Margaret Thatcher, Ronald Reagan, Tony Blair e Bill Clinton, se oggi provassi a chiedere quali fra questi 4 personaggi fossero i colpevoli, o meglio i liberato dell'attuale finanza selvaggia che ha provocato la crisi, sono sicuro che la maggioranza risponderebbe: Margaret Thatcher in primis e poi Ronald Reagan.
Scherzi della memoria, o solo scarsa conoscenza? Ogni volta che si spunta il nome della Thatcher, tra i detrattori partono le accuse contro le sue liberalizzazioni selvagge, l'inizio di quella che poi si è trasformata nella finanza dell'avidità onnipotente. Margaret Thatcher non è certo stata perfetta, e chi lo è, ma si dimentica che la sua azione si concentrò specialmente sull'industria, su quel settore manifatturiero che nell'Occidente dovrebbe essere un settore protetto dal WWF, dato che è in via di estinzione. Come Lei, agì spesso anche Ronald Reagan, mentre si dimentica che la brutta copia (o bella, a seconda dei gusti) della Lady di ferro Tony Blair, agì prepotentemente e forse con interessi, dando splendore a Londra, sopratuttto nel suo aspetto di prestigiosa Piazza Finanziaria, cosa che poi ha portato a quello che conosciamo. A braccetto, poco prima o poco dopo, gli fece compagnia Bill Clinton, colui che annullo il "Glass Steagall Act", con Ronald Reagan l'industria bancaria non ci riuscì. D'accordo, sotto Bill Clinton, il congresso era a maggioranza Repubblica, ma fu il presidente democratico a promulgarla.
L'Italia avrebbe bisogno di una Thatcher? Sul Paese non mi esprimo, sicuramente ne avrebbe bisogno il calcio italiano. Ma vi ricordate cosa successe negli anni Ottanta? Hoolingans vi dice qualcosa?
Ma vi ricordate con quale forza la Thatcher stroncò il fenomeno? Ma vi ricordate che le squadre inglesi furono escluse dalle coppe europee per alcuni anni?
C'è qualcuno oggi in Italia capace delle stesse azioni e dello stesso coraggio? Figuriamoci! Prima di giudicare altrove, di giudicare la storia con le lenti deformate della cattiva memoria, forse dovremmo guardarci in casa, e provare una certa rabbia verso qualcosa che non si smuove, ma che è sempre uguale a se stesso, una brutta immagine.
Chiusa parentesi, oggi Panino e Listino è in edicola (con un giorno di ritardo, giusto in tempo x Nokia), troverete un riferimento a Boston, un avviso per Wall Street e il rialzo? E poi brevi accenni sull'Italia e ovviamente temi operativi.
Altro non vi anticipo, se vi interessa, chiedete.
Qui sotto, come al solito, potete trovare il pezzo in edicola la settimana scorsa.
LIBERO 10 Aprile 2013
“Spendere solo ciò che si ha” questo era uno dei punti principali del
modello economico di Margaret Thatcher, come una brava e oculata “massaia”
ricordava “i penny non cadono dal cielo,
si guadagnano qui sulla terra”. Opinione totalmente contraria quella dei due
samurai Abe e Kuroda, rispettivamente primo ministro e governatore della banca
centrale del Giappone, che si ispirano alla filosofia espansionistica: “se non
hai soldi da spendere, stampali”. A
differenza del Regno Unito della Thatcher, in Giappone, oggi, gli Yen sembrano
piovere dal cielo. L’ultimo, estremo, e più aggressivo tentativo di rianimare
un’economia da più di 20 anni apatica e svogliata. Sono tempi diversi, 30 anni
fa si doveva combattere un’inflazione galoppante, oggi a correre è la
deflazione, come a dire, ieri i prezzi correvano troppo, oggi hanno il passo
del gambero, forse anche questi sono segni che delimitano epoche diverse: la
prima apriva alla vitalità, quella odierna la deve ritrovare. Un messaggio
rivolto soprattutto all’Europa, autoesclusa dalle grandi manovre: con Svizzera,
Gran Bretagna, USA e ora Giappone impegnati a varare stimoli intensivi di
politica monetaria non convenzionale, la nostra emarginazione appare
paradossale, quanto imbarazzante. Un mondo che stampa esageratamente, è sì un
mondo viziato, ma l’ortodossia (di matrice Bundesbank) applicata dalla BCE
potrebbe costarci caro, la ripresa, la vita dell’Euro. Un giorno potremmo dire
di aver fatto bene a resistere alle tentazioni, avevamo ragione noi! Andando
avanti così quel giorno rischiamo di non vederlo, potremmo essere già morti, ha
senso? L’occidente finanziario, mettendo le fabbriche del torchio sotto
attività intensiva, inquina il mondo, quell’aria la respiriamo anche noi che
facciamo i salutisti del denaro, ci intossichiamo e senza nessun beneficio. E
come se ci trovassimo in una stanza in cui tutti fumano e noi no, il cancro, da
fumo passivo, lo prendiamo lo stesso, tanto vale fumare anche noi.
L’esperimento del “laboratorio giapponese” ci regala
più di una speranza, il fiume di denaro stampato dovrà trovare territori
d’investimento fertili, non certo i titoli di stato in Yen che rendono lo zero
virgola, magari proprio i BTP italiani che fruttano venti volte di più. Nel
2011 il Giappone tese la mano e il portafoglio all’Europa, la tragedia in Marzo
(tsunami) bloccò tutto. Oggi sembrano non esserci ostacoli e il Giappone
potrebbe rilanciare e raddoppiare, cerchiamo di non perdere anche questa
occasione, corteggiamoli e conquistiamoli!
FTSE MIB: “Golden Cross” è uno dei pochi segnali di
A.T. che da affidabilità. Consiste nell’incrocio di 2 medie mobili di lungo
termine, quando si intersecano sono un semaforo verde alla direzionalità. Nel
nostro caso l’hanno fatto verso l’alto, confermando la mia visione rialzista.
Supporto sempre a 15,000, prima resistenza a 15,600
TELECOM: fu uno dei primi titoli qui segnalati, fin
troppo svalutati. Finalmente se ne sono accorti, arrivano da Oriente. Da tenere
e accumulare, prima resistenza a 0,61. Il settore è caldissimo.
TISCALI: a conferma che il settore è caldo. Tiscali
potrebbe essere trascinata e uscire dal torpore. 0,040 supporto, prima
resistenza a 0,042. E quando romperà 0,05, porceddu e Sassicaia per tutti!
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox




















