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05 giugno 2014

MEDIOLANUM, DA ENNIO A MASSIMO DORIS, LA STAFFETTA CON IL BASTONE



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

"Una generazione fa e una disfa" proverbi antichi, l'ho sentito ripetere spesso e l'ho visto accadere molte volte.
Capitani d'industria, piccoli imprenditori o grandi commercianti, avevano creato un impero, curato e cresciuto come un figlio, al passaggio di testimone, in poco tempo, tutto svanisce causa superficialità o cattiva gestione.
Ma la causa principale è nella cattiva preparazione della prole, dei successori, troppo abituati a un grande benessere, da non avere capacità e fame per combattere, e forse nemmeno la passione per amare l'eredità.
Questi però sono spesso anche dei luoghi comuni, cattive generalizzazione, perchè se è vero che ci sono stati grandi patrimoni dissipati, sperperati in mille disavventure, è anche vero il contrario e cioè che l'alunno ha superato il maestro, o lo ha eguagliato o anche solo, con modi diversi, hanno avuto altrettanto successo.
Questo potrebbe accadere a Massimo Doris, presto nuovo capitano di Mediolanum, la successione ormai è ufficiale, papà Ennio è pronto a cedere il bastone di comando al figlio. La malizia scivola e dilaga facilmente, pensando a un eredità lasciata in mani deboli, difficile emulare il carisma e la forza del padre, ma se non fosse questa la strada? Perchè copiare un capolavoro? Non sarebbe più facile dipingere un quadro diverso che potrebbe ottenere un uguale successo?
Massimo Doris, pochi lo sanno, è un dirigente che negli anni ha saputo formarsi con grandi e diverse esperienze, sia a livello internazionali presso altre istituzioni e banche d'affari, e sia all'interno dell'azienda di famiglia, come in un ipotetico Giro d'Italia, tappa dopo tappa ha conosciuto tutti i luoghi e le diverse anime di Mediolanum. Come si dice, ha fatto la gavetta, parola oggi a molti sconosciuta.
Negli ultimi anni Mediolanum ha saputo affrontare la crisi in modo egregio e con abilità, la mano di Massimo Doris era già in azione. Chi ha saputo affrontare una crisi come quella vissuta dopo la Lehman Brothers, merita sicuramente una fiducia in bianco. Lunga vita al bastone azzurro.

03 aprile 2014

RENZI, SALVINI, DRAGHI: ITALIANI GENTE DI CORAGGIO (music Frankie Knuckles)




email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



O cambiamo il Senato, oppure torno a casa, recita più o meno così l'ultimatum di Renzi.
Fuori dall'Euro per rilanciare l'Italia, questo è invece il grido del leghista Salvini.
Italia, è arrivato il momento del coraggio.
Si potrebbe esclamare, finalmente qualcosa si muove. Però è anche vero che un conto è spostare le cose, metterle in ordine e farle funzionare, un conto è entrare in un palazzo con un caterpillar e sfasciare tutto, forse era meglio rimanere fermi.
Non siamo mai contenti, se non si agisce ci lamentiamo per l'immobilità e se si agisce critichiamo tutte le scelte.
Quello che mi chiedo è se sia veramente il Senato uno dei problemi principali dell'Italia, non ve lo siete chiesti anche voi?
Se le due Camere fossero popolate da gente onesta, volenterosa, competente e capace, non sarebbe un problema nè dare un lauto stipendio, nè il tempo legislativo che comporta ogni legge. Quindi il problema non sono le cose ma è sempre l'uso che ne facciamo.
Inutile commentare le scelte e le parole di Salvini e di tutti quelli che seguono la demagogia dell'Euro, non avendo altri argomenti, non avendo potuto o voluto cambiare le cose, nemmeno quando erano al potere e dopo aver fallito su ogni slogan senza portare a termine nessun progetto, ora si riducono al livello più basso, illudendosi che ci sia ancora qualcuno disposto a credergli? Sì qualcuno sicuramente ci sarà, questo è il dramma.
Il giorno che usciremo dall'Euro, quel giorno sì vedremo i forconi e poveri loro quelli che saranno al potere.
Quel giorno ci renderemo conto che abolire il Senato forse è stata una scelta affrettata, che non era quello il problema. Quel giorno, lo stesso giorno ci accorgeremo disgraziatamente dove ci hanno portato le politiche espansive di Bernanke e Draghi e sarà la povera Yellen a subire le ire. Ire che arriveranno, come è sempre accaduto, dagli stessi che quelle politiche hanno continuato a sposarle e ad acclamarle.

Lette le "10 di Buddy 2014"?
Devo ancora postare i risultati dell'anno scorso, lo farò. Certo sembra il risultato, chi avesse seguito i consigli del 2013, con qualche mese di ritardo, oggi avrebbe di che gioire, come per gli acquisti del 2012, del 2011, del 2010 e del 2008/2009 quando la schiacciante maggioranza intravedeva il nuovo 1929. E ora sono tutti a rincorrere il treno della ripresa che già molta strada ha fatto. Hanno la lingua a terra dallo sforzo e raggiungeranno il treno solo quando sarà al capolinea, pronti all'ennesimo schianto.

Qui sotto come sempre il pezzo in edicola la scorsa settimana. Siete sempre in credito di uno, arriverà presto.
Intanto leggiamo accompagnati da ottima musica, Frankie Knuckles, aspettando Mario Draghi, un altro italiano coraggioso.


LIBERO 26 Marzo 2014 

“L’ambizione è positiva, sono le strade che percorri per realizzarla che fanno la differenza” così Ennio Doris (intervistato da Vanity Fair) in occasione dell’uscita della sua autobiografia “C’è anche domani”. Come dire, interpreto io, è importante avere degli obiettivi (meglio se elevati) ma è altrettanto importante fare sacrifici e gavetta per raggiungerli. Che la gavetta è importante devono averlo capito Stramaccioni, Ferrara e anche Seedorf, che con ambizione si sono subito diretti alla Serie A senza nessuna esperienza e con la stessa velocità hanno bruciato tutto, la loro bramosità e le loro aspettative. Se non hai le basi è difficile rimanere in alto senza rischiare di cadere. Che la gavetta è l’esperienza sono importanti devono averlo capito anche le migliaia di trader e risparmiatori che di sacrifici e altrettante sofferenze devono averne passate molti negli ultimi anni, e ora, finalmente vedono i primi e solidi risultati positivi. La stessa gavetta l’ha fatta Piazza Affari, prima ad anticipare il crollo nel Maggio del 2007, poi coralmente a risollevarsi nel 2009 a cui è seguito un purgatorio quasi solitario, mentre le altre grandi borse mondiali correvano felici verso il paradiso. Tre anni duri, la gavetta appunto, e ora, con basi solide si riparte verso obiettivi e livelli che un tempo sembravano utopistici. Un’occasione, come ha ricordato Doris, che pochi hanno saputo cogliere, perché come sempre accade, quando i prezzi sono bassi, la gente fugge, e solo quando tornano a essere alti e cari, la gente torna in massa, creando quell’alternanza infinita tra bolle e catastrofi, il vero e unico nutrimento per quell’animale insaziabile che è la Borsa.
Le uniche soluzioni che vedo per i piccoli azionisti, spesso orfani e senza bussola, sono essenzialmente due: o studiare e fare la gavetta, oppure dirigersi tutti verso “casa Ennio Doris” quello che a mio avviso oggi può essere considerato il papà dei risparmiatori.
PIAZZA AFFARI: “qui va a finire che ci lasciamo Le Pen(ne)! Allarme mediatico per il trionfo elettorale dei nazionalisti. Paure fondate? A mio avviso no, e anche i mercati hanno fatto spallucce, anzi, andrò controcorrente, questo è un boomerang per gli estremisti: un conto è vincere quando la crisi è agli inizi, ma qui dal tunnel siamo quasi all’uscita, e questo allarme elettorale non farà altro che spingere verso nuove iniziative di stimolo finanziario. Adelante Toro, è il momento di provare a strafare.
EUKEDOS: avevo promesso effetti speciali ma la luce si è un po’ affievolita. Ora siamo pronti a ripartire, l’unico dubbio è nella salita prima dei dati, non è un bel segnale, ma qui vogliamo l’eccezione: sfondare 0,87 è un obbligo.
COBRA: come previsto abbiamo congestionato, ora dobbiamo ridare gas: abbattere il muro a quota 1.
KINEXIA: siamo ancora in fase d’accumulo, ma questo treno ci porterà lontano, molto lontano.
BANCO POP: da avere assolutamente, e aumento da sottoscrivere.
TISCALI: riprendendo Doris, qui di gavetta ne è stata fatta, altrettante sono le ambizioni. Obiettivo immutato: credo sempre che arriveremo a 1.