Francesco Caruso dice che "fare" borsa seguendo solo i fondamentali è come guidare su una strada pensando che sia sempre dritta, alla prima curva ti capotti.
Non avrei potuto trovare metafora migliore, e si sa quanto mi piacciono le metafore...
Chl ha appena pubblicato i conti, fanno schifo e non é una novità, altrimenti perché il titolo sarebbe crollato su quotazioni da prefisso telefonico?
Non serve un ragioniere per capire che il bilancio è pessimo, ma a noi interessa?
Pensavamo forse che il settore del commercio elettronico di Chl avesse futuro in mezzo alla crisi?
Noi qui aspettiamo altro, siamo in perenne attesa, ormai sfiniti e in agonia delle novità scritte sia qui che nella mia rubrica su Libero e anche in altri siti.
Prestito obbligazionario, conti FarmaChl e il commercio del macchinario per l'ossigenoterapia oltre ad eventuale espansione all'estero, questo è il nettare che ci deve nutrire!
Ma se non fanno presto, qui rischiamo tutti di morire di fame e di stenti.
Il Governo Letta si è inventato la vendita delle spiagge italiane per ridurre il Debito?
Eh no, non va bene!
Non va bene perchè questa grande idea non è un'invenzione del Governo Letta, ma è la scopiazzatura del più grande economista italiano in termini di creatività: Giulio Tremonti.
Fu Giulio Tremonti il primo, nel 2005 a estrarre dal cilindro l'ideona di vendere la bellezza delle coste italiane.
A dimostrazione che gli anni passano, e non cambia nulla, anche in creatività e fantasia iniziamo a scadere.
Passano gli anni e intanto: non cancellano le province, non diminuisce il numero dei parlamentari, non diminuiscono stipendi ed emolumenti, non si tagliano i costi della spesa pubblica etc etc etc.
Ma per quanto ancora continueremo a farci prendere in giro. Per quanto tempo ancora voteremo queste persone?
Ah giusto, c'è una legge elettorale pessima, il PORCELLUM, nemmeno quello cambia.
"Panino e Listino" il pezzo della settimana scorsa, questa volta l'ho anticipato, perciò non ho altro da postarvi, se non consigliarvi il numero di domani, vi anticipo il tema: TWITTER, ma soprattutto molti temi operativi.
E vediamo come va domani, se continuerà la tradizione dell'astinenza da commenti e se i miei titoli saranno capaci di fare tendenza.
Buona domenica amici. Promessa non mantenuta, e questo non mi piace, per questo motivo ho pensato di rimediare pubblicandovi l'ultimo "Panino e Listino" andato in edicola mercoledì 6 Novembre, in anticipo rispetto al solito per rispetto nei confronti di chi ha comprato il giornale e non ha trovato su carta le promesse che io avevo fatto qui sul web.
La pubblicità ha avuto la meglio, la redazione è stata costretta, per mancanza di spazio a limare il pezzo.
Qui sotto, ora, lo potete trovare in formato integrale, e avete tutta la Domenica, con mercati chiusi, per leggerlo in tranquillità.
Ahimè COBRA è già scattata, ma quella su LIBERO c'era, e chi l'ha letto ha potuto subito cogliere al volo l'occasione. In ogni caso, COBRA è solo all'inizio, sul prossimo ritracciamento si dovrà caricare ancora.
Tornando alla cronaca finanziaria, l'ultima mossa di Draghi ha spiazzato molti, tranne il sottoscritto: disoccupazione ai massimi, economia stagnante e inflazione inesistente (come vado ripetendo da anni motivandolo), se non ora quando? Se non tagli i tassi ora, anche riducendoli a zero, se non attui ora politiche sperimentali espansive, quando lo farai? Persino l'ortodossia monetaria tedesca si deve piegare.
Draghi non potrà mai sperimentare le acrobazie della Fed, ma prova a forzare il torchio il più possibile, anche lui bussa all' "Hotel California"?
Come ne usciremo? Una possibile risposta ho cercato di darla nel pezzo di "Panino e Listino".
Quel che più ha sorpreso è stata la reazione dei mercati, prima euforici sul taglio a sorpresa e successivamente una violenta discesa che ha spento ogni euforia. Notiziari e commentatori a chiedersi il motivo senza trovare una spiegazione.
Mi ritorna in mente quanto successo nell'Estate del 2012, successivamente alla famosa e gloriosa frase pronunciata dallo stesso Draghi in difesa dell'Euro, reazione: grande rialzo, seguito da un tonfo imprevisto e immediatamente nei giorni seguenti la violenta risalita.
Ecco, oggi potremmo rivedere lo stesso copione, è inevitabile, Orsi dovete rassegnarvi, almeno a Piazza Affari, quest'anno rivivrà una fine d'anno con i botti!
Quanto mi piace Dillon Francis, house music modernizzata, la voglia di un ritorno in discoteca, è un po' come il richiamo della foresta. Perfetta colonna sonora per questo prezzo, soprattutto per qui sotto troverete una sorpresa. I più attenti sapranno già la novità, per altri potrebbe essere un ottimo motivo per continuare a sperare, confindando che la speranza si trasformi presto in soddisfazione concreta...
LIBERO 06 Novembre 2013
“You can check out any time you like but you can
never leave” che tradotto suona come: “puoi lasciare libera la stanza quando
vuoi ma non potrai andartene mai”, sembrava il semplice ritornello della più
celebre canzone degli Eagles, e invece sembra diventare la perfetta colonna
sonora del tempo finanziario che stiamo vivendo.
Era Richard Fisher ( Fed di Dallas) nel
Dicembre 2012 a manifestare le prime preoccupazioni per la spirale viziosa in
cui la Fedsi stava infilando da qui
“politica monetaria Hotel California” aggiungendo che “sarà difficile uscire da
questa vortice monetario, come nella canzone degli Eagles è difficile lasciare
quell’hotel”. Siamo orgogliosi di essere stati pionieri, fin dall’inizio in
questa rubrica abbiamo cavalcato quella che sembrava un’assurda provocazione, e che invece un anno dopo “la sindrome Hotel
California” viene ripresa e usata da molti per spiegare l’attuale situazione:
siti di Borsa, analisti finanziari e persino dal Sole24Ore, “Hotel California”
era in testa nella hit parade di fine anni ’70 e sembra esserlo anche oggi,
quasi 40 anni dopo.
La preoccupazione è dilagante, molti
critici sostengono che la causa degli attuali vizi di mercato sia dovuto
all’atteggiamento della Fed che “incoraggia” e consente investimenti speculativi
in leva e quindi esagerati, che è un po’ come se il CIO incentivasse l’utilizzo
del doping nello sport, che ne sarebbe della salute degli atleti? Un bel
problema per la Yellen, prossimo governatore della Fed, che si troverà non solo
la problematica eredità che Bernanke le consegnerà, ma anche Fisher
(considerato un falco, quindi favorevole alla conclusione degli stimoli
monetari) come membro votante del consiglio e quindi a Lei ostile. Quale sarà
il finale della canzone “Hotel California”? Il “soft landing”, l’atterraggio
morbido, il lieto fine, è il sogno di ogni banchiere centrale, un sogno,
appunto. Aiuterà la Yellen sapere che per gli Eagles, il messaggio di “Hotel
California” era una critica verso l’oscura vulnerabilità del sogno americano, e
soprattutto una metafora della schiavitù da stupefacenti. Gli stessi
stupefacenti da cui la finanza sembra non riuscire a fare a meno, e la Fed
continua a fare da pusher.
FTSEMIB: “Boom di ordinativi” il
ritornello nei notiziari è per tutti lo stesso, purtroppo non si tratta di
economia e posti di lavoro, ma di finanza, il Btp va a ruba. “Hotel California”
per molti una preoccupazioni, per noi fin dall’inizio il “Bengodi finanziario”,
ma con la finanza non si mangia. E se grazie alla finanza si uscisse dalla
crisi? Piazza Affari fa una pausa, pronta a riprendere la galoppata, già
pregustando i botti di fine anno. Sopra 19,500 prepariamo la letterina per
Babbo Natale.
COBRA: esce da una lunga crisi, ma ne
esce bene. Compriamo sui minimi.
CHL: un macchinario per
l’ossigenoterapia sembra la novità in casa Chl. Lo stesso ossigeno che
servirebbe alle casse sfinite della società e degli azionisti. In soccorso
sembra arrivare l’emissione di un prestito obbligazionario. Ci siamo?
3D: la nuova rivoluzione industriale?
Anche la Gabanelli di Report sembra crederci. DDD, SSYS sono cresciute molto,
ma se questo fosse solo l’inizio?
TELECOM: voglio ricordare che
l’azionista Fossati è lo stesso che nel 2008 investì circa 540 ml di $ in
APPLE, sappiamo com’è finita.
Mentre qui in Italia rimaniamo avvinghiati a vecchi brani nostalgici, oltreoceano la rivoluzione continua, è l'uccellino ora a cantare, anzi vista l'accoglienza del mercato, più che un semplice canto è un gaudio festante.
È arrivato Twitter, per Wall Street è il "cinguettio del cigno"?
Analizzando gli atteggiamenti della vigilia, molto cauti e prudenti dopo la delusione "imbroglio" di Facebook, sembra di no, fino a ieri erano in molti a essere scandalizzati per il prezzo, oggi il mercato fa spallucce, tanto da ritenerlo un saldo.
Ricordate il Maggio 2012? Facebook sbarcó sul Nasdaq con le fanfare, erano tutti pronti all'accelerazione immediata, erano freschi di Linkedin, ma subito arrivò l'inciampo, problemi d'esordio, ritardi, confusione nei prezzi, fino alla discesa e alla delusione generale che prendeva le forme di enorme flop.
Anche oggi l'esordio è stato ritardato, ma il motivo è un altro, nessun flop, al contrario siamo all'accesso opposto, qui si esagera con l'entusiasmo da sorpresa.
Qualche mese fa Warren Buffett stupì il mondo creando il suo account su Twitter, ecco fatto, l'azione ora ha il suo pedigree, il successo era assicurato. Se persino il più scettico e lontano dagli investimenti sulle nuove tecnologie, specie se social, decide solo di partecipare al gioco anche senza portafoglio, è il segnale che Twitter non è un bluff.
Pensateci bene, Buffett non ha un profilo su Facebook ma ce l'ha su Twitter.
Tempo fa vaticinai: il Nasdaq salirà almeno fino alla quotazione di Facebook, allora l'attrativa era molto forte. Così fu, tanto che proprio nel Maggio 2012 ci fu il picco e successiva discesa.
Dal minimo raggiunto nelle settimane successive il Nasdaq è salito più del 30%, e ora, dopo Twitter, seguirà un'altra caduta?
Serpeggia il timore che si stia gonfiando l'ennesima bolla, scottati dall'epoca internet, la nostra generazione vede bolle ovunque, salvo non accorgersi che l'unico grande pericolo é insito nel denaro, nell'eccesso di liquidità.
Le bolle si gonfiano nella solitudine e scoppiano tra la folla.
Ricordate Yahoo! Amazon, Sun Micro, Palm, qualcuno conosceva queste società nel momento della quotazione a metà anni Novanta dello scorso secolo?
Una volta date in pasto al pubblico e alla massa dei risparmiatori i titoli si erano già moltiplicati parecchie volte, giusto il tempo per regalare qualche illusione di ricchezza sociale con qualche piroetta, prima di esplodere. Raffrontate con i casi visti nella nostra era.
Se proprio dobbiamo cercare una bolla nell'azionario, il settore è sempre il tecnologico, ma il gruppo è un altro, qualcuno l'avrà letto nell'ultimo numero di "Panino e Listino"...
email: paninoelistino@gmail.com
Pubblicato da Buddy Fox
Se gli Stati Uniti faranno ancora tendenza come un tempo si soleva ripetere, allora anche noi, fra pochi anni riusciremo ad avere un Obama (Renzi abbronzato?) e fra una decina d'anni un sindaco come promette di essere De Blasio: buono con i deboli e severo con i forti.
Viste le promesse, non credo sia il caso di lasciare l'Italia per emigrare altrove, fuori è già successo tutto e vogliamo andarcene proprio ora che anche l'Italia sarà contagiata dal nuovo?
Contagio, in questo caso di euforia, che piano piano sta svegliando ed emozionando anche Piazza Affari.
Visto i titolini? Visto AMBIENTHESIS (l'ex SADI)? L'abbiamo citata e segnalata più volte ancora nella scorsa Primavera, oggi, dopo qualche mese, arrivano i frutti e il raccolto. Troppa attesa? Il titolo inanella seduta con rialzi a 2 cifre in serie, penso che l'attesa sia valsa la pena, che ne dite?
E ora aspettiamo il resto, convinti che De Blasio saprà mantenere aspettative e promesse, e confortati del fatto che presto anche l'Italia sarà travolta da questa nuova rivoluzione umana, politica, sociale ed economica...
"Hotel California" la hit degli Eagle ieri, oggi "Hotel California" è una sindrome, la colonna sonora dei nostri tempi, degli attuali mercati, della finanza che alcuni considerano viziata e malata.
Quel che conta è che siamo stati pionieri, un anno fa, la metafora usata da Fisher per noi è diventata subito una bandiera, un simbolo di quello che avremo vissuto, la porta d'entrata verso quello che noi abbiamo chiamato "Bengodi Finanziario". Oggi "Hotel California" è usato e abusato da molti per spiegare l'attuale stato dei Mercati Finanziari.
Da tutti? Da chi? Se non lo sapete, leggete domani "Panino e Listino" in edicola su Libero.
In aggiunta i soliti temi operativi e le previsioni su Piazza Affari, non voglio aggiungere altro, credo di aver spiegato e approfondito molto in tutti questi mesi, anni (?), ora bisogna solo accompagnare e concentrarsi di più su un aspetto psicologico per tenere a freno l'euforia cattiva. Come c'è un colesterolo buono e uno cattivo, così è anche l'euforia, perchè c'è l'entusiasmo che è benefico, e poi c'è l'altra faccia, quella maledetta e che porta all'avidità, che rovina tutto.
Sarà un duro lavoro, ma ben venga, vorrà dire che si sarà tutto realizzato e che Piazza Affari avrà raggiunto le sue vette.
E CHL? E CHL? Sì ci sarà anche Lei tra i temi operativi, con una
novità che forse non tutti conoscono, magari aiuta il morale, aiuta a
sognare, anche questo serve a superare l'eterna attesa...
BASTA LAMENTARTI! SOGNA, INVENTA E CREDICI
Quello che più mi interessa ora è: avete visto Report ieri sera?
Persino la Gabanelli, dopo tanto "pessimismo" dovuto a una quasi oggettiva rassegnazione, prova a crederci e a regalare speranze e ottimismo. Nuova rivoluzione industriale? Anche di questo si parla domani su "Panino e Listino", un piccolo spazio che da tanto tempo mi circolava in testa e che prima o poi doveva sfogare nella scrittura...
Qui sotto, come al solito, il pezzo andato in edicola la scorsa settimana, quello relativo alla partecipazione al "TOL EXPO A PIAZZA AFFARI", un pezzo che persino uno dei protagonisti della conferenza ha apprezzato. Per me un bel riconoscimento!
Vediamo se piace anche a Voi...
E questa sera, Forza Juve?
LIBERO 30 Ottobre 2013
“La leva finanziaria è ai massimi storici, sono
tutti pieni come tacchini farciti, prima o poi ci sarà una devastante
esplosione. Questo dimostra che la storia non ha insegnato nulla!”: Francesco
Caruso, analista pluridecorato è inflessibile e deciso nella sua visione del
futuro prossimo dei mercati.
Trading Online Expo, la fiera della finanza, è
venerdì 25 Ottobre, arrivo a Piazza Affari, zona silenziosa, anche nella sede
Telecom (mentre il titolo precipita) tutto è tranquillo, ormai la borsa scorre
e corre nella rete, sono i monitor a urlare, non più le persone. Entro a Piazza
Affari, la sala è illuminata, ci sono molti stand e anche i visitatori non
mancano, la crisi ha lasciato poche ferite e poca memoria, l’aria è pulita e
trasparente, ma nonostante ci sia il cartello vietato fumare, di fumo qui ce
n’è sempre in abbondanza, tutto sembra uguale a prima. Le proposte sono
numerose, banche online a caccia di clienti con offerte e negli stand si
sprecano i corsi tecnici, ognuno con un analista che propone la sua formula
vincente, gli interessati non mancano, silenziosi e attenti, ma ad osservarli
bene sembrano anche molto confusi.
Sono qui per un appuntamento, ore 16,30 “area
scavi”, parlano i big: Malnati, Caruso, Paola Gentili, Bellosta e Tomasini, 5 stelle
pronte a stupire la platea con le proprie idee. “Preparatevi per lo shock
sull’obbligazionario”, si parte con il botto, senza tanti fronzoli è questa la
lapidaria previsione di Malnati per il 2014, il TBond e il Bund presto vedranno
i rendimenti impennarsi, questo porterà alla catastrofe del mercato
obbligazionario. Dobbiamo avere paura? Per nulla, rispondo i gestori, sono
tutti pronti a cogliere la grande occasione, il crollo del mondo per diventare
ricchi. La domanda principale è: quando accadrà? La Gentili smorza, “non lo
sappiamo, lo dicevamo anche l’anno scorso, l’unica certezza è che accadrà”. Il
più convinto di tutti è Caruso che avvisa attraverso i suoi grafici di come il
mercato sia in posizioni pericolose e di grande rischio, “la storia non ha
insegnato nulla, questa bolla sarà ancora più devastante”, sembra quasi fiero
del suo catastrofismo. Silenzio tombale nella sala, ma appena la conferenza
termine, tutti accorrono al tavolo per le domande “dietro le quinte”, sono in
molti ad aver capito poco o nulla, a questo Malnati risponde: “se non riesci a
convincerli, confondili”questo è il
nostro motto dice ridendo. E’ il gelo, e
Malnati rincara la dose: “quando Wall Street crollerà, pensatemi, perché sarò
diventato ricco”. A questo punto la domanda viene spontanea: perché non lo è
diventato nel 2008, nel precedente devastante crollo? Il fumo ormai ha invaso
anche questa sala.
PIAZZA AFFARI: su Milano sono tutti d’accordo, è la
Borsa che ha più possibilità di salire: “prima del grande crollo, Milano
correràgrazie al BTP, propulsore di
banche e Borsa”. Qui è Tomasini a calare l’asso: “percepisco un’euforia che non
sentivo da anni, vedo la gente con l’acquolina in bocca, godiamoci questo
momento perché potrebbe essere l’ultimo, dopo questo mini ciclo di crescita,
l’Italia rischia la bancarotta”.
POP MI: titoli bancari in prima fila, se il BTP
recupera questi titoli volano. Il giorno che i tassi torneranno a impennarsi,
le banche faranno crack.
BREMBO: titolo da cassettista, per i “big 5” è
considerato un esempio di bolla, il giorno in cui inizierà a scendere, non
comprate, perché rimarrà in fondo per anni.
PLATINO: le materie prime offrono pochi spunti, per
Malnati e Bellosta, platino e palladio sono gli strumenti su cui puntare, sono
il nuovo oro.
Dobbiamo veramente iniziare a tremare? La storia
insegna che fare previsioni sul passato è sempre molto facile, la catastrofe
del 2008 sono stati in pochi a prevederla, mentre quando si annunciano
distruzioni imminenti, queste raramente accadono. Pensiamo a goderci l’attuale
rialzo e a non perdere anche questa occasione, altrimenti l’unica disgrazia,
sarà il nostro rimpianto.
Potrebbe essere questo un nuovo slogan. Le invenzioni e il futuro del mondo, la prossima (possibile) rivoluzione industriale è il tema che questa sera Milena Gabanelli proporrà a Report, un programma che come al solito in pochi seguiranno, ma che ogni volta illumina, uno dei pochi talismani del giornalismo, non solo d'inchiesta, ma anche in questo caso di istruzione e speranza.
Non so se lo guarderò, dipende se ho tempo, vediamo se non ho di meglio da fare, non esistono alibi: si deve guardare, se non altro per provare a capire cosa ci aspetta.
"Il meglio deve ancora venire"? Qui l'abbiamo scritto e ripetuto più volte, anche prima di Obama, ed è probabile che il mio non sia solo uno slogan, ma una possibilità concreta.
Volete sapere un'altra cosa? Il mio ultimo pezzo di "Panino e Listino" su Libero, quello che si riferiva alla giornata al TOL EXPO DI PIAZZA AFFARI è stato letto anche da uno dei 5 big che hanno tenuto la conferenza a cui ho partecipato, e nonostante i miei dubbi e critiche, il pezzo è piaciuto. Questo perchè non tutti sono maliziosi e vedono malafede o si fermano solo alla previsione giusta o sbagliata, qualcuno cerca anche di scendere in profondita, nel contenuto.
Ma allora qualcuno che "Panino e Listino" lo legge c'è!
Bella notizia!
A proposito, siete in credito di un numero, eccolo qui sotto e domani sera, per chi non ha comprato il cartaceo, potrà leggersi l'esperienza al TOL EXPO.
LIBERO 23 Ottobre 2013
“Non è possibile guadagnare tutte le volte se si
opera tutti i giorni dell’anno” parola di Jesse Livermore, a tutt’oggi uno dei
più grandi, forse il più grande speculatore della storia, sicuramente uno dei
più talentuosi. Chissà quanti di quelli che oggi si cimentano nelle delicate
operazioni speculative di borsa (oggi si chiama trading) conoscono questo
personaggio. Se lo conoscessero comprenderebbero quanto è complicato il
mestiere, si renderebbero conto che il talento e lo studio non bastano perché
persino Livermore è “caduto”, non una ma 4 volte. Eppure, per molti, il trading
sembra un’attività (inizialmente) molto semplice, basta un computer, una
piattaforma e un po’ di capitale, guadagnare è facile. All’inizio è così,
peccato che poi la statistica ci dica che 9 su 10 perdono, e la maggioranza
chiude bottega in meno di un anno. La crisi batte anche qui, ma passa, perché
il riciclo è veloce, perché per uno che fallisce ci sarà sempre una nuova
generazione che entra pensando di essere migliore. Il mercato ti aspetta, ti
offre un’occasione, ti illude e se non mantieni i piedi ben piantati, alla
prima distrazione ti colpisce, e si riprende il bottino. Una volta c’erano i
cassettisti, oggi ci dicono che questo metodo è perdente, bisogna fare trading
per guadagnare, compra e vendi compulsivamente e guadagnerai di più. E chi l’ha
detto? Sicuramente ci guadagneranno le piattaforme, a forza di commissioni, ma
questo al Trading Expo di Piazza Affari non ce lo diranno. Sarebbe come dire a
un calciatore, più tiri fai in porta e più facile è segnare, ma se finiscono
tutti fuori, sarà difficile fare gol, meglio pochi e farli precisi. Così deve
fare il cassettista che compra un’azione come Brembo, anche nel 2005, prima
della “grande crisi” a un prezzo di 5 euro, e oggi, con l’indice principale che
vale meno della metà, Brembo supera 20 euro e vale il quadruplo!
Fare il cassettista non è la formula magica per
guadagnare in Borsa, saper scegliere e avere pazienza, questo sì potrebbe
essere un utile consiglio per tutti, poi i guadagni arrivano da soli.
FTSEMIB: “via dall’Italia, andate all’estero”
gridano tutti, io invece faccio il salmone, vado controcorrente e continuo a
dirvi: investite in Italia, investite su Piazza Affari, perché il rialzo è solo
a metà strada. Ci sta una correzione, magari potrà anche spaventare, a mio
avviso sarà l’ultima occasione per salire sul treno del rialzo.
PROFILO: manca solo lei nel risparmio gestito.
Azimut, Mediolanum, Ifis erano tutte spie di un’euforia incipiente. Ora tocca a
Profilo, supporto a 0,24 e resistenza a 0,27.
BIANCAMANO: un altro saltino. Sopra 0,62 ne facciamo
un altro. Magari sarà lenta, ma è una scalata che va lontano.
CALCIO: ve lo ripeto: state lontani, la pericolosità
l’avete vista mercoledì scorso, in un giorno solo quotazioni dimezzate, quei
massimi non saranno più visti. Evitate le pallonate avvelenate.
BE: ma che bel titolo, è pronto.
WALLY: secondo molti analisti questo rialzo finirà
in tragedia, Faber continua a ripeterlo. In effetti tra questa e la prossima
settimana dovrebbe partire una correzione. Per non rischiare, facciamo i
provinciali, restiamo a Piazza Affari.