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30 gennaio 2013

Panino e Listino - MONTE DEI PASCHI E GUERRA DELLE VALUTE, SIAMO SUL PEZZO! (Oggi in edicola su LIBERO)


Monte dei Paschi di Siena come la Grecia? A mio avviso le analogie ci sono, ma le Banche non sono trattate come gli Stati. Enrico Cuccia insegna: "le banche non sono aziende normali, si reggono su principi odiosi ai più, ma abbandonarne una senza gravi motivi si rischia di veder crollare l'intero sistema".
Lehman insegna, ed è per questo che andrà diversamente...


 Sì! Certo che sono in edicola, non vi abbandono.
In più come vi avevo già accennato, probabilmente si è aggiunto anche un illustre lettore, una penna raffinata e già ho fatto una brutta figura, perchè a causa della mia mancanza di sintesi, il precedente articolo per mancanza di spazio, è stato in parte tagliato.
Qui sotto, come tradizione, ve lo riporto nella versione integrale.

MPS e GUERRA DELLE VALUTE, c'è tutto, qui e in "Panino e Listino" oggi in edicola. Siamo sempre sul pezzo!
Oggi, nonostante le buone aste sui titoli di stato, Piazza Affari prende una legnata, gli eccessi sugli oscillatori dovevano essere prima o poi riassorbiti. Ora, la successiva ripartenza verso i 18,000, sarà più snella e sana e soprattutto, dopo un necessario riposo, avremo maggiori energie. Male che vada, ripeto, sarà un grande laterale, ma niente più crolli.
Si dovranno rassegnare anche i catastrofisti, quelli dell'Euro morto, del prossimo crollo sui mercati e di un nuovo 1929, dovranno aspettare la prossima crisi.

Enrico Cuccia diceva: "le banche non sono aziende normali, si reggono su principi odiosi al più, ma abbandonarne una senza gravi motivi si rischia di veder crollare l'intero castello".
Sagge parole quelle del Papa della finanza italiana, peccato che sia stato troppo presto dimenticato.
La situazione di Monte dei Paschi, dell'errore nell'acquisto di Antonveneta e dei conti "truccati", ricorda un po' quanto è accaduto in Grecia con lo sbaglio Olimpico, le elezioni e la scoperta dei conti truccati. Non vedete anche voi dei punti in comune, o sono solo io a vederli? 
Ecco a voi il pezzo andato in edicola Mercoledì scorso. Dibattito aperto, se volete...


Libero 23 gennaio 2013

 “Guerra delle valute”, era il settembre del 2010 quando il ministro dell’economia brasiliano Guido Mantega  lanciò il grido d’allarme, e per enfatizzarne i timori e le paure personali (il real brasiliano si stava rivalutando eccessivamente sul dollaro, strozzando l’export di un’economia in espansione) coniò un termine bellico, catturando l’attenzione di tutto il mondo. Il ministro entrò nella storia grazie a quel neologismo, titoli esagitati e slogan di cui la finanza sempre necessita, ma in pratica, quella cannonata verbale si rivelò un colpo a salve. Nessuno sconvolgimento valutario, come sappiamo i problemi si spostarono nel campo degli spread sui titoli di stato. Fino a qualche giorno fa, quando dal silente Giappone, si alza la voce tonante del nuovo  premier Abe che, dichiarando guerra alla deflazione si dice pronto a tutto pur di riportare la crescita nell’economia e nei prezzi di beni e servizi. Come? Attraverso l’uso del braccio armato della banca centrale del Giappone. Se le buone intenzioni possono essere un ottimo auspicio per risvegliare un’economia da 20 anni in stato comatoso, e quel “pronti a tutto” che spaventa le valute del mondo. Lo Yen è pronto a essere massicciamente svalutato, attraverso l’ennesimo pompaggio di liquidità della Boj, ma le “minacce” non finiscono qui, questa volta Abe promette che andrà fino in fondo. Dopo la crisi dell’Eurozona, sono in arrivo altri pericoli per i mercati del mondo?  Come avete ben imparato, sui mercati non esistono certezze, ma se una la dobbiamo trovare è che quando tutti si aspettano un evento, è la volta buona che questo non accade. L’anno scorso, grazie all’intervento della Banca Svizzera per svalutare il Franco CH contro l’Euro, i maggiori operatori dissero che comprare Euro contro valuta elvetica era l’operazione per un guadagno facile, a senso unico. Risultato, per un anno intero l’Euro contro il Franco CH, rimase inchiodato a 1,20, un evento, credo, mai accaduto. Sui mercati non esistono “pasti gratis”.

A conferma di ciò, oggi arriva già la prima smentita, la BoJ emetterà sì nuova liquidità, ma a partire dal 2014. I cannoni sono già diventati pistole. Mettete dei fiori nei vostri cannoni, negli anni Novanta eravamo noi italiani a usare l’arma della svalutazione per importare crescita, e questo metodo non portò a guerre, ma a benessere economico, un’opportunità che non abbiamo saputo cogliere fino in fondo.

FTSE MIB: la Merkel viene sconfitta alle elezioni regionali, dati economici ancora negativi e turbolenze africane. In altri tempi si sarebbe dovuto aprire l’ombrello per coprirsi dalla pioggia di vendite. Oggi non è così, oggi si sale, è il cambiamento d’umore o se volete è il risultato di quanto vi ho scritto nei mesi scorsi. Obiettivo 18,000 sempre più credibili, e dopo? Male che vada, solo un laterale.

MPS: Alexandra non è il nome della prossima tempesta metereologica, ma è il nome che è stato dato all’operazione che potrebbe portare burrasca nei conti della banca senese. Nessun dramma, bisognava trovare una scusa per correggere. Il 2013 è ancora l’anno delle banche.

FINMECCANICA: sempre caro mi fu quel proverbio “vendi, guadagna e pentiti”. Così sarà su Finmeccanica. Venderò sul prossimo slancio verso 5,50. Il titolo potrà anche arrivare a 6,50, ma in borsa, per prevenire le delusione è saggio accontentarsi.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox

23 gennaio 2013

Monte dei Paschi di Siena - LA TEMPESTA ALEXANDRA FA PULIZIA NEI CONTI?



Finalmente c'è qualcuno che ha il coraggio di dimettersi. Mussari, dopo essersi dimesso da MPS, ora se ne va anche dall'Abi, e pensare che solo poco tempo fa era stato riconfermato all'unanimità. Questa è l'ennesima dimostrazione dello stato in cui si trovano le varie associazioni italiane, scarsa qualità, scarso rinnovamento, ostinato immobilismo e senza nessun rinnovamento. La strada è ancora lunga...
MPS, titolo bancario tra i miei preferiti per il 2013, capicolla! Non è una novità, recrudescenza da crisi finanziaria e bancaria?
Colpi di coda, mi sembra il termine più adatto, da post bolla finanziaria, ultimi botti, ultime mine disseminate in un percorso ancora impervio, ma di sicura risalita.
Piazza Affari inizia a perdere colpi, qualche stento che accende piccole spie, forse il rally di inizio anno sta arrivando alla sua fase conclusiva, prima di un lungo percorso di accumulazione/lateralizzazione?
Il pericolo, a mio avviso, è un altro: ricordo il caso Banca Italease, ogni qualvolta su Piazza Affari sono scoppiati casi di illegalità finanziaria, questo a messo in crisi la borsa, creando i presupposti per un avvitamento dei corsi e l'avvio di una nuova fase ribassista. Fase ribassista che ha sempre anticipato l'andamento delle piazze internazionali, Piazza Affari come borsa anticipatrice delle fasi Orso? Un fattore che molti hanno sottovalutato.
2013, ancora credici? Piazza Affari, nonostante lo scandalo MPS/Alexandra, deve dimostrare che quest'anno è diverso, rialzarsi dopo il piccolo incidente e avere le forze e le motivazioni per riprendersi.
MPS rimane tra i miei titoli preferiti, Profumo e Viola stanno facendo pulizia nei conti, e forse quest'ultima (ultima?) grave perdita, aggraverà il peso del loro lavoro, ma se pulizia si deve fare, che sia  totale e definitiva, cancellando così un passato disastroso.

Il problema a mio avviso è un altro: ma vi ricordate quando 4/5 anni fa, eravamo ancora all'inizio della crisi e tutti, devo essere generalista, tutti tra economisti, giornalisti e soprattutto politici e ministri ci rassicuravano dicendoci che le banche italiane erano sicure, perchè sane, non avendo partecipato (a differenza delle banche mondiali) all'orgia della speculazione su derivati finanziari. Nonostante le parole rassicuranti, le banche italiane crollavano, come e più delle banche europee e americane.
Tutte quelle rassicurazioni sono oggi dimenticate, ma almeno avete la spiegazione di quei ribassi, che all'apparenza sembravano assurdi. Siamo stati lenti nel guadagnare, ma nelle perdite ci siamo rifatti e con gli interessi! 

I titoli e i settori che sono stati ostaggio di una bolla, come più volte ho scritto seguendo un personale pensiero filosofico, saranno per anni perseguitati da colpi di scena negativi, le vicende bancarie lo dimostrano. Dallo scoppio della crisi finanziaria sono ormai passati quasi 6 anni, ed è molto probabile che questi siano gli ultimi botti, in ogni caso, vale il consiglio della selettività massima! Comprare le banche migliori e non tutto il comprabile con la sola motivazione di un prezzo da saldo, perchè quel prezzo, fra qualche giorno potrebbe diventare un regalo, mentre altri titoli saranno già saliti perchè ormai ripuliti da ogni peccato.
Nel 2009 scrissi che i bancari erano titoli da comprare, ma solo per il SUPER RIMBALZONE, rivedremo i prezzi minimi. Ora scrivo che i bancari sono da comprare, da tenere e accumulare sui ribassi.
Quali? I miei preferiti li ho già scritti.



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox