email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Ridurre o non ridurre? Spegnere o non spegnere? Questo è il dilemma di Shakespeare Bernanke.
No, non è questo il dramma che andrà in scena questa sera alle 20,30 ora italiana, Shakespeare Bernanke ha in mente un altro copione e magari un altro finale, da dramma a commedia, pronto in caso di emergenza a trasformarsi in Super Man Bernanke, capace e forte come il supereroe in grado di sostenere i listini.
Cosa c'entra Shakespeare con Ben Bernanke? C'entra, nella mia testa e nella mia fantasia c'entra, lo scoprirete leggendo "Panino e Listino" oggi in edicola su Libero.
Bernanke è pronto a lasciare la scena e lo vuole fare con un applauso, non in un dramma, ma con un lieto fine.
Un dilemma è però il Dollaro, mi sembra stia caricando e quindi sembra inevitabile non solo un continuo rafforzamento dell'economia USA (nonostante l'opinione opposta dell'ECRI) e l'avvio della fase di prosciugamentodella liquidità.
E le Borse? Lo leggerete su "Panino e Listino"...
Mentre Bill Gross continua a sparlare della FED (più che una previsione, sembra una ripicca per antichi privilegi ora negati), Nouriel Roubini continua nella sua gincana tra euforia e catastrofismo a seconda dell'umore. Quanta credibilità gli è rimasta?
Intanto nella vita reale, i furti sono in aumento, l'altra mattina mi è capitato di vederne uno in edicola, alle mie spalle qualcuno ha sfilato il giornale con agilità, quando me ne sono accorto era già lontano e lo stava già sfogliando, era una copia del Manifesto. Che brutto gesto rubare, mi è dispiaciuto molto per l'edicolante, una persona allegra, me ne fossi accorto l'avrei fermato e per 1 euro, magari la copia gliela avrei offerta io, siamo sempre alla ricerca di buone azioni.
Se il Manifesto va ancora a ruba, figuriamoci Libero, e speriamo che oggi sia così, speriamo che "Panino e Listino" vada a ruba, ma pagandolo... Qui sotto il classico appuntamento con il pezzo in edicola la scorsa settimana, e ora aspettiamo che si alzi il sipario.
Libero 12 Giugno 2013
Sul calendario cerchia in rosso l’anno 2015: “fra 24
mesi la bolla azionaria potrebbe scoppiare, un grave crash potrebbe colpire i
mercati e aprire così un nuovo periodo di depressione”. Falso, Wall Street
salirà per altri 2 anni: “la crescita non sta migliorando e l’inflazione sta
scendendo, i mercati si preoccupano inutilmente, la Fed continuerà a stampare
con generosità, e dunque il rally continuerà". Non si tratta di uno
scontro tra pessimisti e ottimisti (Orsi e Tori) bensì dello stato confusionale
e previsionale di una sola persona: Nouriel Roubini, l’obnubilato. Vi sentite
disorientati dall’attuale situazione di borsa? Se vi può consolare, sappiate
che “ai piani alti” c’è chi lo è più di voi, nel giro di un mese (8 Maggio, 6
Giugno) Roubini ha stravolto completamente il suo scenario. Ma Mr Doom, come è
stato soprannominato, non è nuovo a queste debacle, assurto agli onori della
cronaca nel 2008 e celebrato per essere stato l’unico economista a prevedere la
grande crisi, si lanciò, forse in scia a eccessivo entusiasmo, in una serie di
dichiarazioni quantomeno fallaci: Gennaio 2009 “la recessione durerà 2 anni” e
aggiunse “non esisterà nessun posto dove nascondersi”, 11 Marzo 2009 “prevedo
nuovi minimi per lo S&P500”, 9 Marzo 2009 l’indice S&P500 tocca il suo
minimo a 666. Ad Aprile 2009, forse irritato dal rialzo delle borse, esagera:
“è il rally dei fessi, a chi vede germogli di ripresa, rispondo che sono solo
erbacce secche”. Qualche mese dopo gli risponderà Bernanke: “negli USA vedo
germogli verdi”. Quella di Roubini è un’escalation dell’errore, più volte
avvisò dell’arrivo di una seconda botta per le Borse e di nuove catastrofi,
arrivando ad avvertire Obama: “rassegnati, la recessione USA è inevitabile”. E’
il destino di chi fa grandi previsione, il difficile è sempre ripetersi.
Accadde ad Acampora che vide la bolla del Nasdaq scoppiare mandando in fumo i
suoi grafici, a Elaine Garzarelli (soprannominata la Cassandra) ed a Robert
Prechter elevati a guru per aver previsto il crash del 1987, poi da lì,
l’oblio. Non ci rimane che Warren Buffett, pochi giorni fa dichiarò:
“probabilmente nella mia vita vedrò mercati azionari molto più alti di adesso.
I bond sono un investimento orribile”.
Quasi mai sbaglia (quando lo fa lo ammette), difficilmente cambia idea.
Noi abbiamo già scelto, con Buffett tutta la vita.
FTSEMIB: effetto Corte Costituzionale tedesca più
forte di Buffett? Nel finale Piazza Affari si è salvata, è ancora possibile che
quello dell’11 Giugno sia un minimo di periodo. Con coraggio si continua a
comprare, l’importante è non chiudere sotto quota 16,200.
SADI: cambia nome, da oggi sarà Ambienthesis. Nuovo
nome, nuove prospettive. Già segnalata la scorsa settimana, viene ora
riconfermata nella lista dei miei preferiti. Buone notizie in arrivo per gli
“ex cattivi”.
SOGEFI: “siamo all’alba di un nuovo ciclo” scrissi.
Da quel giorno il titolo è salito molto, 3 è un livello ostico, ma per chi ha
pazienza qui c’è molta strada da fare.
EURO: siamo il continente più debole, ma con la
valuta più forte, questo è il più grande paradosso. L’Unione monetaria è un
processo irreversibile, come lo sarà anche l’indebolimento della nostra valuta
nei confronti del Dollaro.


