"ciao Buddy hai smesso di scrivere le mirabolanti previsioni per BE e COBRA :):) meglio così in quanto erano un po' troppo mirabolanti ma visto che i tuoi lettori sono tanti Buffet :):):) Buona vita Buddy e sparale meno grosse ma oramai chi scrive su un giornale, qls giornale, c'è da stare attenti!!! Buona vita Buddy. Andrea"
Questa è un'email che ho ricevuto a fine Maggio scorso, un lettore di "Panino e Listino", uno di quelli che subito ti innalza sull'altare e poi, altrettanto velocemente, ti fa cadere nella polvere. Ovviamente dopo aver banchettato.
Lo riporto, forse anche stupidamente, forse solo per togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Ma lo stesso è stupido, perchè ho sempre ripudiato quelli che esultando vanno contro qualcuno. Si esulta per qualcosa, non contro qualcosa.
COBRA vola: Opa di VODAFONE, come vaticinato qualche settimana fa proprio su "Panino e Listino", come a dire, qualche volta ci prendo anch'io.
Ma COBRA è molto più di questo, "il Cobra non è un serpente" è stata la colonna sonora di "Panino e Listino", ma è stato anche uno dei primi titoli della newsletter "il Dolce e l'Amaro".
Ma COBRA è anche la risposta a tutte le domande sul perchè continuare a comprare, sul perchè tenere un titolo così tanto tempo, sul perchè non si doveva ancora vendere.
COBRA vola +50% sull'offerta, vola in una giornata lievemente pesante per Piazza Affari, questo è il sintomo di qualcosa.
COBRA è anche la risposta per quante volte ho scritto: "Svendita Italiana" e successivamente l'improvvisa "Voglia di Italia". Il primo acquisto su Cobra l'abbiamo fatto nell'Autunno 2013 poco sotto 0,40, in poco più di 8 mesi, rispetto al prezzo dell'Opa fa circa +400% Ne valeva la pena? Valeva la pena tenere e fare cassetto?
Ora, ovviamente le aspettative di tutti, nei miei confronti, saliranno, come le quotazioni del Costa Rica e dell'Olanda sulla vittoria mondiale.
Niente di più sbagliato, preferisco la strategia di Belinelli che piange manifestando tutta la sua gioia per un sogno realizzato, un pianto di sfogo verso tutti quelli che non hanno creduto in lui, perchè alla fine è questa la vera scommessa vinta, avere il coraggio di credere in qualcuno, credere in qualcosa, rischiare saltando a piè pari e non con un piede fuori e uno dentro. Se ci credi, buttati, ci vuole coraggio come ho scritto più volte, questa volta è stato premiato e ne godiamo tutti.
email: paninoelistino@gmail.com
Pubblicato da Buddy Fox
In attesa dell'esordio Italia contro Inghilterra, i mercati riposano nell weekend e un po' iniziano a tremare. Prove di ribasso in corso? Alcuni segnali vaticinano cedimento. E subito gli Orsi riprendono coraggio urlando il FINE CICLO. Dissero le stesse cose nel 2009, dopo aver chiamato la depressione del 1929, lo ripeteremo nel 2010 e poi nel 2011, prima o poi avranno ragione, ma quando? Prima si deve raddoppiare, credo. In attesa della riapertura dei mercati con nuove emozioni da Carige, MPS, Tiscali e chissà forse anche da Chl e poi dai titoli segnalati nella nostra saletta de "Il Dolce e l'Amaro", cimentiamoci in qualche pronostico mondiale. Ieri sera grande scoppola dell'Olanda contro la Spagna, chi di manita ferisce di manita perisce. È tornata l'Arancia Meccanica? Mah, dubito, anche la Denmark dei panzer Elkjaer, Lerby, Olsen e Laudrup schiacciava gli avversari con le goleade, ma appena si arrivava alle fasi finali, subito uscivano. Il mio Mundial lo vedo così: Italia campione, Brasile delusione, Portogallo rivelazione e Cristisno Ronaldo capocannoniere anche se questo Van Persie solo nei gironi potrebbe fare sfracelli. Oggi per la prima volta, sarei contrario per principio, ho fatto delle puntate, una tris: Italia, Germania o Spagna campione del mondo. E voi? Anche in questo blog ci sono gli appassionati di calcio.
"Venezia da città cosmopolita a provinciale. Il Mose è un'opera inutile, anche Cacciari si era opposto" dichiarazioni di Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar, storico locale veneziano. Forse Cipriani e Cacciari, che Venezia l'hanno respirata e vissuta, ne sanno molto di più dei vari esperti, politici e costruttori, persino più di Calatrava, non credete?
Eppure, dopo lo scempio di Calatrava, il Mose si è deciso di farlo lo stesso, con la consueta liturgia italiana dell'allungamento dei tempi, delle polemiche, delle proteste e dei costi, bianchi e neri. Una liturgia che diventa sempre più una preoccupante abitudine.
Il Mose per salvare Venezia, altrimenti, dicono, Venezia affonga. Non la pensa così Cipriani che contesta: "prendiamo le alluvioni del 1966, anche Venezia soffrì, ci furono giorni d'acqua alta, ma nonostante il giorno dopo il nostro locale aprì. Venezia è nell'acqua e l'acqua sale in verticale, non arriva mai a ondate che spazzano via. E poi non arriverebbe mai a quell'altezza che servirebbe a far intervenire il Mose. Venezia è affondata non a causa dell'acqua, ma a causa delle mazzette".
Venezia protetta dal Mose e poi Venezia violentata dalle grandi navi che al loro passaggio muovono le acque che agitandosi, con il tempo, erodono gli argini della città. Ma senza navi non c'è turismo, contestano commercianti e gli amministratori della città, che non si accontentano delle mazzette, vogliono altri soldi.
E' la teoria degli affari che continua a dominare, lo ripetono anche al Sole24Ore, l'unica cosa è far crescere il Pil, poco importa in che modo, la rivoluzione la faremo poi, oggi conta tappare le falle e spingere i consumi, le costruzioni per fare nuove ricchezza.
La logica dominante, così sembra al sottoscritto, è sempre più quella di rinviare la risoluzione del problema, accantonare gli investimenti di lungo termine, i nodi e i problemi devono essere accantonati o aggirati, mettiamo una toppa e costruiamo altro, se poi lo finiremo o se avrà un'utilità reale, questo non conta, l'importante è iniziare per creare giro d'affari.
Così si costruisce il Mose, non si se arriverà a termine, lo scopo è nobile, proteggere Venezia e creare Pil, e poi dall'altra si perfora la città con le Navi che portano turisti e guadagni.
Ma voi credete che veramente senza navi, Venezia si troverebbe senza turisti?
Questo è quello che fanno credere, niente di più sbagliato, proprio oggi dove per raggiungere la qualità e la bellezza si spende qualsiasi cifra. Allora forse è il caso di chiudere e cambiare tutto ciò che è mediocrità, e nella mediocrità voglio comprendere qualsiasi settore, e dare spazio alla bellezza che si conserva, grazie al rispetto dell'ambiente.
Prendete Cuccinelli, non ha nessun bisogno di deturpare, di fare lavoro intensivo per aumentare la produzione, anzi Cuccinelli crea un ambiente di lavoro piacevole, a misura d'uomo e non fa nemmeno sconti sul prodotto, eppure vende, come mai?
Perchè crea bellezza e qualità.
10 giorni all'inizio dell'Estate e già ci lamentiamo per il caldo, quando solo qualche anno fa l'arrivo della bella stagione (non a caso si usava quest'aggettivo) era motivo di gioia, oggi è sofferenza. Non è difficile immaginare un futuro di gente barricata e avvolta dai condizionatori in auto o in casa, perchè risolvere il problema dell'inquinamento e della produzione di energia è troppo difficile e complicato da affrontare, quindi aggiriamo il problema.
1 giorno all'inizio dei mondiali, un mese di calcio, che bello esclamerà qualcuno. Una volta i mondiali duravano di meno, forse sempre un mese, ma c'erano meno partite e veniva dato più tempo ai giocatori per riposare e ricaricarsi. Poche partite, grandi emozioni, perchè c'erano regole diverse, i giocatori erano meno usurati e c'erano dei bei piedi e delle grandi teste. Oggi, siccome manca molto di tutto questo, e l'usura nei muscoli è elevata, si sopperisce alla scarsa qualità con la quantità, facendo credere che più partite si giocano, maggiori saranno le emozioni e la bellezza.
Si è provato a fare lo stesso con i mercati finanziari, nel 2000, sull'onda dell'euforia, si pensò di creare un sistema borsistico aperto 24 ore su 24, fortunatamente l'esperimento fallì, in Borsa gli stupidi vengono eliminati. E anche la moda dell'after hour abbiamo visto che fine ha fatto, utile sì, ma non elemento che aumenta la spettacolarità dei mercati.
Forse più che a Venezia, un Mose servirebbe a Piazza Affari e in particolare a Mps, per salvaguardare la nazionalità di alcuni dei nostri beni dall'invasione straniera. Poi ci hanno ripensato, e si sono resi conto che più soldi arrivano, meglio è per le casse della Repubblica, si potrà spendere di più. Un bene sì, ma a quali prezzi, non a quelli di una mera svendita. Un Mose per Piazza Affari sì, in attesa di prezzi migliori.
Panino e Listino in edicola oggi, e qui sotto, come tradizione il pezzo della scorsa settimana.
LIBERO 04 Giugno 2014
“E’ come il dentifricio, una volta che schizza fuori
dal tubetto, non puoi più farlo rientrare”, con questa metafora, economisti
allarmati avvisavano dell’imminente pericolo sui prezzi al consumo. Ritorna la
minaccia dell’inflazione, un mostro che fa molta paura, i veterani ricordano
quanto impegno e fatica ci mise Paul Volcker per domare le fiammate dei prezzi.
Nei primi anni 2000 il problema sembrava riproporsi, tassi ai minimi, credito
facile e l’impennata delle materie primeerano gli ingredienti perfetti per rivivere l’incubo. Fu un abbaglio,
nemmeno un petrolio a 150$ riuscì a stimolare i prezzi. Fu un abbaglio per
molti economisti, ma soprattutto lo fu per Trichet, l’allora presidente della Bce che subito
ricorse all’arma dei tassi togliendo l’ossigeno a una flebile ripresa
sopprimendola. Fu un grande abbaglio perché oggi ci troviamo a combattere il
male opposto: un tubetto di dentifricio chiuso e sigillato che rimane sugli
scaffali di un supermercato, perché oggi nessuno lo comprerà, e forse nemmeno
domani, finchè i prezzi scenderanno il consumatore continuerà a posticipare gli
acquisti. Si chiama deflazione, un male difficile da sconfiggere perché
psicologico: hai potere d’acquisto, ma ti senti ugualmente povero. Immane
compito per Draghi che ora dovrà trasformarsi anche in psicanalista, riversando
liquidità a banche e imprese per finanziare ed investire, e riportare fiducia
nei consumatori. Il denaro come balsamo per lenire ogni ferita.
Per i sabotatori dell’Euro e per i catastrofisti
fautori dell’ideologia: “denaro facile” = fine del mondo, questa ulteriore
mossa innescherà l’iperinflazione, cioè un aumento smodato e incontrollabile
dei prezzi rilanciando l’Oro. Sì proprio l’Oro,fino a qualche anno fa tanto luccicante da abbagliare e ingannare molti
investitori, presto potrebbe tornare di gran moda. Secondo Martin Armstrong
(leggendario investitore) potrebbe salvare molti risparmi dall’Armageddon del
denaro, quando nel 2032 l’Oro arriverà a quota 24,000$. Agghiacciante!
PIAZZA AFFARI: “garzoncello scherzoso, cotesta età
fiorita è come un giorno d’allegrezza pieno…” è il Sabato del villaggio di
Leopardi, l’attesa per il dì della festa e poi la delusione. Non vorrei fosse
così anche per il “Draghi Day”, grandi aspettative e grandi attese, e poi nel
giorno della festa, invece di brindare si ritorni a pensare ai problemi dell’Euro
e del debito, rovinando l’atmosfera. Non so dirvi cosa succederà il 5 Giugno,
so solo che siamo in una tendenza positiva e che se ci sarà ribasso, non si
dovrà aver paura a comprare. Quota 23,500 è lì che ci aspetta.
CTIC: oggi CTI BIOPHARMA, probabilmente la
correzione è finita. Si riprende a salire.
ESPRINET: quota 8, sfondata! Perché vendere?
MPS: preparate il portafoglio per l’aumento di
capitale, con o senza l’aiuto di Draghi, queste sono le “occasioni secolari”.
INDIA: molti lettori mi chiedono di consigliare
degli ETF. Volete raggiungere il Nirvana dei Tori? Allora comprate Amundi Msci
India Ucits (CI2)