuto. Ora il focolaio degli emergenti mette di nuovo in difficoltà la Fed (proprio come a Maggio 2013), è quindi ipotizzabile un rallentamento dell’opera di tapering, di nuovo a tutto vantaggio delle Borse, che dopo una correzione saranno pronte a riprendere la marcia. La maledizione di Hollywood ha trovato il suo cigno nero, un Toro indomabile che non ha paura del Lupo. Poveri ribassisti, siete condannati a soffrire ancora.
FTSE MIB: la correzione c’è stata, forse non è finita ma area 19,000 sembra reggere. Chi ha venduto e chi ha avuto la pazienza di aspettare il ribasso, ora con minore preoccupazione, può tornare a riempire il carrello. Giovedì 30 e Venerdì 31 potrebbero essere le giornate migliori. Febbraio mette le ali al Toro!
TELECOM: esce la notizia di un possibile aumento di capitale è subito scatta il panico, successivamente tornano le notizie positive e il titolo risale. Che bel giochino, tra i protagonisti Sawiris, l’egiziano che fino a pochi mesi fa accumulava posizioni ribassiste sul titolo, poverino, visto il rialzo degli ultimi mesi deve aver perso molto. Ora, leggendo le sue dichiarazione, sembra essersi convertito. Bene, obiettivo minimo sempre 1 euro tondo.
BIANCAMANO: atterraggio a 0,60, fatto. Ricomprato e ora via a sfondare 0,70.
ESPRINET: anche qui perfetto rientro a 6. Riaccumulato, e ora si riparte!
FIAT: titolo sempre caldissimo, comprare solo sulle discese.
APPLE: l’anno scorso ero ribassista sul titolo, quest’anno invece compro. Obiettivo: 2000$ può bastare? Icahn è con noi, ottimo compagno di viaggio!






 

04 febbraio 2014

Panino e Listino: "L'EURO E' IRREVERSIBILE" DOPO DRAGHI, NAPOLITANO (Mercoledì 5 Febbraio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Dai pozzi avvelenati della politica, spunta finalmente un po' di acqua pura e incontaminta: per fortuna c'è Napolitano.
Qualcuno ha visto il film di Abatantuono (Lunedì 3 Febbraio Rai1)? Era la Lega a dire che l'ndrangheta non esisteva in Lombardia? Ricordo male?
La stessa Lega Nord che ripeteva "Roma ladrona", in effetti aveva ragione, perchè la Lega ha rubato solo a Roma e non in Lombardia. 
Molto più facile dire e urlare che è tutta colpa dell'Euro. D'altronde è sempre stato così, se i problemi non riesci a risolverli, sposta l'asticella.
E così succede che i galeotti riescono a scappare, credo che sia il loro modo per dare una mano alla Cancellieri, non fanno altro che anticipare l'indulto. A questo punto mi chiedo, chi ancora può credere nella certezza della pena?
Qui non si tratta di essere giustizialisti ad oltranza, anche chi va in galera è un essere umano, e come tale deve essere trattato, anzi va recuperato con attività diverse, questo non vuol dire scagionato in anticipo solo perchè lo Stato è incapace nella gestione e nella spesa delle risorse, a questo punto mi chiedo perchè non utilizzare e ristrutturare vecchie caserme in disuso per costruire nuove carceri, moderne e finalmente umanizzate?
Anche qui, come per l'Euro è più facile aggirare il problema, creare la polemica, confusione per confondere, alzare la polvere, istigare alla rissa, il modo migliore per non concludere nulla.
La strategia preferita da Grillo e dai suoi "grilletti" verbalmente sempre molto carichi.
L'unica categoria che mi sembra avere sempre vita facile è quella dei tifosi, chiamati "ultras", chiedono e gli sarà dato. A questo punto perchè non proporre a loro il governo dell'Italia, dato che ogni emendamento del Governo viene sempre contestato, stravolto, cambiato per compiacere quella o quell'altra categoria, sfido qualcuno tra notai, avvocati, tassisti e qualsiasi altra lobby a contestare un decreto preparato dai tifosi. Che sia questa la soluzione per l'Italia.
Per fortuna c'è Napolitano, si può essere d'accordo o meno con tutto il suo passato, ma dopo l'ennesima brutta figura che anche oggi abbiamo rimediato a Strasburgo scrivo: "per fortuna c'è Re Napolitano".

Siete in arretrato con un numero di "Panino e Listino", scusate il ritardo, domani vi pubblicherò anche quello che è stato in edicola Mercoledì 29 Gennaio.
Per gli amanti della carta, domani il nuovo pezzo: "The Wolf of Wall Street" cosa insegna? Più temi operativi, nel primo momento delicato del 2014. Da leggere, se vi va...

LIBERO 22 GENNAIO 2014

“Il problema della Scala non è la Scala, ma Milano, che è un disastro. L’aria irrespirabile ne riflette l’andamento: l’inquinamento riguarda anche la cultura” diceva con la solita schiettezza il maestro Abbado. Si potrebbero ripetere le stesse cose per Piazza Affari, inquinata da piogge fitte di denaro scadente e da una politica confusa, scomoda e invadente. Una Piazza Affari che già di per se si muove in modo stonato e scoordinato, ci vorrebbe un Abbado per ravvivare gli scambi. Una volta c’erano i Rovelli e i Fumagalli a dirigere la banda, bastava un loro gesto per scatenare la musica, accendere le emozioni, lanciare o affondare i titoli. Oggi non c’è più armonia, i movimenti sono bruschi, si vedono titoli volare senza motivazione, i rumor che infiammavano gli animi sono svaniti, l’unica cosa che cresce è l’adrenalina che al primo violento ribasso, si sgretola e svanisce. Certezze come castelli di sabbia, basta un refolo di vento, è tutto viene spazzato. Il maestro Abbado diceva che la musica doveva essere un bene per tutti. Anche la Borsa dovrebbe esserlo, chissà perché lo diventa solo per brevi momenti: sedotta per l’euforia, o malamente abbandonata per il panico, va sempre così. Fumagalli ha recentemente ammesso (nonostante mezzo secolo di Borsa) di non aver mai visto una crisi come quella del 2007, “ma ora il peggio è passato” e recuperando gli insegnamenti del Macchiavelli aggiunge: “una cosa che ha raggiunto l’ultima bassezza non può che risalire”. Sarà così anche questa volta, alla fine sarete costretti ad entrare! Meglio farlo per tempo.
FTSE MIB: per mesi ho ripetuto lo slogan “il meglio deve ancora venire”, ora dico: “il meglio deve ancora venire”. Per le principali Borse si è visto, per Piazza Affari ancora no, anche per Fumagalli i “7 anni di vacche magre” sono finiti. Gennaio è cominciato con un’ impennata, ora una correzione ci sta tutta: 19,000/19,500 i limiti. Una correzione tutta da comprare perché, ripeto: “il meglio deve ancora venire”.
CELL T: l’avete visto il rialzo “imbarazzante”? +150% in pochi giorni. Ora una pausa ci sta tutta, qualche movimento brusco, una fase in cui si deve accumulare perché l’obiettivo è lontano: 10 euro?
CHL: l’ho scritto nel commento alle “10 di Buddy”, quest’anno ci dobbiamo rifare, e con gli interessi! Necessaria la rottura di 0,055
BIANCAMANO: Biancamano da una “mano di bianco” ai conti e per un po’ il debito non sarà più una preoccupazione. Alla notizia il titolo salta a piè pari il tappo di 0,6 che tanto aveva represso i nostri sogni di guadagno. Ora 0,60 diventa supporto, per il titolo è partito un nuovo ciclo, nuova vita! 1,10 il primo obiettivo.
BEGHELLI: un altro titolo a nuova vita, ma ci vorrà tempo. 0,50 forte ostacolo.
COBRA: indovinate un po’ chi sarà la prossima a uscire dalle preoccupazioni del debito? 0,80 non è più una chimera, presto potremmo vederlo dallo specchietto retrovisore.
ESPRINET: è la dimostrazione che i titoli non devono essere inseguiti sull’euforia. Raccolta a 5, ora 6 diventa supporto. Obiettivo: 9 euro, come minimo!