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10 ottobre 2013

Panino e Listino: CON LA YELLEN "IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE"


email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 

In principio c'è stato un nero alla Casa Bianca a cui è seguito un italiano alla Bce, un Francesco in Vaticano e ora una donna a capo della Fed.
E in Italia?
In Italia probabilmente avremo ancora Berlusconi, o peggio Grillo, qui il nuovo non avanza.
Fortunatamente ci possiamo consolare con Piazza Affari che della politica si sta disinteressando, affascinata ed eccitata dall'utopia monetarista della Yellen.

Vi ricordate quando scrivevo: "il meglio deve ancora venire"? Uno slogan scritto ancor prima che Obama lo pronunciasse, bhe, forse ci siamo o forse deve ancora venire. Sogniamo, perchè questa volta sì i sogni possono diventare realtà.

Chissà quanti di voi hanno letto "Panino e Listino" in edicola ieri, l'intervista narrata a uno storico di Piazza Affari, spero che la cosa sia piaciuta. Un salto di qualità? Non lo so, se ci saranno riscontri o se la cosa avrà qualche utilità, lo capiremo solo in futuro.

Intanto Draghi ha voluto ribadire che "l'Euro è irreversibile" e tutti quelli che ipotizzavano un qualsiasi fallimento hanno commesso un grave errore, dall'altra parte dell'Atlantico si affaccia la Yellen che con i suoi ideali economici eccita gli investimenti più di qualsiasi viagra finanziario. E poi c'è Kuroda e c'è anche Mark Carney...
Forse mi sbagliavo, il meglio non è arrivato, forse deve ancora venire...
Ma è una bella attesa.

Qui sotto "Panino e Listino" in edicola la settimana scorsa, come ogni fine trimestre è dedicato alle "10 di Buddy" un aggiornamento sulle previsioni di inizio 2013 con approfondimento operativo. Come potranno notare gli amici de "Il Dolce e l'Amaro" ci sono delle varianti. Finchè c'è ispirazione andiamo avanti...

 Ps. chiudiamo con un ricordo di Verdi, cantato da Pavarotti, le eccezioni o le eccezionalità italiane. Siamo anche e soprattutto questo.


LIBERO 02 Ottobre 2013
“L’intuizione non è una lampadina che all’improvviso si accende nella nostra testa” ha detto lo scrittore Malcolm Gladwell. “E’ una candela tremolante che si spegne facilmente”. Ed è per questo che ho deciso di non lasciarle fuggire, le mie intuizioni, catturarle ogni qualvolta compaiono e metterle in un diario, in questo modo sono nate “le 10 di Buddy”, intuizioni che sgorgano dagli studi, ma anche sensazioni che solo una volta scritte, possono essere messe alla prova nel tempo. Perché in Borsa le previsioni passano, vengono bruciate e macinate dal rullo delle quotazioni costanti, una volta scritte, le previsioni restano e resistono alla labile memoria di chi opera.
1)  BANZAI NIKKEI! L’Italia non è sola, l’Iva aumenterà anche in Giappone, il 1° Aprile 2014 e non sarà uno scherzo. Italia e Giappone, così lontani e così vicini, così uguali e così diversi: entrambi con un grande Debito, paesi vecchi e con bassi consumi. Le differenze stanno nelle diverse capacità di reazioni, a un’Italia impantanata si contrappone un Giappone che attuerà  un aumento dell’Iva (passerà dal 5% all’8%) addolcito dal balsamo di un maxi-pacchetto fiscale. L’altra differenza è negli indici di Borsa: Piazza Affari è ancora in Purgatorio, il Nikkei è ormai fuori e punta molto in alto. Continuate ad accumulare Giappone (sempre sulle debolezze), voleremo alto, almeno 18,000. E’ la nostra ciliegina.
     2) BANCHE, AVANTI TUTTA! Sempre con lo Spread a vista, ma sparse a macchia di Leopardo. Se tra i positivi troviamo robusti rialzi per Mediolanum e Unicredit, dall’altra parte si piange con MPS, Carige e Pop Milano. Tre storie diverse, ma tutte con un grande potenziale, Carige per prima, ma è MPS quella che ci porterà lontano. Banca Profilo rimane nel limbo. Le banche rimangono l’investimento a leva che amplifica le oscillazioni dell’indice, ma ormai, anche qui, la notte l’abbiamo passata.
3) SPAGNA, DAGLI INDIGNADOS AL FLAMENCO. Dopo la moda dello Spread (differenza tra BTP/Bund) ora la scena è occupata dalla gara tra i Btp e Bonos, tra continui sorpassi e controsorpassi, quasi fosse una gara automobilistica. Come se contasse veramente per la ripresa il primeggiare dell’una o dell’altra, quel che conta è la distanza dal primo: la Germania. Quel che conta per noi è la crescita dell’Ibex, snobbato a inizio anno, ora vera e propria forza (+12% da inizio anno), tanto da trascinare fuori dalle secche anche il Portogallo. Boom lusitano.
4) ITALIA, CARICA! Se avessi scelto gli indici Mid Cap e lo Star (ben raccontati dal saggio Ugo Bertone) avrei fatto bingo, ma ho puntato sul FTSE MIB che sale sì, ma di un quarto rispetto agli altri. Bene Fiat, bene Indesit, Alerion si sta svegliando. Si sale, nonostante la politica e nonostante Grillo: non è stato un Settembre catastrofico, bensì caldo, grazie alle sfuriate del Toro.
5) SUL BOVESPA SI BALLA IL SAMBA. Lo scivolone estivo sembrava compromettere questa scommessa, poi c’è stato il gran recupero. Siamo ancora qui, si balla, perché il peggio è passato. C’è crescita in Brasile.
6) RISANAMENTO IMMOBILIARE.Quando incominci a vedere un rallentamento, c'è motivo per temere un peggioramento” a dirlo è Shiller, uno che per gli eccessi ha fiuto. Shiller si dice terrorizzato per le bolle nell’immobiliare. Forse in Usa, in Italia siamo ancora sgonfi, prima dobbiamo pompare. Risanamento ha già dato, ora Prelios e Aedes.
7) APPLE NO, NOKIA SI’. Questa è l’altra nostra ciliegina. Nokia non ha inventato nessun prodotto di punta, né  utili roboanti, semplicemente si sta riorganizzando e dall’inferno grafico dov’era caduta, sta ritrovando quotazioni consone e dignitose. La Borsa non è solo analisi tecnica e fondamentale, è anche molto altro. Nokia forever!
8) WALL STREET E DAX, FORSE. Attualmente sono le migliori borse, ma l’anno non è finito. Su Wall Street, soprattutto, è possibile si stia formando un top. Qui non comprerei più.
9) CHL, ORA O MAI PIU’. E’ la più attesa, il momento è vicino.
10) L’ORO NON BRILLA, LUCCICANO RAME E DOLLARO. L’Oro è ormai pallido, ma nemmeno il Biglietto Verde luccica. E’ solo un appannamento, l’era del Dollaro sta tornando.
Nove mesi fatti di corsa, che rialzo, pochi ci credevano a Gennaio. Siamo al rush finale, ma il più sembra fatto. Probabilmente saliremo ancora, ma non creiamoci troppe aspettative, il “rally di Natale” quest’anno potrebbe portare pochi doni.