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08 novembre 2010

C'ERA UNA VOLTA "LE GRIDA" (a Piazza Affari) - Obama e Quantitative Easing 2, prima e dopo


Everardo ha una qualità strepitosa, qualsiasi cosa scriva, anche se letta a cose fatte ha sempre un grande valore, anzi, come il buon vino, più passa il tempo, più le cose che lui scrive vanno rilette e sorseggiate, a volte è il retrogusto che fa la musique...
Per questo vi riporto quanto mi ha scritto la notte delle elezioni di Obama e successivamente l'email che mi ha inviato Giovedì in nottata.

"Buona sera... seguo su cnn il live delle elezioni Usa..
La Borsa Spera in GridLock.. Paralisi della House alla Camera e Senato...
La Borsa Spera nel $ debole..
Diceva un vecchio detto...2 ciechi a fare a pietrate non si colpiranno mai, ma colpiranno tutti coloro i quali gli sono vicino.
Vedremo come finirà..." Everardo


"Buona sera Sig. Fox...
Poche parole per dire letteralmente che sono terrorizzato dalla sottoperformance del mercato Italiano. Il mercato Tedesco vola su nuovi max...e noi Piantati sempre sotto 21600...
Domani mattina in apertura sarò venditore del nostro mercato che ahimè ormai sembra condannato da un mix di fattori politico economico devastante..
Non oso pensare dove possiamo andare quando il mercato Americano si prenderà una pausa...
Un piccolo commento anche personale su questo QE...Io credo che l'animo del mercato è il rischio...
Con questi continui interventi esterni il rischio non c'è.
Gli attori presenti sul mercato secondo me sono pochi...
Buona serata". Everardo

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

03 novembre 2010

QUANTITATIVE EASING - Azioni, Bond, Dollaro e Materie Prime. E' l'ora della verità?

La scaletta di oggi:
FED E QUANTITATIVE EASING - OBAMA, MAN IN THE MIRROR -
FIAT IN BOILER ROOM - "WALL STREET 2 MONEY NEVER SLEEPS" -
BLOG E COMMENTI


E' arrivato Novembre, piove quasi gli angeli avessero tirato l'acqua di un WC celestiale con l'unica intenzione di pulire il Pianeta Terra, arriva il freddo, la natura si addormenta, i colori si attenuano e le giornate si accorciano... uhuuu ed il meglio deve ancora venire, fino a Natale la luce è spenta!;-) Ma non è detto, qualcuno o qualcosa potrebbe risvegliare il sole, accendere i raggi e strapparci un sorriso, vuoi vedere che nel mese dei morti, qualcosa si alza e risorge... vuoi vedere che anche gli zombie di Piazza Affari finalmente si risvegliano?!
Il menù è per stomaci forti: Elezioni USA di Mid-Term, Fed e QE, Dato sulla disoccupazione, più l'ordinaria serie di dati economici che per una volta scendono in secondo piano (ISM manifatturiero e servizi, sussidi e ordini all'industria) e la carellata di trimestrali rimanenti. Banchetto abbondante ed appetitoso, tanto che si rischia di abbuffarsi e stroncare il movimento. Mi spiego meglio, tanti dati, strattonamenti, aspettative, fame, tanta fame dopo molta dieta ed astinenza porta il rischio di rimanere con le gambe sotto il tavolo, senza andare da nessuna parte.
Il primo evento è passato, le elezioni USA di Mid-term sono concluse, è accadatuto quanto già tutti sapevano ed in borsa non è accaduto nulla, reazioni nulle. Intanto è partito il solito treno cartaceo previsionale, con i Repubblicani meglio investire in questi settori, con i Democratici meglio quest'altri, con un Presidente dimezzato meglio investire in quello etc etc... fuffa, carta sprecata, ma bisognerà pur riempire il vuoto, sporcare il bianco. Previsioni che verranno viste e riviste accompagnando l'andamento dei listini.
Questa sera toccherà alla FED, di questo abbiamo già scritto nei giorni scorsi e c'è poco altro da aggiungere, le stime sulle cifre che verranno snocciolate questa sera si aggirano intorno ai 500MLD di Dollari. Dal mio punto di vista non è questo quello che conta, ma testare la temperatura ed il Sentiment del mercato, vedere la reazioni all'annuncio, se un dato inferiore non getta sconforto o se un dato uguale o superiore viene batezzato come già scontato.
Proviamo a formulare delle ipotesi: lunedì è uscito il dato Manifatturiero e gli USA dimostrano di avvitare bulloni con maggiore grinta, poco fa è toccato alle stime sull'occupazione privata in crescita sopra le stime, seguito dal dato sui Servizi in crescita così come gli Ordini all'industria. Ascoltando la serie di interventi fin qui fatti dal presidente Bernanke si percepisce l'incertezza nell'usare un'arma dalle conseguenze sconosciute, quindi con un dato sulla disoccupazione in arrivo e con dati in miglioramento contro le previsioni dei gufi, è possibile che Bernanke usi il cannone o la mitragliatrice di liquidità tutta in un solo colpo? Un effetto shock, ed irresponsabile, senza sapere se sarà rivitalizzante o provocherà tumori? Io credo che sia più sensato e plausibile l'arco e le frecce, anche in attesa del dato di venerdì. Ogni freccia, un blocco di Dollari, un flusso costante ma calibrato della durata di qualche mese.
Sarà interessante vedere la reazione, nell'ordine, di Wall Street, Dollaro, T-Bond e Oro. Non credo ad un crollo da eventuale delusione, credo più ad una serie di falsi segnali, perchè gli appuntamenti sono troppo ravvicinati, perchè l'economia non sta dormendo o peggio ricadendo come molti pensano e prevedono e soprattutto perchè per l'ennesimo trimestre i bilanci della Corporate America stanno battendo le attese! E sembra che quelle Europee possano fare anche meglio, come sta dimostrando la vivacità economica dei maggiori paesi.
Il Debito non è un problema risolto, ma è un problema accantonato, lo spazio ora va alle attese di crescita, alla nuova liquidità dei fiumi che alimenteranno il mare della speculazione.
Le attese sono quindi per un nervosismo, ma con un'evoluzione finale positiva, le speranze sono invece per un rialzo immediato, ma come sappiamo, in Borsa, con la speranza si fa la fame.
L'ultima variabile da tenere in considerazione potrebbe diventare un faro nel caso si vada incontro a brevi, ma violente tempeste: il DOLLARO/YEN. Qualche settimana fa, commentando l'intervento della Boj scrissi metaforicamente che si trattava di un "coitus interruptus". Oggi non sembra più essere così, perchè quota 80 è lì ad un soffio e potrebbe essere anche momentaneamente perforata, ma come un elastico dovrebbe in breve termine rientrare. Quota 80, come ogni supporto storico, ha la funzione di attrarre e questo lo sanno anche i samurai, davanti ai monitor anche in un dì festivo, pronti con la sciabola a respingere ed attaccare la speculazione. Se saranno costretti, sarà guerra e non faranno sconti, mai contro la Boj. Ora non ci resta che aspettare, affinchè le armi tacciano e ritorni il sole, anche se Novembre, tutto è possibile.

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato

ELEZIONI MID TERM USA - Obama "man in the mirror"


"Disfatta per Obama", "Obama sconfitto", "Tracollo elettorale di Obama", "E' già finita l'era di Obama", "Obama? No we can't", "Il fallimento della presidenza Obama" e via andare... non ho letto ancora nulla, ma credo che con un po' di fantasia non sia difficile immaginare i titoli di oggi, soprattutto quelli che della polemica ne fanno una questione esistenziale e di successo. Sembra quasi le sconfitta di Obama alle elezioni di metà mandato, sia una novità mai accaduta in USA, oggi infatti dell'enfatizzazione e dell'estremizzazione si fa abuso, la verità è che dell'alternanza o del "ribaltone" gli USA ne hanno fatto un punto di forza. Il merito è di quel meccanismo riequilibratore del potere che la Costituzione (in America sempre rispettata), e la forma elettorale bipartica e federale, ha costruito e che puntualmente scatta quando gli istinti profondi della nazione avvertono, o temono, che la grande nave Americana sbandi troppo. Quando la grande nave Americana rischia di sbandare eccessivamente sul bordo opposto, ecco che questo meccanismo si mette in funzione per riequilibrare. Obama è già finito?
Persino la grandissima popolarità di Reagan ha subito la regola americana del riequilibrio, ma questo non gli ha impedito di trionfare nelle elezioni presidenziali. E Clinton? Sotto scacco del Congresso (in tutti i sensi), regnò nell'età dello splendore Americano, nella crescita e nel surplus di bilancio.
Ricordiamo da quale livello è partito Obama, ricordiamo che Bush con la sua strategia del terrore e della spese ad ogni costo, non ha solo portato l'auto americana in un burrone, ma l'ha quasi fatta affogare nel lago rosso dei conti di bilancio.
Riazzeriamo le aspettative su Obama, questo, come spesso accade in America, potrebbe essere il pugno, che invece di mettere KO l'avversario, lo risveglia regalandogli l'adrenalina che lo permetterà di affrontare l'incontro con la giusta grinta e vivacità. Obama? Yes we can, ce la possiamo fare! Da qui si ricomincia, il volo è appena incominciato.

Pubblicato da Buddy Fox | Blog friends: leggi anche Fuorimercato