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15 dicembre 2013

Pandorino e Listino (strenna natalizia): TELECOM ITALIA E BALCKROCK = BLACK TELECOM




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

Prima dell'Estate avevo scritto che il settore Telecom, dopo molti anni di delusione e digestione dall'abbuffata 2000 (Bolla TMT), era rientrato in scena, da protagonista: settore Telecom in festa, traduzione a Piazza Affari, Telecom si risveglia!
 Il testo si è ripetuto al tramonto dell'Estate, con la caduta delle prime foglie di Settembre: Telecom sempre in fermentazione, inizia la vendemmia?
I tempi si allungano, ma l'interesse non si consuma, anche se Telefonica cerca di mettere una lapide sulla speculazione, nulla si quieta.
E oggi, alla vigilia del Natale, vicini al novantesimo del 2013, nei pressi dell'attesissima assemblea di Telecom Italia, ecco che arriva un altro colpo di scena: i vertici di Telefonica si dimettono, Blackrock annuncia di aver raddoppiato la sua partecipazione  e Fossati che non aveva mai smesso di agitarsi e di aizzare la folla di piccoli azionisti, immagino si stia leccando i baffi, che per altro non ha, ma se li farebbe volentieri crescere per una Telecom che vola verso la quota di 1 euro.

Facile prevedere che domani il titolo salirà, e che saranno in molti a inseguire il treno.
Qui, su "Panino e Listino" e nella newsletter "il Dolce e l'Amaro" ho sempre scritto che Telecom Italia era arrivata finalmente all'inizio di un nuovo ciclo rialzista, che era un titolo da comprare sempre sulle debolezze e nonostante nell'ultimo periodo fosse stato avaro di soddisfazioni e di emozioni era comunque da tenere perchè: ci sarà battaglia.
Ma chi c'è dietro Fossati e Blackrock? 
Vodafone? Da quest'Estate sappiamo benissimo che la liquidità non manca.
Ecco, in questo, dai titoli che leggo sui giornali, credo proprio di aver fatto centro.
Desolato per chi non ci ha creduto, desolato per chi fa finta di non averci creduto e invece nell'oscurità conta il guadagno, desolato per chi perde il suo tempo nella critica inifinitamente inutile, desolato per l'Italia perchè rischia di perdere anche la telefonia...



10 novembre 2013

Panino e Listino (Sunday Morning): ANCHE DRAGHI CERCA ALLOGGIO ALL' "HOTEL CALIFORNIA"? (novità Chl)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

 Buona domenica amici. Promessa non mantenuta, e questo non mi piace, per questo motivo ho pensato di rimediare pubblicandovi l'ultimo "Panino e Listino" andato in edicola mercoledì 6 Novembre, in anticipo rispetto al solito per rispetto nei confronti di chi ha comprato il giornale e non ha trovato su carta le promesse che io avevo fatto qui sul web.
La pubblicità ha avuto la meglio, la redazione è stata costretta, per mancanza di spazio a limare il pezzo.
Qui sotto, ora, lo potete trovare in formato integrale, e avete tutta la Domenica, con mercati chiusi, per leggerlo in tranquillità.
Ahimè COBRA è già scattata, ma quella su LIBERO c'era, e chi l'ha letto ha potuto subito cogliere al volo l'occasione. In ogni caso, COBRA è solo all'inizio, sul prossimo ritracciamento si dovrà caricare ancora.

Tornando alla cronaca finanziaria, l'ultima mossa di Draghi ha spiazzato molti, tranne il sottoscritto: disoccupazione ai massimi, economia stagnante e inflazione inesistente (come vado ripetendo da anni motivandolo), se non ora quando? Se non tagli i tassi ora, anche riducendoli a zero, se non attui ora politiche sperimentali espansive, quando lo farai? Persino l'ortodossia monetaria tedesca si deve piegare.
Draghi non potrà mai sperimentare le acrobazie della Fed, ma prova a forzare il torchio il più possibile, anche lui bussa all' "Hotel California"?
Come ne usciremo? Una possibile risposta ho cercato di darla nel pezzo di "Panino e Listino".
Quel che più ha sorpreso è stata la reazione dei mercati, prima euforici sul taglio a sorpresa e successivamente una violenta discesa che ha spento ogni euforia. Notiziari e commentatori a chiedersi il motivo senza trovare una spiegazione.
Mi ritorna in mente quanto successo nell'Estate del 2012, successivamente alla famosa e gloriosa frase pronunciata dallo stesso Draghi in difesa dell'Euro, reazione: grande rialzo, seguito da un tonfo imprevisto e immediatamente nei giorni seguenti la violenta risalita.
Ecco, oggi potremmo rivedere lo stesso copione, è inevitabile, Orsi dovete rassegnarvi, almeno a Piazza Affari, quest'anno rivivrà una fine d'anno con i botti!

Quanto mi piace Dillon Francis, house music modernizzata, la voglia di un ritorno in discoteca, è un po' come il richiamo della foresta. Perfetta colonna sonora per questo prezzo, soprattutto per qui sotto troverete una sorpresa. I più attenti sapranno già la novità, per altri potrebbe essere un ottimo motivo per continuare a sperare, confindando che la speranza si trasformi presto in soddisfazione concreta...


 LIBERO 06 Novembre 2013
“You can check out any time you like but you can never leave” che tradotto suona come: “puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai”, sembrava il semplice ritornello della più celebre canzone degli Eagles, e invece sembra diventare la perfetta colonna sonora del tempo finanziario che stiamo vivendo.
Era Richard Fisher ( Fed di Dallas) nel Dicembre 2012 a manifestare le prime preoccupazioni per la spirale viziosa in cui la Fed  si stava infilando da qui “politica monetaria Hotel California” aggiungendo che “sarà difficile uscire da questa vortice monetario, come nella canzone degli Eagles è difficile lasciare quell’hotel”. Siamo orgogliosi di essere stati pionieri, fin dall’inizio in questa rubrica abbiamo cavalcato quella che sembrava un’assurda provocazione,  e che invece un anno dopo “la sindrome Hotel California” viene ripresa e usata da molti per spiegare l’attuale situazione: siti di Borsa, analisti finanziari e persino dal Sole24Ore, “Hotel California” era in testa nella hit parade di fine anni ’70 e sembra esserlo anche oggi, quasi 40 anni dopo.
La preoccupazione è dilagante, molti critici sostengono che la causa degli attuali vizi di mercato sia dovuto all’atteggiamento della Fed che “incoraggia” e consente investimenti speculativi in leva e quindi esagerati, che è un po’ come se il CIO incentivasse l’utilizzo del doping nello sport, che ne sarebbe della salute degli atleti? Un bel problema per la Yellen, prossimo governatore della Fed, che si troverà non solo la problematica eredità che Bernanke le consegnerà, ma anche Fisher (considerato un falco, quindi favorevole alla conclusione degli stimoli monetari) come membro votante del consiglio e quindi a Lei ostile. Quale sarà il finale della canzone “Hotel California”? Il “soft landing”, l’atterraggio morbido, il lieto fine, è il sogno di ogni banchiere centrale, un sogno, appunto. Aiuterà la Yellen sapere che per gli Eagles, il messaggio di “Hotel California” era una critica verso l’oscura vulnerabilità del sogno americano, e soprattutto una metafora della schiavitù da stupefacenti. Gli stessi stupefacenti da cui la finanza sembra non riuscire a fare a meno, e la Fed continua a fare da pusher.

FTSEMIB: “Boom di ordinativi” il ritornello nei notiziari è per tutti lo stesso, purtroppo non si tratta di economia e posti di lavoro, ma di finanza, il Btp va a ruba. “Hotel California” per molti una preoccupazioni, per noi fin dall’inizio il “Bengodi finanziario”, ma con la finanza non si mangia. E se grazie alla finanza si uscisse dalla crisi? Piazza Affari fa una pausa, pronta a riprendere la galoppata, già pregustando i botti di fine anno. Sopra 19,500 prepariamo la letterina per Babbo Natale.
COBRA: esce da una lunga crisi, ma ne esce bene. Compriamo sui minimi.
CHL: un macchinario per l’ossigenoterapia sembra la novità in casa Chl. Lo stesso ossigeno che servirebbe alle casse sfinite della società e degli azionisti. In soccorso sembra arrivare l’emissione di un prestito obbligazionario. Ci siamo?
3D: la nuova rivoluzione industriale? Anche la Gabanelli di Report sembra crederci. DDD, SSYS sono cresciute molto, ma se questo fosse solo l’inizio?
TELECOM: voglio ricordare che l’azionista Fossati è lo stesso che nel 2008 investì circa 540 ml di $ in APPLE, sappiamo com’è finita.

20 ottobre 2010

APPLE - Una mela al giorno leva la recessione di torno...


Era partito così, geniale sbarazzino, dal solito garage americano, jeans, felpa e tante idee e fantasia. Oggi guida il secondo gruppo a Wall Street per capitalizzazione dietro ad Exxon Mobile. Chi l'avrebbe immaginato? Credo pochi, se è vero che a 200$, a 300 dollari sono in molti a volere la mela (ora proibita), ma erano ben pochi ad avere lo stesso appetito 7 anni fa, meno ancora all'inizio della bolla internet. Vi basterà guardare il grafico qui sotto che riporta i prezzi dagli anni '80 ad oggi. Pensate che in piena bolla internet, quando tutto saliva con il lievito istantaneo, il titolo sfiorò i 50$ e poi scese nel post bolla fino a 10$. Oggi ne vale 300$ e se la matematica non è un'opinione, questo vuol dire che Apple in 7 anni è volata ad un +3000%. Contate bene gli zeri. Questi sono gli affari della vita, bisogna avere pazienza, coraggio, lungimiranza, perchè in questi 7 anni di cose ne sono accadute, se pensate che nel mezzo ci sta quella piccola "crisuccia";-) da molti paragonata ad una nuova Depressione anni 30. Ed invece Apple è lì, sulla vetta. E pensare che quando la famiglia Fossati (già azionista in Telecom) nel 2008 comprò una partecipazione dello 0,4% del capitale a 130$ circa, si pensava che il prezzo fosse già caro. E chissà quante risate dall'analisi tecnica quando il titolo successivamente crollò fino a valere poco più della metà... ma oggi è lì e chi ha avuto nervi saldi, ora gioisce. E' tutta una questione di metodi, di tempi e di esigenze. APPLE è la dimostrazione chiara, limpida e palese che ogni titolo ha vita propria, certo è influenzato dall'andamento del mercato, ma capita anche che si sganci e possa sovraperformare sfruttando i momenti toro e sappia difendersi scendendo meno nei momenti orso.
Chiarisco subito che di APPLE non ne ho nemmeno una, nemmeno il torsolo ho assaggiato. Una cosa del genere mi sarebbe riuscita con ABB, l'ho già raccontata, ma sono ancora giovane e di opportunità ne capiteranno ancora, l'importante è trovare la fiducia nel cliente e la pazienza.
APPLE l'altra sera ha pubblicato una trimestrale ottima ed i prezzi sono lì a rappresentare quel boom di profitti, ma il titolo è sceso. Il motivo? A me appare semplice, non si è mai visto un titolo che sfondi al rialzo dopo un trend rialzista ininterrotto. Uno dei gerghi più noti e semplici è: "compra sulle voci e vendi alla notizia", adattabile ad ogni storia. Ma con le sofisticazioni di oggi si tende sempre più a dimenticare l'antico gergo, il più classico e semplice ed a volte il più efficace.
Che poi gli analisti e la stampa abbia voluto giustificare la discesa causa di una diminuzione degli ordini di I-pad, o delusione di alcuni numeri o un'incertezza sui profitti futuri, per me è solo fuffa. Il titolo aveva corso e per di più aveva lasciato un gap-up aperto in zona 300$ e doveva chiuderlo, quale migliore occasione se non l'uscita della trimestrale.
Ora dal mio punto di vista il titolo ha fatto un top di periodo, sembra molto chiaro, se dovesse superare 320$ si annullerebbe il segnale, ma siccome io non vado a braccetto con i SE, credo che qui per un po' si ferma e magari possa lievemente indebolirsi. Ora, quali saranno i motori del Nasdaq?
INTEL che ha recuperato i 19$ ed è ben impostato? Trascinerà i semiconduttori? (Tra l'altro domani uscirà la trimestrale di NOKIA) Oppure guardando il mercato generale toccherà alle banche, trainate dalla ritrovata GOLDMAN SACHS?
Per chi è ribassista questo potrebbe essere un buon motivo per credere alla discesa, per chi come me rimane ostinatamente, coerentemente e fortemente rialzista, pensa che altri cavalli daranno staffetta ad un mela ormai matura...

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