email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
Al Senato non si vedevano scene di giubilo dai tempi della sfiducia a Prodi, della mortadella sguainata e dei tappi di bottiglia da capodanno della politica.
Non abbiamo preso il vitalizio, ma abbiamo mandato a casa Mortadella.
Peccato che il capodanno della politica, in Italia, sia ancora molto lontano.
Che voi abbiate (viva il congiuntivo) fatto il tifo per il Sì o per il No, quello che resta dopo la polvere, le macerie di tante parole e discussioni inutili, è sempre lo stesso finale: l'Italia non cambia e non ha nessuna intenzione di cambiare.
Non lo vuole fare nelle intenzioni, altrimenti sarebbe bastato mettere tra le voci del referendum "dimezzamento del numero dei parlamentari e relativi emolumenti" che al voto sarebbero andati tutti, anche gli anziani delle case di riposo, e non vuole cambiare nei fatti, perchè è sempre meglio dire di NO che in fin dei conti così male non stiamo.
Ed ecco che rispuntano le province, il Senato va in festa e anche al CNEL, oggetto misterioso e non identificato, si scatena il tripudio.
Resta un altro fatto, anzi due, sono passati ben 6 anni, dall'inizio della crisi Euro che ha portato alle stelle i nostri tassi, che ha fatto conoscere a tutti lo SPREAD tra BTP e Bund, che ha portato Monti, sono passati ben 6 anni da quando il governo Berlusconi e Tremonti promise i tagli dei costi alla pubblica amministrazione e il dimezzamento del numero dei parlamentari e ancora non si è fatto nulla.
Ci provò anche Monti, ma ovviamente il Parlamento disse no. Può il Parlmento votare contro se stesso, anche solo per onore di parola e dignità verso il cittadino che lo elegge e lo mantiene?
Mai e poi mai, come si dice, è come se Rocco Siffredi decidesse di dare una spuntatina allo strumento di lavoro. Non si fa.
Sono passati 2 o 3 anni da quando gli ultimi governi promisero attraverso diverse anime sacrificate, di dare un robusto taglio alle spese della pubblica amministrazione, cancellazione delle province, e diminuzione del numero dei senatori.
Anche questa volta, nulla di fatto.
Si dirà, ha vinto il NO, hanno vinto gli italiani.
Infatti, al governo è andata la fotocopia di quello che c'era prima del Referendum, con l'unica eccezione del capo, Renzi, che a differenza di molti, se non di tutti, aveva promesso dimissioni in caso di sconfitta e le dimissioni ha dato.
A questo punto forse era meglio tenersi Renzi, e con un Senato dimezzato, si sarebbe data quella che qualcuno avrebbe chiamato, una prima picconata al sistema.
