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23 agosto 2015

Calcio d'Angolo (del Volpino): NORMAL ONE, L'UOMO CHE PUO' SALVARE IL CALCIO ITALIANO



 email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



L'avete riconosciuto? Maurizio Sarri, l'uomo che può salvare il calcio italiano. 
Ci siamo lasciati con la Juventus di Allegri, e la sua miracolosa cavalcata in Coppa dei Campioni, chiusa con una finale, persa, ma ben giocata contro il Dream Team del Barcellona.
Non so perchè l'attuale calcio mi ricorda tanto il primo Dream Team della Nba: in Europa arrivavano le squadre di pallacanestro Usa e facevano strage. Gli stessi dislivelli li vediamo oggi nel calcio, grandi e poche squadre, cariche di denaro, e poi un popolo di povertà, squadre che in qualche modo cercano risultati per attirare un compratore, che si compri o qualche giocatore o meglio ancora, l'intera squadra.
La Juventus in finale di Coppa dei Campioni riporta la SERIE A in vetrina?
Non basta un risultato per rispolverare l'argenteria, per una Juventus che splende, c'è un Catania che riporta molte nuvole.
E' ricominciata la Serie A e dalle prime partite, e non mi sembra di vedere nessuna grande rivoluzione: gli stadi continuano a essere una desolazione, cattedrali nel deserto, un feudo di proprietà degli ultrà, del gioco ancora non si può parlare, siamo solo agli inizi, ma dei campi di gioco sì, sempre i soliti campi di patate. Anche se in verità, nel mondo, dove i soldi ci sono (vedi Cina), non si trova tanto di meglio.
Guardate la sigla sopra, 30 anni fa eravamo i migliori, tutte le star volevano venire a giocare in Italia, fosse anche solo alla Fiorentina (che non era quella di oggi), al Verona o all'Avellino, solo per citarne alcune, oggi, le star vanno altrove. Mi ricordo che per leggere dei campionati stranieri, dovevo comprare il Guerrin Sportivo diretto da Bartoletti, c'erano molti bravi giocatori, tipo Butragueno o Sanchez o Lineker in giro per l'Europa, ma la crema voleva sposarsi con la pizza tricolore, a quel tempo il gusto ci stava. Gli altri hanno lavorato, si sono fatti gli stadi, le tv private hanno iniziato a finanziare i campionati, tutto è partito dall'Inghilterra, la stessa terra che per alcuni anni è stata esclusa dalle coppe, quindi una lega senza introiti da partite internazionale. E pensare che noi l'occasione, con Italia '90 l'abbiamo avuta, rifare gli stadi e rimanere tra i migliori se non i migliori, ma Montezemolo e amici hanno fatto quello che 25 anni dopo ancora ci ritroviamo, stadi preistorici, inutili, inadatti, incivili e insicuri, oltre che desolatamente vuoti.
Dicono che quest'anno le squadre italiane hanno ricominciato a spendere (ma non c'era il "fair play finanziario"?), io da Giugno non ho ancora avuto il tempo, o forse solo la voglia, di sfogliare una Gazzetta, lo stesso però mi sono preparato la mia formazione del FANTACALCIO, cercherò di aggiornarmi velocemente.
Sul calciomercato la considerazione più intelligente l'ha fatta Delio Rossi (anche per lui bentornato) "come si fa a iniziare il campionato con il mercato in corso, giochi una partita e quella dopo magari ti trovi come avversario un giocatore che nella precedente era un tuo titolare". Questo è il calcio che piace ai commentatori che non avendo grandi argomenti a disposizione, devono puntare tutto sull'aleitorietà di cui il calciomercato è il re.
Ma quanto era bello il mercato concentrato nel mese di Luglio in un unico luogo di contrattazione? Mi pare fosse il Gallia... Come fa a piacere questa confusione non lo so.
Quello che so è che ora alla guida del Napoli c'è un certo Maurizio Sarri, conoscete il personaggio? Un "normal one" di grande carattere e buon senso, in una piazza molto difficile, dove il buon senso spesso si perde confuso tra le emozioni.
Angelo Sarri, più di una Juventus che va in finale, è per l'Italia un'occasione di ritrovare il calcio d'un tempo, quello che si giocava senza le isterie di gente come Conte e Mourinho, quello del bel gioco e del buon gioco senza sceneggiate e speriamo senza i mille sospetti che da anni accompagnano come ombre il nostro calcio.
Sarri non sarà solo, con lui torna finalmente Giampaolo, un altro che non mette in vendita la dignità, nè con tifosi e nè con presidenti, lui dice: "è come se mi avessero tolto l'ergastolo". Ora vedremo quanto queste anime candide sapranno resistere tra i lupi, Zeman l'anno scorso non ce l'ha fatta e peggio è andata a Zola, al quale per altro hanno fatto fare una figura che non meritava, meglio, molto meglio l'avevano trattata in Inghilterra. E poi dicono che i cervelli, come i piedi buoni, non devono emigrare.

  1. L'unica cosa che consola, è che nonostante tutte queste rivoluzioni, gli spezzatini di campionato, le maglie i palloni e le casacche arbitrali un corredo degli orrori, gli stadi vuoti, le sterili polemiche, il calcio scommesse, l'invasione degli stranieri e tutto quello che anche voi volete aggiungere, nonostante queste involuzioni, ancora, fortunatamente, non riescono a rompere questo giocattolo che ancora riusciamo ad amare: il calcio.

29 luglio 2014

Calcio d'Angolo (del Volpino): TAVECCHIO E' MEGLIO DEL NUOVO?



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Ogni volta che leggo una sua intervista, sembra impossibile, mi trovo costretto a essere d'accordo con tutto quello che dice Zeman.
Scrivo costretto, perchè di questi tempi, essere d'accordo con le persone sagge è quasi un handicap.
Cosa pensa Zeman delle ultime dichiarazioni di stampo "razzista" di Tavecchio?
"Ha sbagliato, nella forma, ma nella sostanza ha ragione".
In poche parole, com'è nel suo stile estremamente sintetico, Zeman ha fatto centro.
Parlare, o meglio fare delle dichiarazioni, oggi è diventato un gioco di abilità da prestigiatori del verbo, devi driblare perfettamente, fare uno slalom tra i paletti, evitando le trappole alla Cruciani o degli svarioni per troppa spontaneità.
Se fai uno svarione  nella forma, se metti troppo colore negli aggettivi, se usi termini arcaici che oggi il  buonismo ha severamente vietato, sei spacciato, immediatamente cancellato dal palcoscenico dello spettacolo.
Lo ricordate quell'ufficiale che usò parole spericolate contro le madri dei figli che si drogano? Termini esagerati, quelli che si usavano una volta e nessuno si offendeva, ma oggi sono proibiti, parole troppo forti, ma la sostanza era quella buona, innegabile.
Vietato usare termini offesivi, se poi nel privato dalle buone parole passi ad agire come una persona poco rispettosa questo non conta.
L'importante, sempre, è usare come scudo la forma "senza offese per nessuno", con questo puoi andare ovunque e dire qualsiasi cosa.
E' così che si creano i corsi per una formazione comunicativa. Ma se impegni gran parte del tuo tempo, se ti alleni per avere una forte e preparata comunicazione, se ti alleni per avere un perfetto eloquio, rimarrà ben poco tempo per passare da ottime parole, ai fatti.
Tavecchio bocciato per le sue frasi razziste? Tavecchio sembra molto rozzo nei suoi discorsi, la vecchia generazione, quella che ha fatto e costruito molto, quella che ha creato ottime basi che noi stiamo piano piano demolendo.
E se Tavecchio, nonostante i modi un po' bruschi, fosse adirittura meglio del nuovo che avanza?
Prendiamo Malagò, abile, elegante, di bell'aspetto e gentile nel verbo, ma di buono, cos'ha fatto?
Qualcuno ricorda la preparazione e il post mondiali di nuoto a Roma?
Sembra sempre più che per avanzare, per far carriera sia importante parlare bene e razzolare come capita, quello non importa.
Di questo passo formeremo sempre più persone e classe dirigente con grande magniloquenza, ma nell'arte del fare avremo sempre meno materia prima.
Un po' come sta capitando nella nostra industria, sempre più gente abile nell'informatica, sempre meno nell'uso delle mani e nell'artigianato, quello che era il nostro oro.
Un po' come capita nei campi di calcio, sempre meno operai (i mediani) che sostenevano i reparti, sempre più architetti (i fantasisti), sempre meno italiani, sempre più giocatori stranieri, pensando che dall'estero, qualunque giocatore arrivi sarà un campione. Sempre che questo si possa scrivere senza passare per razzista.

03 giugno 2014

BRAZIL 2014: Zeman c'è, Rossi non c'è!




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Si ripete spesso che l'Italia al Mondiale, senza la spinta di scandali  o polemiche, non abbia abbastanza stimoli e capacità per vincere la Coppa del Mondo. Nel 1982 ci fu il silenzio stampa dei calciatori e la vicinanza del "toto nero", nel 2006 ricordiamo tutti cos'è successo. Ma nel 1934 e nel 1938 grazie a quali stimoli l'Italia vinse i Mondiali, l'allora Coppa Rimet? Forse "solo" grazie all'impegno e alla capacità di gioco e anche grazie alle capacità di un ottimo allenatore. Ottimo, ma ai più dimenticato, perchè se io adesso chiedessi il nome di chi sedeva nella panchina della nazionale, pochi, senza l'aiuto di Wikipedia, saprebbero rispondere. Fatto che dimostra quanto il protagonismo e l'importanza degli allenatori sia una moda esplosa solo negli ultimi anni e che forse ha avuto il suo padre nella figura di Helenio Herrera.
Orfani di scandali e di talenti, per Brazil 2014 abbiamo deciso di creare una sterile polemiche: la convocazione di Pepito Rossi. Tanto sterile quanto poco stimolante. Le esclusioni eccellenti non sono una novità, chi ricorda Trapattoni e il delitto Baggio? Una protesta che portò poca fortuna, tanto era la potenza dell'incapacità di Moreno. E la mancata convocazione della coppia Cassano/Balotelli di 4 anni fa? Fu un disastro per Lippi, capace di mettere in evidenza i limiti dell'allenatore, quanto la sua arroganza e presunzione, un'arma a doppio taglio.
Pepito Rossi è una grande assenza, anche perchè con Balotelli sembrava non solo avere una grande intesa, ma formava anche una coppia ben assortita. Gli allenatori in Italia sono milioni, ma chi decide oggi è solo uno: Prandelli, che avrà avuto le sue buone ragioni.
Da notare invece il brillante trio azzurro: Verratti, Insigne e Immobile, tre figli del dimenticato Zeman. Tre pupilli da lui forgiati e formati, pochi lo ricordano, perchè è più facile con Zeman fare il tiro al bersaglio, piuttosto che riconoscergli dei meriti.
Ripetiamo sempre che sono i giovani il futuro, che in Italia i giovani non hanno spazio. Ecco, oggi il calcio regala ai giovani grandi responsabilità, vediamo cosa saranno capaci di fare. Magari sarà questo il nostro trio delle meraviglie, come potevano essere Denilson, Bebeto e Romario nel 1994.
Certo, ripensando al passato, anche questa volta avevamo un Rossi in rosa, e l'abbiamo lasciato a casa. Rimpianti?
Non funziona così anche in Borsa, tutti ti criticano perchè hai comprato o consigliato un titolo assurdo, un titolo sconosciuto come BET. Poi succede che questo titolo sale del 140% e improvvisamente diventi un genio assoluto.
Sarà così anche per Prandelli?

05 febbraio 2013

Calcio d'Angolo (del Volpino) - VOGLIO UN ZEMAN PER LA BORSA. CON ZEMAN, SEMPRE!



Alla fine l'hanno esonerato, va così, se tieni la schiena dritta, troverai sempre qualcuno che tenterà, in ogni modo di spezzartela.
Zeman è così, non è una novità, se decidi di fare un viaggio con lui, nulla è scontato, sarai sulle montagne russe, andrai in alto e poi in basso, ma di una cosa potrai essere certo, non ci sarà tradimento, con un altro punto fermo: onestà e trasparenza, sempre.
Zeman è come la borsa, a volte ti esalta e altre ti deprime, ti porta in alto e poi ti fa cadere negli abissi, ti fa gioire e poi arrabbiare. E' veramente così? O sono gli altri a provocare gli sbalzi degli stati d'animo?
Zeman è sempre lo stesso, lavora duro ogni giorni, si impegna e gioca la sua partita, senza offendere nessuno, senza scagliarsi contro il prossimo, che sia un arbitro o un giocatore, segue fedelmente le sue idee, sono gli altri che aggiungono il viagra su ogni suo gesto, nei suoi successi e nelle sue sconfitte.
Così è anche in Borsa, ogni giorno interpreti di ogni tipo cercano di esasperare gli animi, portando nell'ascoltatore un inevitabile disinnamoramento. Solo rimanendo fermo, sulle tue idee, sulle certezze (chi ne ha), sui tuoi punti di riferimento, sapendo dove andare e come andare, solo in questo modo, avendo idee precise in testa, potrai sopravvivere a ogni tormenta. Perchè di tormento quotidiano si tratta.
Nel libro "UN MARZIANO A ROMA" c'è un anedoto che rappresenta in modo perfetto chi sia Zeman: fine anni '90, Zeman arrivò in piscina, Totti giovane e scanzonato, lo provocò, "a mister, dicono sia un gran nuotatore, scommettiamo diecimila a testa che nun le pò fà  tre vasche sott'acqua?". Zeman si liberò dall'accappatoio, posò la sigaretta, si rivolse a Tommasi (un altro grande uomo), "Damiano raccogli i soldi", un tuffo, la lentezza flemmatica dell'alligatore. Tre vsche, poi subito fuori, in tempo per riprendere la sigaretta ancora accesa e mormorare alla squadra: "ci vediamo sui gradoni".

Ve lo direi anch'io, ci vediamo sui gradoni, anche solo per smaltire rabbia e frustazione da borsa. Ma voi avete mai avuto la calma e la sicurezza di riporre nel cassetto delle azioni, lasciarle riposare e poi riaprire il cassetto e vedere finalmente un guadagno senza sforzi e senza stress?
No, meglio snervarsi nel comprare e vendere e non concludere mai nulla.
Con Zeman, sempre.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

24 agosto 2012

Calcio d'angolo (del Volpino) - PRIMA I SOGNI DI LONDRA, POI L'INCUBO DI PECHINO, MA CON CONTE E' DI NUOVO CLIMA CAMPIONATO!


C'è stato un momento in cui si poteva sognare, eravamo a Londra, si nuotava, si danzava, si correva, si combatteva con il fioretto, a mani nude, con la sciabola, con i pugni e persino a calci in faccia, ma nessuna violenza, è lo sport. L'incontro si chiude, ci si abbraccia, la vittoria non è meritata? Non importa, si accetta il giudizio, si ringrazia e si pensa alla prossima sfida.
E poi c'è stato Pechino, improvvisamente il sogno finisce, no non ci siamo svegliati, non è la realtà, è un incubo.
Se la Supercoppa Italiana (giocata a Pechino, già questo meriterebbe un lungo capitolo) è l'antipasto di quel che ci aspetta nel Campionato di Calcio Serie A 2012/2013, cosa potrà accadere di peggio?
Ben vengano i Maya, forse non conosceremo nemmeno il vincitore del campionato d'inverno, rimarrà tutto irrisolto, ma la finiremo con questo spettacolo che ormai spronfonda in una mediocrità fino a ora sconosciuta.
Dopo aver visto e sentito il teatrino melodrammatico di Conte, direi che ne ho quasi abbastanza, ma il calcio è anche questo e sono sicuro che alla fine cederò alle tentazioni e dopo un anno di astinenza, mi iscriverò al Fantacalcio. Lo scrivo per vedere se provo vergogna, lo scrivo perchè spero che qualcuno mi offenda e mi derida, perchè questo calcio meriterebbe un disinteresse totale.

A differenza di altri luoghi, qui il peggio deve ancora venire, e sono certo che alla fine scriverò ancora di calcio... Chi vincerà quest'anno?
La Juventus è superfavorita, con o senza Conte, il Milan segue a distanza, l'Inter è nel medioevo totale, la naturale continuazione, la coda, di un ciclo vincente che non ha ricambi all'altezza, la Roma potrebbe essere la grande sorpresa e soprattutto potrebbe essere la rivincita di Zeman, Maya permettendo.
Chi vincerà?
Anche quest'anno Lippi si è cimentato nel suo pronostico della vigilia, due anni fa disse Juventus, l'anno scorso disse Milan e quest'anno? Juventus sopra tutte, bel problema per Conte, non solo la giustizia, non solo gli arbitri, non solo l'antipatia dei media, ora anche Lippi ci si mette, il suo pronostico di vittoria è peggio di qualsiasi maledizione.

Giusto per gioco, butto la mia, vado con la Roma, quest'anno potrebbe farcela, seconda Juventus e terzo Milan e magari l'Udinese alla fine ci fa un'altra grande sorpresa. Il bel calcio non può morire, deve ancora rimanere accesa una seppur piccola, fiamma di speranza...



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox