16 marzo 2016

Panino e Listino: IN ATTESA DI BAYER MONACO JUVENTUS (Giovedì 17 Marzo in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, pochi e fedeli lettori coraggiosamente rimasti.
In attesa del grande evento, no, non intendo l'intervento della Yellen, e nemmeno l'uscita domani di Panino e Listino ;-)
Mi riferisco alla grande partita di questa sera tra Bayer di Monaco e Juventus, come tradizione e come ultima promessa che vi ho fatto, ecco qui sotto un altro dei precedenti articoli andati in stampa.
Come stanno cambiando le cose rispetto al pessimismo catastrofico di inizio anno, avete notato?
Ora siamo al primo step di questo recupero, o si salta oltre la staccionata per trovare una nuova prateria, o inevitabilmente si torna giù. 
Anche MPS sta scaldando i motori, mentre sull'Euro/Dollaro la parità che molti davano per certa, sta ora diventando sempre più un miraggio. 
E il petrolio? Per Goldman è da vendere, dunque ora comprare petrolio. 
Sul pezzo di domani troverete delle indicazioni che potrebbero stridere con quanto scritto ora. Mi spiego meglio, comprare petrolio sì, preferibilmente attraverso ETF, se proprio volete rischiare, con ETF in leva.
Agli amanti della carta, domani con il paragone di un'antica "favola".



LIBERO  10 Marzo 2016

“Non si afferra il coltello che cade", uno dei tanti proverbi di borsa, che usato in modo assoluto si trasforma in sesquipedale sciocchezza.
Uno di questi esempi coinvolge Brembo, l’azienda dei freni di lusso, che come la totalità del microcosmo economico, viene travolta dalla crisi finanziaria del 2008.
Il titolo crolla, fagocitato dall’intero listino, che siano banche o industrie, non conta, tutto viene spazzato dalle enormi zampe dell’orso. E’ il momento degli affari, ma al primo sibilo di “io comprerei”, subito scatta l’ammonizione dell’antico proverbio.
E’ vero, ricordando quei momenti, ritornano alla mente i comunicati dalla Val Brembana, un bollettino di guerra: la crisi dell’auto, lavoratori a rischio, il fatturato in caduta. Non è facile, ma qui stavamo parlando dell’eccellenza della manifattura meccanica italiana, e non di una qualsiasi banca, stremata dall’epidemia finanziaria e ridotta in stato comatoso. Se non compri quando crolla, quando è in saldo, quando compri? I grandi investitori sono quelli che guardano oltre la crisi.
Brembo era scesa fino a 1,80€, capitalizzando poco meno di 300 milioni. Chissà perché in borsa ciò che vale poco incute timore, mentre ciò che vale di più è considerato un affare. E’ questo il terzo segreto di Fatima.
Oggi, 7 anni dopo, Brembo vale 43€, 2.900€ di capitalizzazione, una rivalutazione del 2.050%, l’affare di una vita. Oggi sopra 40 si vende e si compra compulsivamente, i trader se la strappano di mano, e immagino siano gli stessi che sotto 6€ scappavano dal titolo.
Brembo mi fa ritornare alla mente un caso vissuto in prima persona, quando lavoravo agli ordini di un ex dirigente d’impresa. Era il 2002, in una mattina di Novembre mi chiamò e mi disse: “Fox, la ABB non può fallire, vorrei comprarne molte e tenere più a lungo possibile, che ne dici?”
Il titolo quotava 2 franchi ch, comprammo, ma dopo il primo 100% di guadagno, il proposito del lungo termine era già dimenticata. E di 100% in 100% il titolo toccò 30, in soli 5 anni. Difficile mantenere le promesse nella vita, in borsa ancor di più.
Ricordate sempre, comprare e vendere sono esercizi difficili, ma è la gestione il più complicato di tutti. E’ forse vero che solo chi dimentica, alla fine, riesce a fare il grande affare?
PIAZZA AFFARI: tutti in attesa spasmodica di Draghi. Chi guarda i mercati con distacco, sa che questi momenti sono solo “colore”, non sono le giornate che tracciano il solco. Il 9 Marzo 2009 (io c’ero), non accadde nulla di eclatante, una giornata negativa come tante, ma  fu il giorno di minimo a Wall Street, 7 anni dopo quel livello fu triplicato. Siamo in risalita, se tutto va bene, si sale fino ad Aprile, 18.800/19.000 i primi ostacoli.
DRAGHI: “comprare azioni”, è quanto chiede in sogno ogni piccolo azionista a Super Mario. Quale potrà essere la mossa eclatante della Bce? Aumentare la liquidità? Serve a poco. Tassi ancor più negativi? Deleterio, ma tornare indietro sarebbe peggio. Qui bisogna allargare il perimetro, a obbligazioni societarie e agli Npl cartolarizzati delle banche. Bisogna rimediare al 3 Dicembre.

09 marzo 2016

Panino e Listino: RICOMINCIO DA MARIO DRAGHI (Giovedì 10 Marzo in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



 09/03/2009, ci sono date che rimangono indelebili nella vita di ogni persona, voi ricordate ancora dove eravate e cosa stavate facendo quel giorno?
Un giorno come un altro, all'apparenza, un giorno di ribasso come tanti altri in quel momento, eppure, nonostante non fosse successo nulla di eclatante, quello è il giorno che segna il minimo dei mercati della nostra generazione. Minimo per Wall Street, da quel giorno, sono passati 7 anni (la crisi del settimo anno?), gli indici americani si sono più che triplicati. Da quel momento a oggi, non si è verificata nessuna delle catastrofi che i ribassisti, portati in gloria dopo la crisi del 2008 avevano paventato e previsto.
Oggi, in una delle tante fasi di turbolenza che ciclicamente si creano in un ciclo rialzista, si ricomincia da Mario Draghi, l'eroe dei nostri tempi, il salvatore della patria per l'Italia.
Cosa farà domani? Cosa verrà estratto dal cilindro per appagare l'attesa fin troppo angosciante che si è creata sui mercati?
Domani su Panino e Listino troverete alcune ipotesi, più i soliti temi operativi.
E il ricordo torna al 2009, a Brembo e a cosa vuol dire veramente cogliere le occasioni.
Come promesso, qui sotto uno dei vecchi articoli, ovviamente senza i temi operativi.
A domani

LIBERO 18 Febbraio 2016

Dicevano i vecchi saggi di borsa: “le tendenze si assomigliano fino a quando qualcuno lo scopre”. Le similitudini esistono, finché la massa non se ne accorge e il gioco finisce. Non siamo così ingenui da credere che tutto, nel tempo, si ripeta meccanicamente, sarebbe troppo facile, ma quello che sta accadendo in questo inizio d’anno ha le fattezze di un mostro inquietante e già visto: l’Euro grizzly.
Ve la ricordate la crisi dell’Euro?
 Nel 2011 le borse  subirono un forte tracollo, Piazza Affari scese da quota 22.000 a 14.000, in termini percentuali fu peggio di quanto visto fino a ora,  in pericolo era l’Europa, e nonostante questo la moneta unica si rivalutava, più o meno come oggi, la differenza è nello strumento usato per attaccare: cinque anni fa si colpirono i Btp e tutti i titoli di stato dei paesi periferici, oggi invece sotto attacco sono le banche. Nel 2011 l’obiettivo era affondare l’Euro, oggi il bottino sono gli NPL,  i famosi crediti inesigibili che tanta gola fanno alla speculazione internazionale.
Gli NPL, croce per qualcuno, delizia per altri. Le banche si trovano in pancia qualcosa come circa 200 miliardi di crediti incagliati, impacchettati come lo furono i titoli tossici delle banche Usa, verranno offerti al mercato a un prezzo, scontato, che è già stato messo a bilancio. Ma per la  speculazione internazionale quel prezzo è troppo alto, vuole strappare più sconto, e sa che il tempo gioca a suo favore. Le banche italiane non possono attendere, devono liberarsi il prima possibile della loro tossicità, e qui ritorna la manovra affondamento, più i titoli calano in borsa e più si costringe a vendere gli NPL con precipitosità e con prezzo ancor più svalutati.
La salvezza? Mario Draghi. Nel 2012 gli bastò parlare, la formula magica “whatever we takes” spazzò via le nuvole e tornò il sole, oggi si dovrà fare molto di più. Si dice che le Banche Centrali abbiano finito le munizioni, questa è una sciocchezza sesquipedale. Frasi ripetute prima dei “tassi zero” e anche dopo il primo “QE”: le vie delle Banche Centrali sono infinite, come le loro munizioni e anche gli arsenali. Ciò che mi preoccupa è che nonostante gli sforzi di Draghi e l’artiglieria usata (e potenziale), al netto dei mercati finanziari, non si vedono ancora risultati strutturali. La guerra di Draghi, Yellen e Kuroda, rischia di trasformarsi in un nuovo Vietnam.
PIAZZA AFFARI: carnevale è finito e dunque abbiamo scherzato? Pronti a ripartire? Siamo già partiti. Comprare era la cosa giusta, ma se nel 2011 ci sono voluti 6 mesi per cadere del 35%, qui ci sono volute poche settimane per fare quasi altrettanto. Questo ribasso è troppo cattivo e violento per non avere un significato. Attenzione a 18.000.
BOLZONI: avete capito a cos’è servito questo ribasso?  A comprare i gioielli sacrificati. Avevo appena analizzato il titolo, ero pronto a segnalarlo quando, è arrivata l’OPA. Peccato! I segnali c’erano. Ricordate sempre, quando c’è chiasso su un titolo, o è già tutto fatto o non succederà nulla. Quando invece un rialzo passa sotto traccia, bisogna comprare. D’altronde questo era un titolo “DOT” (denominazione di origine tamburiana) una certificazione di assoluta qualità.
 

01 marzo 2016

SI RICOMINCIA DA PANINO E LISTINO




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Dunque, nonostante non sia stata raggiunta un'unaminità, la maggioranza ha scelto il cambio del nome del blog: da Trafficantevolpino a "Panino e Listino", una specie di fusione per incorporazione questa volta è la carta stampata che si "mangia" il web.
Dunque si cambia, anche se in verità questo blog è già cambiato, lo si capisce dai commenti e in generale dall'umore e dai frequentatori, succede anche ai luoghi e locali migliori di passare periodi di anonimato e di buio. In verità non ho mai avuto nessun interesse di essere in vetta alla classifica nè paura di rischiare la retrocessione, quel che più mi spiace è che questo blog ha perso la sua esclusività. Una volta era un bel salottino, non uno dei salotti buoni conosciuti in Italia, ma un luogo dove trovare rifugio e conforto, oltre che dove poter confrontare idee e proposte.
Così non è più e non so se lo sarà di nuovo in futuro, forse no, magari sì, chi lo sa.
Per ora si continua con questa formula, molto centelinata, di tempo per scrivere ne ho poco, o forse ho solo poche cose sensate da scrivere. Per questo ho deciso che insieme ai miei scarni pensieri, riproporrò qui gli articoli vecchi della carta stampata. Riletti dopo hanno un effetto diverso e possono essere sempre tema di confronto, in attesa che si sviluppi qualcosa di più interessante.
Dimenticavo, i temi operativi sono esclusività della carta stampa, mi sembra logico e corretto. Oltre a Libero ci sono anche i social, l'indirizzo twitter lo trovate qui a fianco.
Forza, si ricomincia.

LIBERO 11 Febbraio 2016
“Il risparmiatore ti perdona tutte le perdite quando la borsa crolla, ma non ti perdona nessuna perdita se la borsa sale” recita così un antico detto di borsa. Che poi tradotto vuol dire, se la borsa sale e tu sei al ribasso, vivrai nell’emarginazione totale. Questa è stata la spada di Damocle che mi sono trascinato per tutto il 2014, quando in questa rubrica sono andato ripetendo di accumulare posizioni al ribasso su Milano e Nasdaq, stretto tra la baldanza del governo Renzi e la spinta monetaria di Bce e Fed, se sale, se sfonda 24.000 è la fine.

Se c’è una cosa sicura sui mercati, oltre al fatto che non esistono certezze, è che nessuno conosce mai in anticipo il motivo per cui una borsa salirà o crollerà, ma esistono sempre degli indicatori (veritieri o mentitori) che ti suggeriscono una direzione. Così è stato per tutto il 2015, mentre una massa di piccoli investitori tentava di far correre le borse, le “mani forti” dall’alto distribuivano creando un tetto. E’ l’alternanza dei cicli, in basso le mani seminano, raccolgono la scelleratezza dettata dal panico, attendono la maturazione, e poi a crescita avvenuta, vendono i biglietti ai ritardatari che vogliono entrare alla festa quando la musica ormai è finita. Guardate i grafici a Wall Street, per tutto il 2015 si è formata una massa di nuvole nere, che tra fine anno e inizio 2016 ha scaricato la tempesta. E’ vero in Estate avevamo vissuto un anticipo,  perché l’orso è così, da la prima unghiata per sentire la consistenza della carne, ma dopo affonda perché vuole vedere il sangue.

A fatti avvenuti si cercano sempre spiegazioni e colpevoli. Tra le tante congetture che la fantasia scatena, non ho sentita quella del “terrorismo finanziario”, visto che Parigi non è servita a nulla, colpiamo con il denaro. Probabilmente è assurda, ma nessuno parla, né le autorità di mercato, né tantomeno quelle politiche, anche Draghi e la Fed stanno centellinando gli interventi.

Quello che conta ora è capire cosa potrà accadere. Facendo un’analisi tecnica molto semplice, sotto 18.000 (che per me era un livello importante) il rischio è di cadere a 12.000, il livello del “whatever it takes”, lo ricordate? Sarebbe però uno sfregio nei confronti di Draghi.

Diceva  Peter Lynch (Magellan Fund): “le fasi di ribasso dei mercati sono come le tormente di neve in Colorado, ossia cose normali”. Ed è a questo che dobbiamo pensare, per non cadere nel panico.  



PIAZZA AFFARI:  “salirò, salirò, non so ancora bene quando, ma provando e riprovando…” Daniele Silvestri cantando Sanremo, questo deve diventare il nostro inno. Purtroppo l’attuale situazione assomiglia sempre più al 2011. Dobbiamo invertire in fretta, tornare a 12.000 sarebbe l’ergastolo per il Toro.

24 febbraio 2016

Panino e Listino: 2016 RITORNO AL FUTURO (Giovedì 25 in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Dunque avete deciso? Sarà Panino e Listino il nome che avvierà una nuova fase di questo blog? Siete sicuri?

Draghi contro Weidmann, l'eterna lotta. Italia contro Germania, come ieri sera Juventus contro Bayer di Monaco, e quanto ci piacerebbe vedere un'Italia che lotta come hanno fatto ieri sera i bianconeri. Sul punto di cedere, e poi la reazione, con grande coraggio, l'entusiasmo poi vien da se.
Finalmente anch'io ho potuto esclamare dopo molto tempo: "che gran partita, amisci", come ripete sempre il grande ex Josè Altafini.
Siamo sempre allo stesso punto: Italia contro Germania, così è veramente difficile costruire un'Europa. Soprattutto se l'Italia si ferma a rimirarsi davanti alla conclusione della Salerno Reggio Calabria (dopo quanti anni?), oppure a scherzare sull'aggettivo "petaloso", sono questi gli argomenti importanti?
Molto c'è da fare, poco è stato fatto, ma da cosa si comincia?
Buona cosa sarebbe evitare i continui contrasti ed i sabotaggi, ma come dimostra, nel suo piccolo, questo blog, sono abitudini difficili da cancellare.
Domani su Panino e Listino la preparazione a uno degli eventi principali di quest'anno, prima della BREXIT, l'incontro BCE di Marzo, e poi come al solito i temi operativi, con il ritorno di una chicca!
L'Italia è uscita dalla recessione, vero, ma secondo voi, Monti, Letta, Bersani o Berlusconi, avrebbero fatto meglio o peggio di quanto prodotto in questi due anni da Matteo Renzi?

17 febbraio 2016

Panino e Listino: LA BUDDYBANK SFIDA LA CRISI DELLE BANCHE (Giovedì 18 Febbraio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Alla fine la banca e non la barca, me la sono fatta!
Ma proprio ora che tutto torna a colare a picco, e che proprio le banche sono al centro di un'altra crisi finanziaria dovevano farmi la banca personalizzata? Come fa quel detto, se le cose sono facili non mi piacciono.
Ed è per questo che sento il mio cuore battere per Ranieri e per il suo Leicester, per quest'anno, fino alla fine il motto deve essere: siamo tutti Leicester. La classe operaia, per una volta, può sognare il Paradiso e ci può credere.
Sono sempre stato così, partire anche in svantaggio, scegliere le cose più difficili, aiutare i più deboli, accettare le rincorse e pedalare in salita, solo così arriva la soddisfazione, quella sudata, quella che puoi assaporare solo se hai fatto la gavetta. Altrimenti non avrei mai accettato la sfida di questo blog, sempre e solo sommerso da valanghe di critiche.
Qualcuno ha visto il film "THE BIG SHORT", volgarmente tradotto in "La grande scommessa"?
Michael Burry finchè faceva il suo compitino di ordinaria amministrazione e soprattutto finchè guadagnava, non aveva noie, oltre alle solite di chi non è mai soddisfatto solo perchè non sa cosa veramente vuole, ma appena usciva dai margini, andando oltre l'immaginabile dai comuni mortali, ecco la pioggia di critiche, offese, fughe e abbandoni immediati.
Così va la vita sui mercati, la solitudine è il destino. Quante volte è stato abbandonato Ranieri, quante volte criticato, anche alla Juve, ma lui, nonostante tutto, non ha mai abbandonato il suo stile.
Credo che tra tutte le critiche che ha ricevuto, la peggiore sia stata un complimento e nel momento migliore, "sembra di rivedere Mourinho", immagino che fino alla fine abbiamo mantenuto il suo stile, sorridendo alla lettura di quell'articolo.
Questo è il male di oggi, cercare ovunque e comunque la provocazione e l'originalità, anche a costo di scrivere assurdità.

E tra le tante assurdità che circolano, questa volta ne è venuta in mente una a me, un cambiamento che è una necessità, altrimenti il rapporto si stanca e si logora.
Una cosa semplice, ma che è anche un simbolo: da Trafficantevolpino a PaninoeListino, che ne dite?
Metterò un sondaggio, il blog cambia nome, credo che ora sia diventato doveroso.
Chiedere un referendum mi fa assomigliare a Grillo, fortunatamente o no, a seconda dei gusti, questo non è il movimento 5 stelle, questo posto è un luogo migliore, lontano da certe frequentazioni.
Un'evoluzione (o involuzione?) credo sia necessaria, e per rispetto verso chi ha avuto fedeltà, costanza e pazienza nel seguire in tutti questi anni (ormai sono 12), mi sembra doveroso chiedere la vostra opinione. Poi alla fine farò sempre di testa mia ;)))
A proposito di Panino e Listino, domani in edicola troverete una mia analisi che forse è più un'ipotesi dell'attuale crisi.
Comprare non è stato un male, ma non si canta vittoria, perchè l'attuale crisi potrebbe avere una faccia ancor più feroce di quella che abbiamo visto fino a ora.
Non mancherà la tradizionale parte operativa, con la chicca Bolzoni. 
Ps. per chi è interessato, ho cambiato anche l'indirizzo per seguirmi su Twitter, lo trovate qui alla vostra destra.

10 febbraio 2016

Panino e Listino: DEUTSCHE BANK, LA LEHMAN BROTHERS IN EURO (Giovedì 11 Febbraio in edicola su Libero)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, due cose prima di approfondire il tema del momento, due cose semplici di tipo folkloristico.
La prima  è relativa all'attuale crisi, tra le tante congetture che sento, di tipo politico, finanziario e complottistico, non ho ancora sentito, tra le tante ipotesi fantasiose, quella del "terrorismo finanziario", mica si colpisce solo con attentati, bombe e fucili, oggi credo che se colpisci nel portafoglio fa molto, ma molto più male.
La seconda è relativa a Oscar Giannino e al suo programma che in questi giorni nemmeno sfiora la crisi finanziaria. Nel 2011, quando qui si era paventato (ma era solo una minima ipotesi) il fantasma delle "4 cifre" lui iniziò la campagna sulla fine dell'Italia e dell'Euro con tanto di colonna sonora "The End" dei Doors, cosa che, attualmente, ancora non si è verificata. Ma di più, l'anno scorso, in Autunno ne ha iniziata un'altra, quella della crescita italiana accompagnata dalla canzone degli Scorpions, il vento del cambiamento.
Come potete notare, la musica è diventata protagonista nei racconti economici e finanziaria, credo di essere stato un pioniere, a dimostrazione che le idee qui non sono mai mancate. Oscar Giannino avrà sicuramente una cultura sterminata, molto più ampia del sottoscritto, ma come tempi (il timing) non ci siamo, e come dicono spesso sui mercati: a volte il tempismo è tutto, o quasi.

Su Panino e Listino di domani ho cercato di fare una sintesi del momento, credetemi non è stato facile, soprattutto per chi come me la sintesi ancora non ha imparato a conoscerla. Il momento è molto delicato, non tanto ora, lo sarà ancor di più dopo il rimbalzone. A scanso di equivoci, per me vale ancora quanto scritto nelle "10 di Buddy 2016", anzi quello che sta avvenendo ora è proprio l'occasione, anche se fin troppo brusca, che stavamo aspettando.
Qui sotto, per quanto non l'avessero letto, vi ripropongo l'articolo scritto a Novembre 2015 su Deutsche Bank, uno dei tanti avvertimenti che oggi sembrano essere andati oltre le aspettative.
La colonna sonora, la nostra colonna sonora, ci ha portato fortuna nel 2009, è il momento giusto per tirarla fuori dal cassetto.

LIBERO 05 Novembre 2015
Pianeta Terra, un mondo a tasso zero, è ancora abitabile? Le risposte degli studiosi sono contrastanti e divise a metà: per i debitori sì, per gli investitori invece manca l’ossigeno (i rendimenti), il risparmio è in sofferenza.
Ricordate com’era la Terra solo tre anni fa? L’Italia e tutta la periferia d’Europa soffrivano di alte temperature, i tassi sui nostri titoli di stato erano al 6% e si rischiava lo scioglimento dell’Euro: i tassi sul Debito sono insostenibili, Italia a rischio fallimento, era il grido di dolore. In quegli anni abbiamo imparato a conoscere lo “spread”, anche se in modo errato, immaginandolo come un indicatore singolo, mentre invece si tratta di un metro che misura la distanza tra due qualsiasi strumenti finanziari. Ogni giorno, dopo il meteo, era indispensabile consultare a che livello fosse lo spread, sempre con ansia e allarmismo, quando invece si trattava di un’opportunità d’investimento immancabile. Passata la paura, svanita l’occasione, oggi l’allarme è rientrato, anzi il nostro spread (BTP 10 anni contro Bund) esulta, ha sfondato quota 100, sembra quasi di aver vinto il mondiale. In verità, non voglio smorzare l’entusiasmo, abbiamo fatto anche di meglio, siamo andati a 30, ma allora nessuno ne parlava. Passata la paura  svanita l’occasione, perché sebbene l’obiettivo “raffreddamento spread” è stato raggiunto, oggi ci ritroviamo con gli stessi problemi di tre anni fa: un debito enorme, nessuna risorsa per abbassare le imposte e un problema in più, non si trovano posti dove parcheggiare i risparmi. Sicuri che il tasso zero sia un mondo felice?
Che sia un luogo scomodo lo pensano anche le banche, vi basta leggere le ultime trimestrali e le reazioni del mercato. Intesa, nonostante il miglioramento dei conti è stata subito bastonata. Si può fare incetta di titoli grazie al QE, ma a causa del QE le curve sono piatte, e senza differenziale sui tassi le banche non hanno margine per lavorare e fare utili costanti.
Forse ha ragione Bill Gross quando dice che “i tassi zero sono un disastro per economia e risparmiatori”. Forse esagera, ma quando si arriva al punto che il creditore per prestare denaro a un debitore è costretto a pagare una “tassa” è il segnale che qualcosa non funziona, c’è un’anomalia e credo che il ritorno alla normalità sarà pagato a prezzo molto caro.
PIAZZA AFFARI:  November rain. “E’ difficile far durare una candela nella fredda pioggia di Novembre” cantavano i Guns, e quella candela è la speranza di rialzo, una candela che a me sembra un lumicino. Sotto 21,900 si va giù come l’orso comanda, sopra 22,800 sarà un rialzo che vedrò da scettico spettatore.

EURO/DOLLARO: l’economia va bene, i rischi mondiali sono diminuiti, ma alla domanda su quando aumenteranno i tassi, la Yellen risponde: forse a Dicembre, ancora non è stato deciso nulla. Ma come, va tutto bene, siamo a tassi zero e ancora si brancola nell’indecisione? Certo, perché il problema è il dollaro che continua a rafforzarsi e mette in pericolo l’ancora gracile ripresa. Sotto 1,08 c’è la parità. Ma attenzione ai falsi segnali, perché prima del tuffo c’è ancora il rischio di tornare a 1,13.
DEUTSCHE BANK: torniamo sul possibile luogo del delitto. Se in questi 5 anni il DAX ha galoppato verso massimi assoluti e DB è rimasta vicino ai minimi, qualche dubbio, anche ai più ottimisti dovrà pur venire o no? Sotto 24 la bomba rischia di esplodere, e allora sì che anche Weidmann si metterà a stampare.
PETROLIO: lasciate perdere questo rimbalzo. Non fatevi del male.

03 febbraio 2016

Panino e Listino: NESSUNA RECESSIONE (Giovedì 4 Febbraio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox



Certo che a leggere certi commenti sembra quasi che io non sia mai stato ribassista, o che non abbia mai avvisato del ribasso /correzione in arrivo. Non so leggere, potrà obiettare qualcuno, ci sta, sui mercati se ne sentono di tutte, ma anche non sapendo leggere le parole, basterebbero le immagini per capirlo. Sarà pure una grafica artigianale, pessima, ma il messaggio è chiarissimo.
Ma non basta, lo so, perché poi ci sono le MPS che crollano, le Carige, la Sopaf fallita, le Chl che per molti falliranno e poi cos'altro ho dimenticato?
Come se le operazioni sui mercati dovessero essere tutte giuste, senza mai un errore, e non invece, com'è nella realtà e non nei sogni della critica, una serie innumerevole di operazioni, alcune buone altre errate, ma che hanno come risultato finale (annuale/mensile/ o decennale) positivo o negativo e su quello formulare opinioni e giudizi.
Ma tanto questo non conta, perché se Mancini prima era un figo e un genio, oggi invece è uno che non ha vinto nulla e qualcun altro aggiungerebbe di peggio.
Così era anche per Allegri, fosse stato qualcuno qui presidente della Juve, l'avrebbe già esonerato, fortunatamente ci hanno creduto e i risultati danno credito, come non fossero bastati i risultati dell'anno scorso, ma si sa, il tifoso, il risparmiatore e molti altri, difettano sempre di cattiva memoria. Così va in borsa. Anche Buffett sbaglia, lo ha fatto con Ibm, entrato troppo tardi (o troppo presto?) e lo sta facendo con i titoli petroliferi. Così credono i detrattori, ma alla fine, vincerà lui, e vinceranno i fortunati che lo seguono e che dalla sua società sono seguiti.
Ora io ho predicato la correzione e il ribasso da mesi, l'anno scorso mi dicevate che ero uno stupido a consigliare l'accumulo di posizioni corte sui rialzi, ma a conti fatti, la strategia dell'anno scorso si è rivelata quasi perfetta. Selezionare i titoli belli, pochi e precisi, e andare al ribasso su Piazza Affari e sul NASDAQ, volete dire che è stata un'assurdità? Non mi interessano i meriti, mi interessa che qualcuno abbia tratto giovamento e imparato qualcosa di nuovo.
Oggi sarò considerato uno stupido perché suggerisco di comprare, accumulare il più possibile su ogni ribasso.
Questo è quanto ho scritto su Panino e Listino in edicola domani. Ma vuoi vedere alla fine che per combinare qualcosa di buono sui mercati bisogna essere folli e non normali?
Meglio capirlo in tempo.