15 luglio 2014

Panino & Listino (spiccioli): LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO, IL RALLY ESTIVO PORTERÀ



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Ci risiamo, come ogni mese di Luglio da qualche anno a questa parte, si ripropone lo stesso dilemma e lo stesso scenario: qualche focolaio più o meno acceso di crisi europea (e notate che ogni anno sempre in Europa si accende), si accentuano le correzioni e i ribassi e si arriva al bivio, crisi estiva come nel 2010/2011 oppure soleggiato rally estivo stile 2012/2013 che fa un breve accenno al mercato degli anni '90?
Dilemma, la risposta come al solito non è facile, a saperlo saremmo tutti al mare, al largo con il nostro panfilo.
Se non hai il comando (o capitano o niente) in borsa puoi solo fare ipotesi, oppure fare il "cagadubi" rimanendo sempre sul vago per poi fare la previsione e avere ragione a cose fatte.
In questo blog come sapete ci si mette spesso in gioco, o meglio si parla quando si ha qualcosa di concreto da dire. In questo caso gli scenari sono due: se si scende, lo spettacolo finisce, ciao Toro, l'America ha goduto e ora inizia il ciclo ribassista che ovviamente trascinerà cons se sia Europa che Piazza Affari; oppure questa è solo una semplice correzione da troppa corsa che aveva bisogno di un pretesto per sfogare, minimo in questi giorni e via  RALLY ESTIVO.
I ribassisti, tendono sempre a ripetersi, dal 2008 a oggi, a ogni ribasso si sono fatti forza annunciando la continuazione del crollo post Lehman Brothers, l'armageddon definitiva, peccato per loro che dal 2009 a oggi il Dow Jones, tanto per citare un indice, sia quasi triplicato, in 5 anni. Situazioni che alla fine di questo rialzo non vedrete più per anni, e ricordate queste mie parole quando nel pieno dell'euforia vi spingeranno a comprare.
Io rimango ancora della mia idea, la stessa che ho da 6 anni a questa parte, siamo in un gran ciclo Toro, nel Bengodi Finanziario, nella grande bolla del denaro. Questa è solo una fase di correzione, dispiace vedere Piazza Affari ancora in testa alle sofferenze, ma ricordo che almeno per quanto riguarda il 2014 è la borsa in testa alla classifica di rialzi.
Mi aspettavo un arrivo a 20,000 circa, credevo che con la settimana scorsa, nonostante l'obiettivo mancato si fosse tutto esaurito, evidentemente si deve soffrire ancora un po', ma non può durare ancora molto, da qui, più o meno si deve reagire.
Rally Estivo sí, Toro sí, quindi a questi livelli si deve comprare, mentre quelli che l'hanno già fatto in passato e che seguono la mia filosofia di accumulare sui ribassi, ecco questo è il momento di tornare in pista e pescare.
Lunga vita al Toro!

11 luglio 2014

Panino e Listino (Mundial): BET LA NOSTRA ( super)STAR



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox




È ufficiale, dal 21 Luglio la nostra cara BE (o BET a seconda delle preferenze) il nostro gioiellino, entra a far parte del segmento Star, titoli lussuosi ad alto gradimento.

BE, il nostro Verratti, il nostro futuro pallone d'oro, da oggi vede accendersi su di se sempre più riflettori, ci sarà sempre più attenzione che si tradurrà ovviamente in aumenti di prezzo, inevitabile.
La nazionale di Piazza Affari deve ripartire anche da qui.
E pensare che l'abbiamo in carico da 0,26, verrá il giorno che vi brilleranno gli occhi!

09 luglio 2014

Panino e Listino (Mundial): FRULLATO IL BRASILE, E ORA CHI LA FERMA PIU' LA MERKEL (Mercoledì 9 Luglio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



E' proprio vero che basta guardare le facce dei giocatori per capire quale potrà essere il risultato finale di una partita.
Immagini che si sono stampate nella mia mente. Calcio d'inizio, da un lato quella fiera e sicura di Kroos (tra l'altro migliore in campo) e dall'altra quella spettrale e spaventata di Marcelo, ancora in trance come dopo l'autogol inaugurale con la Croazia, lo ricordate? E' incominciato tutto lì, e con le stesse facce si conclude.
Da oggi, forse, i vari mental coach, gli psicologi e stregoni mentali, frutto delle insicurezze e dello stress moderno saranno ridimensionati, se non sei un buon giocatore di calcio, se non hai i piedi buoni, puoi motivare quanto vuoi, ma è difficile vincere.
Colpa di Scolari e subito l'opinione pubblica punta il dito cercando come abitudine un colpevole. Se proprio si deve fare un'accusa, io la vedo più nello stupido fallo di Thiago Silva nella partita contro la Colombia, un gesto che già aveva compromesso la semifinale, a questo si è aggiunto il fallo su Neymar, un fallo di gioco, pericoloso ha detto qualcuno. Più pericolose il fomentato atteggiamento accusatorio nei confronti di Zuniga, evidentemente quanto successo a Escobar è già dimenticato e dopo quanto accaduto ieri sera, chi può impedire a un pazzo di compiere gesti assurdi verso il giocatore colombiano, facile bersaglio di fragili alibi, quando invece la colpa è solo nelle limitate qualità di una squadra, privata dei suoi migliori giocatori, quello che i gol altrui cercava di limitarli, e quello che davanti i gol per la propria squadra, cercava di farli. Se l'autogol all'esordio di Marcelo sembrava già un cattivo presagio, la traversa di Pinilla al 119 al contrario sembrava un segnale celeste. Oggi, forse, si rimpiange che quel pallone, invece di stamparsi sulla traversa, non fosse andato un po' più giù, a segno, portando una nazione ad aggrapparsi sulla sfortuna. Oggi si piange al dramma e all'umiliazione.
Chi si risolleverà più?
Da oggi quelli del Maracanazo sono liberi, se c'è una buona notizia è proprio questa, il dramma del '50 è dimenticato, classificato come una piccola commedia, ma vedrete che anche quanto accaduto ieri sera, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, Twitter e Facebook, che ogni giorno si nutrono e triturano la cronaca relegando i ricordi a una discarica che è ormai un buco senza fondo, cancellerà presto ogni tristezza. Ce ne ricorderemo solo ogni 4 anni, o ogni volta che Germania e Brasile si incontreranno, nulla di più.
Oggi tocca a Olanda e Argentina, una partita che potrebbe trasformare il nuovo mago Van Gaal in un mediocre stregone, pensate a un'Olanda che perde in goleada, quali potrebbero essere le prime accuse? Gli errori di Cillessen sono colpa di Van Gaal che gli ha distrutto l'autostima, o qualcosa del genere, non è difficile immaginarlo.
Fortunatamente l'Olanda ha solidità, il 5 a 1 rifilato alla Spagna non è stato, come invece immaginavo, un episodio isolato, un fatuo fuoco d'artificio, ma era il segnale di solidità e concretezza, davanti ci sono due solisti capaci di grande giocate e creatività con uno Sneijder maturo, meno libero, ma più strutturato. 
Inutile nasconderlo, io credo vincerà l'Olanda, non ce l'ha fatta negli incantati anni '70, potrebbe riuscirci oggi. Anche se a inizio campionato ho scommesso sulla vittoria della Germania, credo che l'Olanda abbia qualche possibilità, tutto dipende se in Robben si accenderà la luce della generosità e se Van Persie tornerà a vedere la porta.
E se invece vincerà veramente la Germania? Chi riuscirà più a fermare la Merkel?

Piazza Affari come l'Olanda, "l'arancia meccanica" dei mercati finanziari. Panino e Listino, oggi in edicola su Libero.

ps. ogni tanto mi rendo conto di scrivere anche cose sensate, ho avuto la conferma leggendo quanto scritto da Sconcerti sul Corriere della Sera: "...questo ciclo naturale di calcio sembra però aver portato un miglioramento collettivo e una mancanza complessiva di differenze. Tanti ottimi giocatori, pochissimi fuoriclasse. E' la generazione dei Cuadrado, non dei Messi..."
La parola campione la si usa spesso: Neymar, Balotelli, Ronaldo etc etc Tutti fenomeni e campioni, e poi arriva la notizia della scomparsa di DI STEFANO e allora, rivedendo le immagini, ricordando i racconti, ti rendi conto di chi sia veramente un talento, un campione, un vero fuoriclasse.
E tutto il presente, improvvisamente, si ridimensiona.
Così accade oggi anche sui Mercati Finanziari, dove la parola bolla viene ripetuta quotidianamente. Ma voi sapete cos'è veramente una bolla? Solo a chi è scoppiata in faccia è capace oggi di riconoscerla, anche se ha perso tutto.




LIBERO 2 Luglio 2014
“Al rogo, al rogo” urlava il popolo del risparmio, a cui per comodità si accodavano politici ed economisti. Imputato atteso al patibolo: la speculazione finanziaria. Era il 2008, uscivamo dalla più grande orgia finanziaria, risparmi bruciati e incendiati e con essi la reputazioni di molti investitori: era il falò delle vanità, un autentica rivoluzione con successiva decapitazione, la testa sacrificata è quella della Lehman. Da allora qualcosa è cambiato, aggiustamenti e paletti per frenare “il denaro facile”, ostacoli agevolmente driblati dai fantasisti della speculazione, è la creatività finanziaria bellezza!
Norme inutili e facilmente aggirabili, finchè si tentò l’utopia della “Tobin tax”, ovvero pagare per rimborsare lo stato e i cittadini, restituire il favore. Illusi, la finanza non ha memoria, tantomeno è altruista e caritatevole. Un altro buco nell’acqua. Intanto le imposte aumentano, fino ad arrivare alla mazzata, un ulteriore aumento delle aliquote sulle rendite finanziarie, lo scopo? Dare maggiore peso all’economia reale e riducendo quella finanziaria. Lodevole, si dimentica però che il ventre molle, la parte lesa che necessità di tutela e protezione, oltre a essere un risparmiatore che subisce passivamente le oscillazioni dei mercati, è anche un lavoratore già vessato da un enorme carico fiscale, una pecora che subisce una doppia tosatura, la prima dalla speculazione e la seconda dalla doppia tassazione: quella sui redditi (alta e immutata) e quella sulle rendite da oggi rincarata del 30%.
C’è stato un periodo in cui il “capital gain” era stato temporaneamente abolito, un incentivo all’investimento azionario e a finanziarie le imprese italiane quotate in borsa. Un modo per superare le crisi, accadde anche nel calcio, per aiutare la nazionale italiana, negli anni ’70, si chiusero temporaneamente le frontiere ai calciatori stranieri. Piazza Affari e gli Azzurri ringraziarono sentitamente.  Oggi quello spirito d’incoraggiamento sembra scomparso. L’unica, magra, consolazione è l’affrancamento, pratica che permette, per un breve periodo, di usufruire ancora della vecchia aliquota sui guadagni realizzati fino a ora, prima di entrare a regime con la nuova volta a mutilare quelli futuri. Un’illusione pari a quella di qualificarsi brillantemente ai Mondiali per poi uscire al primo turno. L’unica soluzione, visto che l’aliquota sulle obbligazioni rimarrà minima è di comprare banche che di BTP sono piene. Pagheremo, ma almeno guadagneremo.
PIAZZA AFFARI: per una nazionale che delude, ce n’è un’altra (azionaria) che al campionato mondiale delle Borse è in testa alla classifica. Nei primi 6 mesi del 2014 Milano fa +12%. Quest’anno può essere da Coppa del Mondo.
FINECO: la creatura di Sonzogni approda in Borsa. Magari non sarà esuberante come Bipop, ma è un titolo che promette bene. Nel posto giusto al momento giusto.
MPS: “Francia, la storia ricomincia” esulta l’Equipe. Lo stesso titolo potrebbe essere usato per MPS. La Francia ha l’aggiustatore Deschamps e il goleador Benzema. A Mps la coppia gol è composta da Viola e Profumo, il nuovo ciclo è appena cominciato.   

08 luglio 2014

"IL CONSOLA BORSA", DORIS NON BASTA



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




"C'è anche domani" dice e scrive il saggio Doris, buon padre di famiglia. C'è anche domani, consola e ricarica dopo una sconfitta sportiva, domani ti puoi rifare. C'è anche domani, consola dopo una giornata storta o dopo una bastonata, come quella di oggi, in Borsa. Dai, c'è anche domani, ti puoi rifare, dai, domani la Borsa risale.
Ma qui non basta, soprattutto se hai alte aspettative, qui prima di domani, bisogna arrivare a sera. Un "consola Borsa" un luogo dove sfogarsi o trovare rifugio, dove leccarsi le ferite, dove trovare ristoro e conforto, dove distrarsi e ricaricare le energie per poi ripartire domani.
Anche perchè, chi l'ha detto che domani andrà meglio?
In effetti domani c'è "Panino e Listino" e di solito porta bene...

05 luglio 2014

Giorgio Faletti, gli scrittori non muoiono mai, smettono solo di scrivere

email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox




Dicono che per allungare la vita, per non invecchiare mai e rimanere sempre giovani il segreto sia cambiare lavoro ogni 10 anni. Cambiare nel senso non di lasciare una ditta per un'altra, uno studio per un altro o una squadra per un'altra squadra, cambiare proprio tipo di lavoro, imparare qualcosa di nuovo.
Se c'è una persona che ha messo in pratica questo consiglio questa è proprio Giorgio Faletti, e non solo l'ha fatto in modo radicale ma se,pre con passione e grandi risultati.
Giorgio Faletti il comico del memorabile Drive In, non era il mio preferito della squadra, ma era divertente. Giorgio Faletti il cantante commovente e riflessivo, canzone profonda. Giorgio Faletti il cantautore, canzoni scritte per grandi cantanti. E poi infine Giorgio Faletti, nella sua parte forse più nota e conosciuta, lo scrittore di best sellers.
L'esperimento non è riuscito, se n'è andato fin troppo giovane, sessant'anni o poco più, dove avrà sbagliato?
Forse di vite ne ha vissute troppe, consumandole. E poi c'è uno come Warren Buffett che di anni ne ha più di 80 e da più di 60 fa sempre la stessa cosa, con immutata passione, forse perché il lavoro di borsa è già di perse un lavoro dentro mille lavori, dove la novità è già contenuta nel pacchetto e dove ci sarà sere qualcosa si nuovo da imparare e scoprire.
In Borsa non ti puoi mai fermare, sei costretto a continuare a vivere.
Ciao Faletti

02 luglio 2014

Panino e Listino (Mundial 2014): PER LA FRANCIA RICOMINCIA LA STORIA E ANCHE PER MPS (Mercoledì 2 Luglio 2014 in edicola su Libero)


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



La Francia batte la Nigeria, supera gli Ottavi, non brilla come nelle ultime prestazioni, ma al tempo stesso dimostra solidità, gioco, squadra e anche elementi di qualità. Titola L'Equipe: "Francia, la storia ricomincia".
Un titolo, che da noi, potrebbe essere ripreso dal SOLE24ORE: "MPS, la storia ricomincia".
Restituiti i Monti Bond, con gli interessi ovviamente, ecco che l'avventura ricomincia, con trepidazione si attendono i nomi dei compagni di viaggio, immagino stemmi altisonanti. Ecco accontentati i nemici di Monti, quelli che lo accusavano di regalare i soldi alle banche. I soldi, non solo sono tornati a casa, ma anche con lauti interessi. Vista lunga, forse era meglio continuare con lui l'avventura, con Monti, lo stesso che non poco tempo fa propose di bloccare il calcio nazionale per qualche anno, portarlo in officina per accurate riparazioni. Aveva torto?
Guardate cos'ha fatto Deschamps con la Francia, sembrava finita con l'Ucraina, è andato in fondo, giù fino all'inferno per recuperare i giocatori buoni, selezionarli e riportarli in superficie, li ha allenati, ha riaggiustato tutto, è andato in Ucraina ha vinto e riportato la Francia ai Mondiali per pulire l'onta vergognosa di 4 anni fa.
Vince e convince e ora va ai quarti per la sontuosa sfida europea. Quanti ricordano la semifinale del 1982? Lo stesso gioco, ma altre partite, altri protagonisti, uno spettacolo vero senza nessun trattamento estetico, solo talento e fisico naturale.
Così è andata per MPS, travolta dagli scandali su cui la Borsa, come consuetudine ha infierito, sono arrivati Viola e Profumo, la coppia del goal, l'hanno rivoltata, hanno chiesto aiuto ai risparmiatori, i più coraggiosi, hanno risanato la banca e ora ripartono, con nuovi soci e con tanta voglia di gloria.
La speculazione farà il resto. La stessa speculazione che il governo Renzi tenta di colpire e indebolire, arriva l'aumento sulla tassazione delle rendite, è questa la soluzione?
Domani su "Panino e Listino", oltre ai soliti temi operativi, in edicola su LIBERO le azioni per andare in goal!


LIBERO 25 Giugno 2014
“La caduta degli dei” era il titolo della Gazzetta, ancor più lapidario e lugubre quello di Marca “The End”: dopo la sconfitta con il Cile, per la Spagna, un tempo soprannominata “l’invincibile armada”, il ciclo è finito. Così va anche in Borsa, il Toro e l’Orso non hanno vita eterna, prima o poi, per una sonora sconfitta, sono costretti ad abdicare, a lasciare il posto al rivale e quindi a una nuova direzione.
Non sempre è così, a volte i cicli si prendono delle semplici pause, si ricaricano, prima di riprendere la tendenza, difficile invece è capire quale sia una pausa e quale la fine di un’epoca.
Così era accaduto nel Mondiale 2010 in Sud Africa, la Spagna campione d’Europa sviene davanti alla Svizzera, non un colosso del calcio, immediatamente fu decretata la chiusura del ciclo spagnolo. Golia cade contro Davide, spesso capita nel calcio, però una battaglia persa non è la guerra. Infatti la Spagna si riprede con grande rapidità, arrivando in finale e vincendo il Mondiale. Fu una correzione e non la fine.
Giugno 2008, data in cui ebbe inizio la stagione dei Tori di Spagna, Marzo 2009 data in cui il Toro di Wall Street ha iniziato la marcia rialzista, entrambi i bovini hanno corso molto, quello del calcio, come minimo, si è preso una pausa, e quello della finanza?
Oggi sono in molti a salire sul carro dell’Orso, nomi illustri: ci ha provato Henry Blodget che tanti risparmiatori ha rovinato, seguito da Shiller, per tutta risposta si sono scontrati con nuovi massimi a Wall Street. Ora ci prova un peso massimo, per Buffett la Borsa è in bolla, lui vende.
Ancor più suggestivo è il parallelo tra l’attuale andamento di Wall Street e quello del 1987, i grafici quasi si sovrappongono, similitudini che fanno rabbrividire, quello è l’anno dell’Ottobre nero (-22% in un solo giorno), ma è anche utile notare che rispetto a quel picco, oggi manca un bel pezzo di impennata. Fu un crollo clamoroso, è vero, ma rispetto a quanto accaduto dopo, negli anni Novanta, quella sconfitta fu archiviata come una semplice pausa. Ben diverso il crollo del 2000, le macerie furono ben visibili dopo il crollo del WTC, ma rispetto al 1987, passarono ben 10 rialzi di grandi rialzi. Quindi stiamo attenti, sia per la Spagna e sia per Wall Street, a parlare di fine ciclo, se il treno riprende a correre, poi è difficile salire in corsa.
PIAZZA AFFARI: abdicato il “tiqui-taca” ora tocca al “tiquItalia”? E se fosse iniziata la stagione del tricolore? Chiedetelo a Prandelli che in queste ore sta giocando il suo destino, in contemporanea il Toro a Piazza Affari affronta la sua sfida più difficile: vincere per restare o perdere e rinunciare. A 24,000 sentiremo il fragore delle spade. Stiamo ricaricando le energia per la battaglia epica.
MPS e CARIGE: nel 2000 i massimi li abbiamo visti grazie alle TMT, ma è solo grazie alle banche che il cuore di Piazza Affari pulsa con passione, e il momento delle banche è questo. Aumenti di capitale da fare, non si vive di rimpianti.
BIESSE: quanto corre il nostro terzino! Ora si rifiata, a 8 ci ripensiamo.



01 luglio 2014

Brazil 2014: LE GRANDI INNOVAZIONI,DALLA FINANZA FLASH, AL CALCIO MOVIOLA


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Sono le ore 19 di Domenica 29 Giugno 2014, si sta giocando l'ottavo di finale tra Brasile e Cile, la partita è ferma, una sospensione di 24 ore, una momentane sospensione. La causa i soliti violenti? No, nessuna invasione di campo da parte di tifosi scalmanati, nemmeno le proteste dei cittadini brasiliani, nè il caldo o un improvvisa tempesta, nessuna sciagura meteorologica. Niente di tutto questo, qualcosa di più banale, da 24 ore, arbitri e assistenti e anche tutta la dirigenza Fifa con Blatter in prima fila, sono chiusi in camera decisionale a vedere e rivedere il goal di Hulk a prima vista annullato per fallo di mano. Nonostante l'entrata in vigore della moviola in campo, la macchina della verità che risolverà e placherà le ingiustizie e le discussioni che colorano e ravvivano il gioco del calcio, ancora non è stata trovata una riposta chiara al grande quesito: Hulk ha o non ha toccato con il braccio?
Questo, in modo meno colorito è quello che potrebbe accadere una volta che sarà approvata una delle più assurde regole che il calcio abbia fino a ora visto: la moviola in campo.
Pensate che questa possa essere la soluzioni agli inganni e alle disattenzioni che ogni partita crea e costruisce? Il calcio non è la pallacanestro, nè pallavolo o rugby, non è un gioco che si può spezzettare, ma è la costruizione di una scena di vita, non ha dinamiche precise con regole inflassibili, ma è volto al totale buonsenso. Una pallonata che rischia di colpirmi il volto, tirata da 10 centimetri, se mi copro il volto con una mano non è fallo, diverso se è tirata da 1 metro. Il calcio non è inflessibile nei regolamenti, la moviola in campo non solo sarà l'ennesima pietra al collo del gioco che potrebbe portare al caos e al suicidio, ma è una totale irrazionalità o per meglio dire stronzata.
La realtà è che il gioco manca, la qualità anche e mancano i campioni e i grandi attori, l'unica soluzione per ravvivare il palco è incendiaree la polemica, in questo caso la moviola in campo è un ottimo materiale infiammabile.
La Rai, ovviamente, non possedendo più i diritti di nessun evento nazionale (a parte Serie B e Coppa Italia) e internazionale di calcio giocato e avendo come suo programma di punta "il processo del lunedì" di Variale, spinge e sponsorizza l'avvento dell'innovazione, quale migliore mezzo per alimentare le inutili chiacchere e polemiche calcistiche. Per loro sarebbe una manna dal cielo, per noi e per il calcio, l'oblio.
La moviola in campo non è però l'unica, geniale innovazione, in questi giorni si è contraddistinto il "cooling break", da alcuni definita un'idea geniale da promuovere a permanente.
Il "cooling break" consiste nell'interruzione per due minuti di una partita nel momento in cui la temperatura atmosferica supera un determinato livello.
Geniale? Ma non sarebbe più utile giocare a un altro orario? Invece di arrostirsi alle 13, rovinando non solo i calciatori come persone, ma anche la dinamica del gioco e conseguentemente lo spettacolo, non si potrebbero spostare gli orari delle partite. Giocando, ora italiana, alle 21 e alle 24 il problema sarebbe stato risolto, senza l'avvento di assurdità moderne, tra l'altro, la partita serale la trovo molto più affascinante.
A mio avviso si sta cercando di inventare qualsiasi cosa per nascondere in tutti i modi la realtà, ovvero la generale mediocrità di gioco e l'assenza di veri e grandi campioni, di tecnica sopraffina e di spettacolo. Siamo nell'era di ogni tipo di eccesso, anche e soprattutto di mediocrità e se la "moviola in campo" e il "cooling break" sono considerate grandi innovazioni, siamo proprio sicuri che sia il calcio italiano l'unico in grande crisi? 

Panino e Listino: dedicato a quelli a cui è piaciuto l'esperimento, domani in edicola ancora in versione Mundial. Calcio e Borsa, anche le azioni fanno goal!

25 giugno 2014

Panino e Listino (Mundial 2014): fuori la Nazionale di Prandelli, ci resta la nazionale di Panino e Listino (Oggi in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 





"E un momento difficile, sosterrò la squadra con tutte le mie forze. I convocati dal ct Peckerman, per indossare la maglia della Colombia ai Mondiali, sono grandi calciatori, che hanno fatto bene durante la stagione. Non volevo togliere il posto a un compagno le cui condizioni sono al cento per cento" sono le dichiarazioni di Falcao, il grande campione e cannoniere della Colombia, un assenza di lusso. Lui a casa a tifare per la propria nazione e la Colombia in campo gioca e si diverte anche per lui.
Succede in Colombia, un abisso rispetto al comportamento qui in Italia, dove come consuetudine si fa la caccia al colpevole e dove i migliori sono sempre quelli rimasti a casa (con rabbia e polemiche) o che non hanno giocato.
Qualcuno potrà rimproverare Prandelli con l'esempio di Suarez, l'hanno portato in nazionale nonostante l'infortunio, è guarito, entrato in campo ha salvato la nazionale. Peccato che la malattia di Suarez non riguardasse il ginocchio, ma la testa e a causa di questa, tornerà a casa in anticipo. Uruguay prima salvata, e ora condannata.
E' una questione di stile, in Italia ce n'è sempre meno, si spera sempre di aver trovato il fondo per ripartire, ma dove lo metti il piacere di continuare a scavare per trovare e stupirsi del marcio che emerge.
Vent'anni di economia che si sgretola, vent'anni di politica mediocre che si sollazza davanti al cittadino ignavo e ora vent'anni di calcio violento, scadente, frustrato e senza futuro. Il calendario corre, è solo il tempo che passa, per raggiunti limiti di età che si effettuano i cambiamenti, non certo per responsabilità o per autocritica.
E arrivò la luce, Prandelli annuncia le dimissioni, da il buon esempio, chissà perchè in Italia a pagare sono sempre gli onesti, le persone capaci e con qualità, e poi ci sono le dimissioni di Abete, l'eccezione che conferma la regola.
Quando sentirò un politico ripetere le stesse parole pronunciate da Prandelli "non voglio sentirmi dire di rubare i soldi del contribuente" allora sarò sicuro che l'Italia sta cambiando, basta furbizia, vinca l'onestà.
L'editoriale di Sconcerti oggi sul Corriere della Sera a titolo "Basta alibi è un calcio da cambiare" è la fotografia del nostro calcio, è insieme l'epigrafe di quello che è stato e il certificato di nascita di quello che potrebbe diventare.
E' un vero peccato che questa nazionale si uscita in modo così pietoso, quasi da far rimpiangere l'Italia di Lippi del 2010 in Sud Africa. Questo gruppo, a parte qualche recidivo all'immaturità, meritava, Prandelli e Albertini in testa, ma è stato tutto buttato a mare, quasi peggio di un barcone di immigrati, forse troppo abituati al degrado.
Ha ragione Buffon, basta aggrapparsi alla moviola di un morso, basta lamentarsi dell'arbitraggio, se non tiri in porta, non segni e per vincere una partita bisogna segnare.
La gloriosa e miracolosa Grecia, campione d'Europa nel 2004, giocava con una difesa quasi a 9, ma almeno un tiro e un goal a partita, lo faceva, e così ha vinto. Noi no, nemmeno ci abbiamo provato. Tra l'altro la Grecia questa notte si è qualificata all'ultimo minuto, ci ha messo l'anima, "una faccia, una razza", non è più vero.

Fuori la Nazionale di Prandelli, in campo resta solo la nazionale di "Panino e Listino", a noi se ci danno un morso non ci fanno male, anzi è quasi un piacere. La nazionale di "Panino e Listino" in campo per vincere, per vincere il campionato di Piazza Affari.
Per chi si fosse perso la scorsa settimana l'elenco dei convocati, eccolo a voi qui sotto riproposta.
Ora in campo, e come diceva Menotti prima di entrare in campo "tirate fuori tutti i vostri sogni"...
Colonna sonora "Acquarello" di Toquinho



LIBERO 15 Giugno 2014
Quel dito puntato verso il cielo che lo fa assomigliare a un supereroe, chiama la palla Van Persie, la chiama con sicurezza e coraggio, un po’ come fece Pelè nel film “fuga per la vittoria”, quando disse: “risolvo io la partita” e poi salì in bicicletta verso il cielo e ficcò la palla in rete. Van Persie ha fatto una cosa ancor più difficile, in cielo è salito senza bici, si è librato in aria con un gesto che ha stupito il mondo. Erano le ali di Van Basten a sostenerlo, il cigno ha passato il testimone. Ci vogliono capacità e coraggio per compiere un simile gesto, le stesse doti che servono per scovare e puntare su un titolo come Cobra. Sembra una partita impossibile, Cobra galleggia da mesi appena sopra lo zero, a fine 2011 si effettua un aumento di capitale, uno di quelli a cui il pubblico non partecipa (perché troppo conveniente e poco pubblicizzato), 2 anni di purgatorio, quando mi accorgo di un piccolo scatto e quel dito puntato in alto che richiama la mia attenzione. Siamo a 0,38, compro e lo segnalo. Il primo obiettivo a 0,80 sembrava un abbaglio e una spacconeria. Ci siamo arrivati. Era solo l’inizio della scalata, seguì la vendita della Octo di Montezemolo ai russi, il business delle scatole nere che anche Cobra stava sviluppando, fino al passaggio finale, l’Opa di Vodafone: goal!
Certo, non basta un grande goal per costruire un portafoglio, un giardino pieno di fiori, bisogna saper fare anche quelli semplici ma efficaci, alla Thomas Muller, tanto impegno e costanza, e poi arriva anche la ciliegina sulla torta. Perché la fortuna, se la cerchi, prima o poi arriva, chiedete a Cobra.
PIAZZA AFFARI: l’arrampicata verso 24,000 continua. In occasione dei Mondiali in Brasile, ecco la formazione della nazionale di Piazza Affari:
ENI (Buffon): una saracinesca contro i tiri degli orsi;
BIESSE e KINEXIA (Darmian e De Sciglio): giovani e pieni di energia, hanno molto fiato per correre veloci;
FINTECNICA (Barzagli): solidità ed estetica portano a casa il risultato. Ipo da sottoscrivere.
TELECOM (Chiellini): anche con un (ex) titolo difensivo si va in goal, e vedrete quanti.
MPS (De Rossi): sembra pronto a esplodere, poi affonda, ma rinasce sempre dalle proprie ceneri. Ora è maturo, vuole lo scettro di Piazza Affari.
FIAT (Pirlo): più volte dato per finito, ha sempre stupito con le sue magie. Prestigiatore.
ESPRINET (Candreva): grazie alle sue bordate si faranno molti goal. Vedrete sopra 9.
BET (Verratti): è il gioiellino da svezzare. Siamo solo all’inizio di una grande carriera. Bisogna solo avere pazienza.
ELICA (Marchisio): non si nota, finchè non fa goal, e allora ti penti per non aver puntato su di lui. Affidabilità.
TISCALI (Balotelli): tanti goal e tanti errori. La maturazione sembra arrivare, è il momento di puntare al pallone d’oro. Quota 1 euro per la consacrazione.
NOKIA (Thiago Motta): il nostro oriundo, straniero, ma quotato anche in Italia. Sembra svanire, ma è sempre lì, inamovibile.
CHL (Cassano): talento sopravvalutato o sacrificato? 2014 è l’anno della risposta.
La nazionale è fatta, giochiamo il nostro Mondiale.