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02 ottobre 2012
"Panino e Listino" (domani 03 Ottobre in edicola su LIBERO) - QUANDO IL CLIMA CAMBIA, ANCHE LA CRISI NON E' PIU' LA STESSA
Sabato sera, finalmente il traguardo, finisce l'era in cui ha dominato incontrastato come un dittatore, non viene condannato a morte, nemmeno all'ergastolo, semplicemente l'ho fatto abdicare, relegandolo a cortigiano della tavola. Sto parlando del cappuccio, colui che in questi giorni ha avuto il merito di sfamarmi e tenermi in vita, letteralmente in piedi, sul pezzo, sempre pronto tra i mercati, notizie e il giornale.
Sabato sera al traguardo, mi aspettava il premio, la carne, comunemente bistecca, non una qualunque, ma un ottimo filetto. Irresistibile, la fame, quella non mancava, era in arretrato da giorni, cambia l'approccio.
Mi sono messo a tavola, pregustando il momento, il cappuccio non mancava, al cortigiano spettava l'entrata, l'antipasto, non divorandolo, si può vivere "il sabato del villaggio" anche con il cibo, mi godevo il momento, questa volta, finita la verdura (il minerale), non mi sarei alzato da tavola, questa volta avrei continuato.
Carne morbida, saporita, il coltello affonda senza fatica, in bocca un sapore che quasi avevo dimenticato. Non si divora, si apprezza, il palato questa volta ascolta. Dovrò ancora stare molto attento, ma il più è fatto, un po' come in Borsa.
Lo sentite che il clima è diverso? E quando il clima cambia, anche la crisi ha un sapore diverso, non è più aspro, tende all'agrodolce, l'acuto è passato, ora la curva inizia a ruotare dolcemente.
Nel numero in edicola domani ho cercato di rispondere a una delle classiche domande che mi vengono poste in questi giorni, una domanda che può risultare banale, ma è altrettanto comune.
Non è una risposta semplice, è un inizio, perchè conto di ampliarla nei prossimi numeri, e sotto, molta operatività, sempre più operatività. Se prima erano solo accenni, ma ben mirati, ora si deve accelerare. Come ho già scritto la settimana scorsa, ora non si scherza più...
A domani per eventuali commenti e dibattito, se vi fa piacere...
LIBERO 26 Settembre 2012
“L’Euro scoppia di salute”, a esclamarlo non è uno degli euroentusiasti oggi fuori moda, ma è Guido Westerwelle ministro degli esteri tedesco, uno della sponda opposta, o meglio europeista sì, ma non alle attuali condizioni, possiamo definirlo un critico insoddisfatto. Probabilmente l’abbiamo frainteso, nessuna delle due, era solo un europeista molto esigente, ci ha poi pensato Draghi ad appagarlo ed a infondergli questo brio. Così per Schaeuble, fino a ieri mal interpretato dai mercati oggi esclama: “guardo a Roma con assoluta fiducia”. La stessa fiducia che la Merkel ha più volte dichiarato di riporre sia in Mario Draghi che in Mario Monti, da qui l’opera “l’importanza di chiamarsi… Mario”. Se il primo ha dato un segnale importante a livello finanziario, iniziando a tessere una rete di protezione sul sistema bancario europeo, il secondo ha tessuto una tela armonica, saldando l’unione politica tra gli stati europei. Come sembrano cambiate le cose, lo si vede dal termometro per eccellenza, lo spread Btp/Bund, siamo a 350 circa, ben 200 punti sotto i recenti massimi, la febbre è passata.
Siamo fuori dal tunnel? Secondo Monti sì, per altri aspetti sembra di no, infatti oggi la Merkel è ricaduta in una delle sue classiche scivolate populistiche, davanti alla Confindustria tedesca ha dichiarato che non ci sarà l’unione del debito, sarebbe un passo indietro, e che l’aumento del debito non ha mai favorito la crescita. Peccato che la Merkel non abbia consultato i vicini svedesi, l’ultima finanziaria di Stoccolma ha come punto principale l’aumento del deficit per finanziare nuovi investimenti. La Svezia non è nuova a queste manovre, ed è proprio grazie a queste politiche che negli ultimi anni è diventata un paradiso economico/sociale, anni in cui aumenti di spesa hanno portato prima la crescita, e successivamente una vigorosa riduzione del debito. Si possono anche inventare formule artificiali per contrastare e assorbire il debito, ma l’unica medicina naturale rimane solo una, ed è la crescita.
Intanto mentre si spengono gli incendi in Europa, si accendono focolai in Italia, Marchionne contro Della Valle. Poteri forti o deboli ora si scontrano, potrebbero essere questi gli incendi che infiammano Piazza Affari?
FTSEMIB: la nave si è incagliata, ma qui (per fortuna) non c’è il capitan Schettino al comando. L’indice si è bloccato a 16,500? Meglio, una pausa per rifiatare, ritrovare energie e poi sfondare il muro dei 17,000. Lo voglio ripetere, ormai “è fatta!”.
APPLE: 5 milioni di iPhone venduti in 3 giorni sono pochi? Così la pensa il mercato, ed è per questo che il titolo è stato penalizzato. Quando si sale e si continua a stupire, il mercato si vizia e si crea aspettative che possono diventare irrealistiche. Sono molti i risparmiatori italiani che solo ora si sono tuffati sul titolo. Ultimi giri? Caveat Emptor
GOOGLE: la sentenza contro Samsung, doveva essere la pietra tombale sul sistema android di proprietà Google. Oggi invece accade che Apple, la vincitrice, inizia a scendere, mentre Google vola. Titolo forte, qui consigliato quando quotava ancora sotto 600$. Oggi ha sfondato i massimi storici. Si vola.
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
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