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15 novembre 2011
C'E' VITA OLTRE LO SPREAD - Allora non era colpa di Berlusconi! Auguri Monti, forza Monti!
Mentre ieri mattina le borse provavano l'ennesimo tentativo rialzista, arrivava, con una puntualità sempre più massacrante, l'ennesima dichiarazione autolesionista. Ore 10,20, questa volta a parlare non è la Merkel, ma il governatore della Bundesbank Weidman, parole raggelanti: "la politica monetaria non può e non deve risolvere i problemi dedli Stati e delle banche", che tradotto vuol dire, addio all'intervento della BCE e Super Mario Draghi e soprattutto addio al soccorso dell'autoambulanza del Fondo SalvaStati EFSF.
Ma come? Continuano a ripeterci che la colpa è della politica, e poi scopriamo che il male viene sempre dagli stessi luoghi e le stesse origini: organi economici e finanziari che sventolano sempre bandiera tedesca.
Piazza Affari, in seguito alle dimissioni di Berlusconi e alla nomina di Mario Monti, ha tentato ieri mattina un guizzo, una fuga, ma come spesso ormai siamo abituati passivamente ad assistere, la fiammata si è subito spenta dopo meno di un'ora. Subito ci siamo chiesti se la colpa provenisse dagli indugi politici e dalle solite promesse mancate, ma se allo sgonfiamento di Piazza Affari, segue anche quello delle altre Piazze Europee e se al nuovo rialzo dello Spread BTP/BUND (e non solo SPREAD che da solo non vuol dire nulla!), segue in coro quello tra il corrispondente francese, spagnolo, portoghese ed il faro tedesco, allora vuol dire, che il problema non è un'esclusiva della provincia politica italiana, ma il problema è Europeo.
Ieri sera, a commento della giornata, abbiamo assistito alla sequela degli strafalcioni, della demagogia e del massimo populismo, un rimpallo infinito tra reti televisive, programmi e diverse ideologie e fronde di partito. Da Ferrara che esordiva con la retorica classica: "le borse scendono, lo spread torna sopra 500, ma allora non era colpa di Berlusconi", dal programma di Lilli Gruber gli rimpallava Vittorio Zucconi, dicendo: "ho appena ricevuto una notizia clamorosa, Goldman Sachs è crollata in borsa del 3%, proprio Goldman Sachs, quel covo di poteri forti da cui dovrebbe provenire Mario Draghi, se il titolo crolla, non mi pare che...", tralascio il resto, un po' perchè non lo ricordo con precisione, un po' perchè questo qualunquismo e questo dilettantismo in materia ha veramente stancato anche i più indomiti e affamati della notizia!
A questo punto non credo nemmeno che si tratti più di populismo e demagogia, credo che la fonte prima sia l'impreparazione generale in materie economiche, finanziarie e di mercato, le borse sono animali indomabili e difficili da interpretare, figuriamoci se ci può riuscire chi non le ha mai frequentate e chi fino ad ora le ha trattate come un semplice gioco, appunto il "gioco di borsa".
Il risultato è che nessuno ha colpa, non c'è l'ha la politica, nè le banche, nè tantomeno la Germania e le istituzioni europee, non ce l'hanno l'informazione e nemmeno gli economisti. Nessuno ha colpa, tutti hanno colpa.
Fortunatamente nel mondo c'è anche chi ammette i propri errori, così è accaduto a un comune cittadino, Anna Bonini, una speleologa, caduta in disgrazia, ha ringraziato pubblicamente i soccorsi, e nonostante le difficoltà e il dolore del momento, ha subito ammesso le sue colpe e la mancanza di precauzioni, nonostante quello sia il suo mestiere. Ma anche tra i famosi, c'è chi ammette i propri sbagli, è accaduto a Warren Buffet, ovvero il re, il guru dell'investimento finanziario, dopo che per anni ha sempre dichiarato non investo in titoli tecnologici, seguendo il motto: "non compro quello che non conosco"; oggi tranquillamente ammette la propria miopia dichiarando: "avrei dovuto accorgermi di loro anni or sono". Anni, si, perchè se si guarda un grafico di IBM, ci si accorge che la crisi è a macchia di leopardo, per Stati ed economie che soffrono, ci sono Paesi e Aziende che si espandono e vedono nuovi massimi di prezzo. Oggi Buffet non si vergogna ad ammettere che IBM ha un solido piano per il futuro e si aggancia al motto: " se sei con IBM, lo rimarrai a lungo", e chi più di lui si può fregiare di questo slogan, ma come ha fatto a non accorgeresene prima?
Capita, anche ai migliori, ed è quasi disarmante vedere la semplicità e la serenità con cui tranquillamente ammette i propri errori di valutazione. Ancor più strana è la reticenza con cui i "piccoli" e gli inesperti, non conoscano la parola colpa e ancor meno gli errori e la responsabilità di questi...
Intanto, tra mille voci e discussioni inutili, lo spread BTP/Bund allunga nuovamente sopra 500, con buona pace dell'autopubblicità di Giuliano Melani e Piazza Affari nuovamente sprofonda, eppure, in tutto questo terrorismo informativo, nel silenzio più totale, c'è chi compra e non solo lo fa su titoli in saldo, ma lo fa anche su titoli che continuano a toccare nuovi massimi, ma di questo nessuno parla, lo faranno quando le occasioni saranno già sfumate, quel giorno, sapranno pronunciare la parola: "scusate, ho sbagliato"?
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09 novembre 2011
MARIO MONTI SENATORE A VITA (Prima Mossa)
Alfano ha dichiarato di preferire le elezioni al governo tecnico, aggiungendo (fortunatamente), che la scelta sarà affidata a Napolitano.
Salvezza in corner, finalmente si sono accorti che non si scherza più! Ora vi chiedo, ma vi rendete conto di cosa potrebbe succedere in caso di elezioni anticipate, in questa particolare e così delicata fase economico/politica?
Conoscendo le forze in campo, la campagna elettorale sarebbe devastante, altro che America Latina anni 80, ma pensate solo se alla fine si dovesse arrivare a un pareggio, o anche solo una vittoria di misura, cosa potrebbe succedere? La sagra delle polemiche, siparietti, litigi e lo spread a 900!
Come si può pensare a elezioni anticipate?
Questa mattina Giannino era strepitante, polemico? No vivo e vitale! Era letteralmente infuriato con la classe politica italiana, gracidava, come solo lui sa fare, e nel suo tracimamento verbale è arrivata anche una reprimenda nei confronti dei cittadini italiani, troppo distratti e inattivi.
Solo una correzione, non sono d'accordo nel suo accomunare la caduta dello spread con l'inevitabile caduta delle borse. Da inizio anno qui si è detto che lo spread BTP/Bund era un ottimo indicatore di mercato per quest'anno, soprattutto per l'andamento delle banche e quindi, nel nostro caso, per l'andamento di Piazza Affari, ma osservando l'andamento degli ultimi giorni, questa correlazione non sembra poi così stretta ed efficace.
Adattiamo l'analisi tecnica ad altre realtà, qui c'è una reale divergenza: a uno spread BTP/Bund su livelli storicamente alti, dovrebbe corrispondere un listino ai minimi, magari non storici, ma minimi. Invece Piazza Affari tutto sommato tiene. Le cose sono due: o la borsa sta caricando la prossima discesa, oppure, come pensa il sottoscritto, lo SPREAD rientra e ci prepariamo al vero Rally, grande recupero di fine anno, magari con aggiunta di un RALLY di Natale con la N maiuscola.
Era ovvio che sulla caduta dei mercati di ieri, qualche politico della maggioranza, cogliesse la palla al balzo della stupidità e faciloneria per dire: "la borsa è scesa sulle dimissioni di Berlusconi, avete visto? Allora non era colpa di Berlusconi...".
Peccato che sia stato proprio Brunetta a fare tali affermazioni, a tutti avrei pensato, ma non certo a Lui.
Oggi mentre ero in viaggio, mi creavo mentalmente mille scenari e cercavo di pensare a qualcosa di sensato da comunicare nel blog, ti fai delle idee, delle illusioni e poi ti rendi conto che tutto (nel breve) cambia e ricambia in un attimo. E' quindi impossibile, se non inutile, fare previsioni di breve, meglio quindi continuare nella descrizione degli eventi, tentando il tratteggio del prossimo traggitto e del trend principale in formazione.
Ritorniamo a lunedì, il giorno in cui uscirono le prime indiscrezioni di Giuliano Ferrara, sembra una vita fa, vero? Invece sono solo 4 giorni... La borsa dai minimi di lunedì, sulle voci di dimissioni, dal minimo al massimo è salita di circa il 6%, dopo l'annuncio siamo semplicemente ritornati su quei livelli. Dal mio punto di vista, ci troviamo quindi nel semplice "Buy the rumors, sell the news". Speculazione di breve, antipasto di quello che potrà succedere?
Probabilmente si, ora bisogna confidare che non ci siano intoppi sul voto della "legge di bilancio", che venga nominato Monti e che la manfrina sui ministri, formazione di maggioranza e posti di governo, si riduca al minimo, da lì spazio al Toro.
In ogni caso, che sia Tremonti, che sia solo anche un monte, o Monti, oppure anche colline o il mare, qui si deve salvare il 2011 e a mio avviso si salverà e si salirà.
email: paninoelistino@gmail.com
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