La cosa che più mi impressiona è che nonostante si sapesse che sull'EXPO i controlli fossero fatti con la lente d'ingrandimento della giustizia e delle forse dell'ordine, si sia tentato di rubare lo stesso.
Proprio non si riesce a farne a meno, si deve provare a fare i furbi e a rubare.
La politica italiana soffre di clepomania da denaro. La politica o la società italiana? Da uno Stato che sente fischiare l'inno nazionale da alcuni dei suoi stessi cittadini, senza la minima reazione, cosa ci possiamo aspettare?
Eppure l'Italia è quella nazione che al centro del vortice di uno dei più gravi scandali vissuti dal nostro calcio, all'inizio del Mondiale, invece di essere risucchiata da quel vortice, ha reagito e quel Mondiale l'ha adirittura vinto.
Siamo una Nazione con diverse anime, ultimamente quella nera e sporca ha avuto maggior risalto, ma l'Expo con i suoi numerosi colori può dare il via a qualcosa di nuovo.
Ce la faremo a cancellare il nero dal nostro Paese? Questa è la grande sfida.
Ps. "Panino e Listino" domani in edicola su Libero con molti, molti, temi operativi.
Alla pioggia di critiche Marchionne ormai ci è abituato, meno alla pioggia di vendite azionarie. Perchè se fino a oggi le contestazioni arrivavano da lavoratori, sindacati e politici e gli unici a essere contenti erano gli azionisti, dopo la seduta di oggi che si è concluso con uno dei ribassi peggiori per il titolo Fiat, alla fila della critica si accodano anche quest'ultimi.
Critiche che non solo sono rivolte a Marchionne e alla Fiat, ma che sicuramente saranno indirizzate anche al sottoscritto perchè doveva avvisare di liquidare la posizione, vendere e magari ora o chissà quando, rientrare.
La tradizione vuole che per Fiat la giornata dei conti sia spesso, a livello azionario, un momento di delusione. In passato abbiamo già visto un meno 5%, o peggio anche un meno 7%, tutti ribassi nel tempo riassorbiti, ma però si era visto un meno 11%.
Certo si poteva vendere, se avessi immaginato un ribasso del genere poteva essere valida una strategia d'uscita, anche solo con metà posizione, ma a livello di strategia generale, con una visione di medio termine, continuo a pensare che non sia la soluzione migliore.
Perchè credo in Marchionne, perchè credo nella strategia internazionale di Fiat, perchè credo a un ciclo rialzista di lungo termine che non potrà evitare di coinvolgere anche il titolo Fiat e perchè gli stessi che oggi pensano che la soluzione migliore era vendere Fiat, sono gli stessi che sotto 4 euro evitavano l'accumulo oppure si lamentavano che il titolo continuasse il laterale, e magari, dal titolo sono usciti prima del decollo. Oggi, nonostante il tonfo del 11%, da quei 4 euro siamo ancora sopra più del 50%, è questo che fa la differenza, questo è il valore aggiunto.
E se un giorno, con tutti i condizionali e le cautele del caso, se le cose volgeranno a nostro favore, ci troveremo una Fiat con una quotazione intorno ai 20 euro, ricorderemo la giornata di oggi, non come un momento di sconforto, ma come spesso accade, con il rammarico di chi non ha saputo guardare lontano, perdendo l'ennesima occasione della sua vita di Borsa.
In attesa delle decisioni che prenderanno domani Draghi e la Buba, vi lascio in compagnia del pezzo in edicola la scorsa settimana: se Boskov fosse stato un operatore di Borsa. Un tentativo fantasioso e sperimentale, come al solito i Mercati Finanziari alla portata di tutti. Se non vi è piaciuto, almeno vi sarete divertiti.
E del pezzo di oggi, che ne pensate? Vi ritrovate? Ieri sera letto sul pc, mi sembrava un po' malmostoso, con qualche handicap, letto oggi sul giornale mi sembrava avesse una cera diversa, più colorita e piacevole.
Inutile scrivere che per domani mi aspetto una reazione dai mercati, sia dall'Europa, "effetto Draghi" e come è ormai tradizione per quest'anno, a traino il Nasdaq e tutta Wall Street, allontanandosi il più possibile dalla soglia chiave dei 4,000.
Telecom bene, per dirla in linguaggio astrologico, in questo momento si trova Saturno contro, ma è evidente che con un ritorno di positività generale, Telecom si trova in prima fila per fare il grande allungo.
Titoli finanziari in genere che devono reagire, l'attesa per domani in questo settore è ancora maggiore.
Per quanto riguarda BE, quanto scritto oggi, è tutto confermato.
Domani tutti con il casco ben allacciato, pronti a lanciarsi per salvare il Toro.
LIBERO 30 Aprile 2014
“MIB 50,000, è il titolo del mio nuovo libro”:
esordisce con la consueta esuberanza l’analista Francesco Caruso, lanciando
subito un target pirotecnico. Boskov diceva: “un grande giocatore vede
autostrade dove altri solo sentieri”, chissà cosa avrebbe pensato di Caruso che
per Piazza Affari l’autostrada la vede addirittura a 4 corsie. E’ Martedì 15
Aprile, le borse sono in chiusura, giornata rosso pesante (-2%), nuovamente
graffiata dalle zampate dell’orso russo, all’auditorium della Pop Milano si
confrontano 4 operatori di mercato: Caruso, Cecere, Claudia Segre e Lupotto,
ognuno protagonista di un settore diverso. Si dibatte di diverse tematiche, ma le principali
rimangono Borse e Spread. Il ribasso odierno sembra non spaventare nessuno, ma
se per alcuni (Caruso) è un’occasione di acquisto, per altri (Cecere) potrebbe
essere il preludio di una situazione che va a complicarsi. Se Caruso potrebbe
essere definito un pittore dell’analisi tecnica, Cecere ne è l’architetto, più
attento e meno impulsivo, entrambi hanno in testa una visione rialzista per
Milano, ma è il disegno a essere differente: Caruso con la spietatezza
dell’animal spirit dichiara “forte correzione, prima del gran rialzo”,
l’autostrada a 4 corsie; mentre Cecere è più parsimonioso e raffinato,
un’analisi più sofisticata che ripercorre gli ultimi 40 anni di Borsa, e che trova una situazione simile a quella
attuale nel 1994/96, “se fosse così” sintetizza “il mercato entrerà in una
palude (ampio laterale) fino a Dicembre 2015, per poi ripartire a razzo fino al
2018”. La previsioni tranquillizza molti, ma non il sottoscritto, che il rialzo
lo vede già avviato da molti mesi. Cecere è un personaggio riservato, a fine
conferenza cerco di fermarlo per fargli notare la mia analisi e gli chiedo: “ma
non crede che la ‘palude’ da Lei indicata sia quella già vista tra la metà 2011
e la metà 2013, e il rialzo sia già in corso?” “Speriamo che abbia ragione” è
la risposta, ma non mi soddisfa. Boskov diceva “pallone entra quando Dio vuole”,
chissà se anche rialzo sarà quando Dio vorrà.
PIAZZA AFFARI: “io penso che per segnare bisogna
tirare in porta”, se Boskov invece di un allenatore fosse stato un broker avrebbe
detto: “penso che per guadagnare in Borsa bisogna comprare azioni”. E bisogna farlo in fretta, aggiungo io e
prima che l’arbitro fischi la fine della partita (il rialzo), aspettando troppo
si rischierà sì di tirare, ma di fare solo degli autogol. E’ sempre 23,000 il primo obiettivo.
ORO: Caruso lo definisce “la valvola di depressurizzazione
dei mercati”, non più correlato né all’inflazione e né alla deflazione. Non è
più un mercato interessante.
EURO/DOLLARO: per Cecere questo è un cross
ingabbiato, un continuo NON EVENTO, ma si sta caricando una molla direzionale.
Più di un rialzo dell’Euro, è probabile un rafforzamento del Dollaro.
BET: Baggio diceva “è sempre meglio far correre la
palla, la palla non suda”. In borsa potremmo tradurre “i titoli al rialzo
bisogna lasciarli correre, invece di sudare comprando e vendendo”. E la Bet
corre, da sola. L’importante però è averla.
RCS: Blackrock che da Wall Street sbarca a Piazza Affari è come cervo che esce di foresta. Più che il cervo di Boskov a me sembra il lupo di Wall Street perché oggi la finanza americana ha molta fame di Italia. Non solo le Big e le Star che oggi splendono, ma anche qualche stella oggi un po' appannata. RCS per esempio, da oggi Cairo è un po' più pesante e non si possono escludere altre sorprese prima dell'assemblea di Maggio. Meglio esserci
CARIGE MPS: "la Borsa italiana è fortemente collegata all'andamento dei bancari e questo non è accettabile" sbotta Cecere che per un attimo evade dalla sua dimensione serafica. Una situazione che per l'analista non può perdurare a lungo, ma prima che avvenga il cambiamento, volente o nolente dai bancari noi prescindiamo e gli aumenti di Carige e Mps sembrano quelle occasioni che si vedono poche volte nella vita, specie se questa è avviata all'estinzione.
TISCALI: "la partita finisce quando arbitro fischia" diceva il saggio di Novi Sad e in Sardegna, al quartier generale di Cagliari, la partita è appena iniziata. Tiscali ha rischiato la retrocessione (il fallimento) ma ora, dopo una lunga preparazione, sembra pronta al grande salto. Certo non sarà uno scudetto ma se vi ripetessi 1 euro? Vale come scommessa?
APPLE: dopo il gesto di Alves è scoppiata la banana mania, verrebbe quasi voglia di comprare azioni Chiquita, ma io preferisco sempre la mela, d'altronde l'ho già messa nelle "10 di Buddy 2014" più di così.
L'ebrezza delle montagne russe. Prime prove di volatilità per BET. Domani su Panino e Listino i miei target sul titolo, così poi ve lo ritagliate e lo mettete sul comodino. A seconda delle giornate, ogni sera prima di addormentarvi, gli darete un pugno o una carezza, lo porterete nei sogni o negli incubi. Come diceva Nico Cereghini: casco in testa ben allacciato. A domani Ps. E mi raccomando, non inseguite i titoli, nessuno vi obbliga, comprare solo sui ribassi.
Lunedi mattina, Maggio in fiore, giornata meravigliosa piena di sole, ma ecco improvvisamente le nubi, perchè? Tutta colpa dell'Euro. La gente scalmanata si picchia allo stadio, perché? Tutta colpa dell'Euro. Voglio ricordare che Mario Monti, allora Primo Ministro, propose di fermare il calcio per iniziare una profonda rivoluzione. La Tatcher ci riuscí, niente coppe per le squadre inglesi, un castigo durato anni. La spiegazione dei diversi esiti non è nella differenza tra italiani e inglesi, ma è dovuta al fatto che Monti è favorevole all'Euro mentre la Lady di Ferro non l'ha mai voluto. I politici rubano, le leggi non cambiano, la pubblica amministrazione spreca, perché? Tutta colpa dell'Euro. La Juve vince sempre e gli arbitri continuano a favorirla, anche questo è colpa dell'Euro. Le tasse aumentano, anche la benzina, ma le accise restano, anche questo è per colpa dell'Euro. Colpa dell'Euro se c'è ancora la Lega e colpa dell'Euro se qualcuno la vota. I tassi sul mio mutuo sono scesi, colpa dell'Euro? No quello è merito di Draghi. Come si può capire la mattinata è iniziata male, il mio istinto autolesionista mi ha spinto a seguire un dibattito sull'Euro, ad ascoltare le solite cazzata, argomenti propagandistici di economisti, professori e politici, tutti contro l'Euro. Come nelle guerre di religione dove nulla è palpabile e quindi si può colpire, accusare non avendo mai una possibile controprova, in qualche modo distraendo da quanto si è sbagliato o per negligenza non si è fatto nè deciso fino a ora. Oggi ne ho veramente piene le scatole di queste cazzate e spero veramente che anche la maggioranza degli italiani si sia stufata di questa propaganda fondata sul nulla e abbia voglia di risultati, anche ottenuti con lentezza, ma da gente di buona volontà. Passando al mercato ho mancato con "il dolce e l'Amaro", il tempo è poco, ma presto cercherò di rimediare. Ho notato pero che pochi o nessuno ne hanno sentito la mancanza, bisogna anche ammettere che ci sia poco di cui lamentarsi e questo mi amareggia molto. Come spesso accade, quando finalmente le cose vanno bene, con la solita furbizia, si prende il bottino e si fa la fuitina. Spero veramente di sbagliarmi. Ps. Per anni sono stato etichettato come quello di Chl. Ora credo che la scritta si possa cambiare e sostituire con la BET. Saluti e grazie.
La prima cosa che ho pensato dopo aver letto della morte di Vujadin Boskov è stata: "ma era ancora vivo?"
Sì, io pensavo che fosse già morto, è triste lo so, mi vergogno di me stesso, ma fa emergere anche un'altra verità, quanto il calcio e gli eventi oggi macinano e come i grandi, perchè Boskov era veramente un gigante, vengano velocemente emarginati.
Lunedì tutti i media, giornali, radio, televisioni e internet ricordavano con dolore la scomparsa dell'uomo di Novi Sad, oggi, 48 ore dopo è già tutto cancellato dalla cronaca, anche se infinitamente minore per qualità e cultura, non importa, lo schiacciasassi avanza e non fa distinzioni, non sa leggere nè ragionare, semplicemente avanza.
Ed è un fenomeno preoccupante perchè Einstein diceva: "l'uomo sarà destinato alla propria estinzione quando non smetterà di usare il proprio cervello", i segnali oggi ci sono tutti.
Ascolta Radio24, nel programma sportivo "Tutti convocati" (tristemente orfano di Gigi Garanzini) il lunedì si versano lacrime e si celebra l'addio di Boskov, e due giorni dopo, non si è nemmeno fatto il funerale, e già si calpestano fiori e bara, incensando Mourinho e il suo pensiero che è totalmente contrario a quello di Boskov.
Non è che se uno è morto questo per una qualsiasi legge celestiale dovesse in vita avere sempre ragione, come non è detto che uno in terra, finchè ci sta, debba sempre avere torto.
Oggi va così, un giorno si esalta sull'altare la morale, non si doveva fare questo o quello, il giorno dopo si festeggia per qualcosa che poi sarà la causa di future tragedie.
Oggi si dice che l'allenatore è fondamentale per l'esito di una partita e per lo stato psicofisico di una squadra, Boskov e una persone qualunque come Nereo Rocco, dicevano esattamente il contrario.
Forse Mourinho ha migliorato il gioco del calcio? O forse Boskov e Rocco erano le immagini di uno sport bello che appassionava e avvinceva?
Mourinho è semplicemente l'emblema dello spettacolo, la cosa più diffusa e più amata oggi: fare spettacolo.
E se Boskov invece di un allenatore fosse stato un operatore di borsa, cosa avrebbe detto e come si sarebbe comportato?
E' quello che ho tentato di proporre oggi su "Panino e Listino" in edicola su Libero.
Leggetelo perchè oggi è numero doppio! Ben 2 colonne con molti temi operativi e il racconto del pomeriggio con i GURU (Caruso e Cecere) all'Auditorium della POP MILANO.
Sulle note di Cat Power. qui sotto il numero precedente, la mia esperienza alla presentazione del piano industriale KINEXIA, il mio primo e vero invito ufficiale.
LIBERO 23 Aprile 2014
“Noi siamo nani sulle spalle di giganti, per questo
riusciamo a guardare lontano”: ama le citazioni Colucci per raccontare e
spiegare in modo semplice cos’è e cosa vuol diventare Kinexia, un nano oggi,
che vuole diventare un gigante domani.
“Avere gli occhi verdi non è un fatto ereditario”, è
una delle frasiche come capitelli e
come segnaletica, illuminano la strada che porta a Kinexia: siamo a Palazzo
Clerici, Colucci ha scelto una gemma di Milano per presentare la sua società
agli investitori, tiene al bello, lo si capisce subito, tanto che non solo lo
vuole mostrare, ma anche pulire, affinché lo si veda ancora meglio. Trasformare
i rifiuti in energia e prodotti per arrivare a rinunciare alle discariche,
questo è più di un sogno, è un processo che fa la differenza: recupero
materiali e non lo smaltimento.Se in
California è nata la Silicon Valley, perché in Italia non si può creare una
“Green Valley”?
Un luogo o una valle che può essere rappresentato
come un corpo umano, diviso in vari settori: l’entrata del cibo (rifiuti
raccolti con la differenziata) che vengono smistati nei vari organi (zone di
recupero e conversione) e, dopo un percorso virtuoso e di riciclo, il
residuale, come appunto nel corpo umano, espulso nelle discariche. Si chiama
“Wastend” l’officina del futuro.
“Energia da tutti e per tutti”, parte la terza
rivoluzione industriale, ed è quella che può salvare il pianeta, rendendolo più
vivibile. L’Italia ne ha un gran bisogno, siamo un Paese sempre più inquinato,
varie le cause, ma Kinexia può essere una delle società capaci di ripulire,
depurando e rendendo nuovamente visibili e luccicanti le nostre bellezze agli
occhi di tutto il mondo.
Basta con il catastrofismo ambientale, l’inquinamento
deve essere combattuto con messaggi positivi, si deve sapere che un’azienda che
rispetta e investe nell’ambiente è un’azienda sana e fa bene anche
all’economia.
Colucci spinge su questa nuova rivoluzione
dipingendo l’aspetto industriale, ma ha un occhio anche per la prosa della
finanza: i numeri, sa molto bene che non si possono fare troppi voli pindarici
e che il “debito” oggi per il mercato è una parola orrenda. Decide quindi di
sacrificare il biogas (un lusso troppo grande) per abbellire i conti. “Così
saremo più sexi” dice, e anche il mercato rimarrà affascinato.
PIAZZA AFFARI: la Borsa è l’unica donna che ti da
sempre una seconda possibilità, ma devi avere coraggio e provarci. Così come
dopo il ribasso di Martedì 15, ma la devi saper cogliere, altrimenti rimani con
un portafoglio pieno di “se” e quella donna, la Borsa, se la sposa qualcun
altro. Rimbalzo da 21,000 riuscito, riprende la marcia verso 23,000.
KINEXIA: vuole diventare una “Star”, ma una stella
verde per contraddistinguersi. In effetti già l’anno scorso in borsa ha
brillato, ma è una stella dalla vita molto lunga. Sopra 2,70 c’è una prateria,
dubito però che sarà una cosa di breve.
BE: non aprite quel cassetto.Non è il titolo di un film, ma la commedia
che ha come protagonista la nostra amata Be, e sarà con lieto fine.
COBRA: dopo aver sistemato il debito, ora si cerca marito.
Sarà Vodafone?
Dopo Dani Alves, siamo diventati tutti scimmie, tutti con la voglia di banana. Se avessimo l'istinto di broker, "l'animal spirit", dovremmo subito precipitarci a comprare azioni Chiquita. Eppure a me continua a piacere la mela, la APPLE e la banana non la mangia, ma la indosso.
Bisogna essere folli per fare certi gesti, bisogna essere folli per compiere grandi azioni e bisogna essere folli per dire cose sensate e intelligenti, come lo era Boskov, gli occhi vispi e ridenti sono indimenticabili.
Ho provato a portare Boskov in borsa, se vi interessa conoscere l'esperimento, comprate Libero domani: "Panino e Listino" con i consigli del saggio di Novi Sad.
Domani "Panino e Listino" in versione doppia, ben 2 colonne, il racconto di una conferenza a cui ho partecipato con i Guru di Borsa. Non io, ma i Guru che si sono lanciati con le previsioni su Piazza Affari, Oro e Euro/Dollaro, e poi i titoli, i miei titoli.
Per quanto riguarda "Il Dolce e l'Amaro", nonostante gli ottimi risultati (questa è ovviamente la mia opinione, quindi di parte), molti si sentono abbandonati, cercherò di rimediare con un'edizione speciale il 1 Maggio, a Borse Europee (Wall Street è aperta) chiuse.
Ci sono tanti modi diversi per insegnare, questo fa la differenza tra un maestro amato dagli alunni e uno con alunni distratti. E c'è un modo di reagire alle difficoltà e alle polemiche, oggi spesso si risponde alle offese con altre offese, al chiasso, urlando ancora più forte, alla volgarità con volgarità peggiori e alla violenza con brutalità.
E poi c'è chi, ricordando antichi gesti, risponde alle offese con grande ironia, ridicolizzando l'offendente.
E' un po' la differenza che passa tra un Boskov e un Conte o Mourinho di oggi, una volta si rispondeva con intelligenza, ironia, anche tagliente e beffarda, oggi si fa polemica, si fanno i duri per impressionare. Mi divertivo di più una volta, mi piace di più ricordare Boniperti che duella con Viola, piuttosto che Conte contro Garcia. Stili diversi, anzi lo stile contro la volgarità.
Per fortuna oggi c'è ancora un Dani Alves che alla provocazione, all'offesa riesce ad usare la testa reagendo con grande ironia, deridendo la stupidità del tifoso. Sperando che quel gesto, riesca a spiccare nel fiume di detriti che spesso Twitter trasporta nella rete.
E magari, ricordando i cori di una volta, a quel tifoso che ha lanciato la banana, un bello "scemo" ripetuto più volte ci stava, anche così, in modo semplice, si può tentare di sconfiggere il razzismo.
La domanda che ogni tanto mi pongo è se anche all'estero, ogni tanto non dico sempre, se ogni tanto quando la stampa o i media in generale criticano il proprio governo prendendo esempi virtuosi da altri paesi in questi viene inclusa anche l'Italia.
Da noi capita spesso, per non dire sempre, tutte le leggi che qui vengono adottate sono sempre sbagliate, per principio sono sempre errate e malfatte, e poi arrivano gli esempi dall'estero dove tutto invece è preciso, bello e perfetto.
Così avviene per la nuova tassazione sulle RENDITE FINANZIARIE voluta da Matteo Renzi e dal Ministro Padoan, persino la Francia, pensate che scoop, persino la Francia ha fatto meglio di noi!
Io però mi ricordo che la Francia era la nazione di un presidente stupido come Hollande, che con le sue tassazioni faceva scappare ricchi e ricchezza. Se però si deve attaccare Renzi o il governo in carica, o solo per attaccare chi fa o prova a fare, la Francia diventa un modello.
Così accade spesso da Giannino, che da poco sembra aver ritrovato credibilità, lavato, pulito e asciugato, dove sia lui che gli illustrissimi ospiti hanno l'unico scopo di criticare e demolire. "The End" era la colonna sonora del programma, doveva finire tutto, l'Europa, l'Euro e l'Italia, quando alla fine l'unico che è finito è stato lui e il suo partito. Ovviamente la sua era una provocazione, lo sappiamo, ma continuando solo con le provocazioni non si raggiunge nulla, si parla si parla e non si conclude nulla. D'altronde ci tocca ancora vivere in quest'epoca, quella delle parole, scritte, dette, cancellate, dimenticate nel vuoto della rete. E intanto il tempo passa.
Qui sotto il pezzo in edicola la scorsa settimana. Nemmeno il 25 Aprile, il giorno della Liberazione, vi liberate di me ;-)
LIBERO 16 Aprile 2014
“Sono ormai 5 anni che Wall Street sale e la corsa
pare essere agli sgoccioli, in Europa pare che stia cominciando adesso, ma come
può Piazza Affari iniziare a salire, quando l’America è pronta a scendere o
peggio crollare?” Più o meno di questo tenore sono le considerazioni e le domande
che leggo e che alcuni lettori mi inviano, un tema che non coinvolge solo
piccoli investitori e trader, ma anche grandi professionisti, come Francesco
Guerrera (capo redattore al WSJ) che su “La Stampa” di Lunedì 14 Aprile titola:
“Perché gli Usa adesso temono il grande sboom”, un articolo che instilla
crescente timore, giustificato da molti elementi, ma più che altro sensazioni,
quelle che i pochi operatori rimasti sul floor (il recinto di Wall Street)
fiutano e che lapidariamente definiscono “la fine dell’era dei soldi facili”. La corsa dei mercati USA è “dopata” questo è
essenzialmente il messaggio di Guerrera, e non è l’unico ad affermarlo, dello
stesso tenore, se non più marcata è la previsione di Marc Faber, Guru dei
contrarian, quelli che come i salmoni vanno contro corrente, fanno una gran
fatica, ma di solito lo sforzo viene ripagato da risultati clamorosi. Secondo
Faber tempo 12 mesi e il mercato presenterà quel famoso conto tante volte
rimandato in 5 anni di bolla del credito e di liquidità a costo zero, fa di
più, stimando anche il potenziale di
discesa: “meno 20% se non 30% sullo S&P500 e a rotta di collo sul Nasdaq”.
A sentire le cifre tremano i polsi, se non che queste previsioni (“sarà un crash
peggiore del 1987”) si vanno ripetendo costantemente da più di 2 anni. Solo
qualche mese vaticinò che un mercato toro, lasciando andare senza una
correzione seria, può portare solo a disastri. Viene da pensare, prima o poi ci
azzeccherà, ma quando? E da che livello?
Confusione, tanta confusione, la stessa che aleggia nelle previsioni di
Francesco Caruso, analista pluridecorato che nell’Agosto del 2012 sentenziò il
minimo per Piazza Affari, un livello che per molti anni sarebbe stato inviolato
(come il Comit nel 1978) e che da lì sarebbe partito un ciclo secolare. Oggi, 2
anni dopo, considera Wall Street vicina al top ciclico con potenziale di
inversione proprio nell’anno in corso. Si torna allora alla domanda iniziale:
può reggere Piazza Affari alla caduta di Wall Street. Come cantava Sergio Endrigo, “la festa è
appena cominciata, è già finita”?
PIAZZA AFFARI: la risposta può essere semplice ed è contenuta in due
parole: forza relativa. Assente per anni a Piazza Affari, quando le borse
principali correvano e noi eravamo al palo, o peggio a scavare in negativo e
oggi, con Milano che fa +12% da inizio anno e il DJ che fa -3%, è finalmente a
nostro favore. E chi l’ha detto che WS deve crollare? Basterebbe un laterale
per farci correre. Lo scetticismo è sempre stata la migliore vitamina per il
Toro. Intanto da 21,000 via con il rimbalzo!
RCS: Soros “ama” il Corriere? E’ il fiuto dell’arguto Sunseri a suggerirlo,
uno che in Borsa ne ha viste tante, e che anche questa volta potrebbe aver
ragione. Io ci sono.
Telecom: “walk like an egyptian” cammina in laterale il titolo e potrebbe
parlare presto l’egiziano. Visto che Sawiris sembra aver capito che andare al
ribasso su questo titolo non è proficuo, pensa bene di fare il contrario e
comprare. Come sapete è uno dei miei preferiti.
KINEXIA: sempre in sella, in attesa di novità. Sopra 2,70 sprigionerà tutta
la sua energia verde, positiva!