email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox
In principio c'è stato un nero alla Casa Bianca a cui è seguito un italiano alla Bce, un Francesco in Vaticano e ora una donna a capo della Fed.
E in Italia?
In Italia probabilmente avremo ancora Berlusconi, o peggio Grillo, qui il nuovo non avanza.
Fortunatamente ci possiamo consolare con Piazza Affari che della politica si sta disinteressando, affascinata ed eccitata dall'utopia monetarista della Yellen.
Vi ricordate quando scrivevo: "il meglio deve ancora venire"? Uno slogan scritto ancor prima che Obama lo pronunciasse, bhe, forse ci siamo o forse deve ancora venire. Sogniamo, perchè questa volta sì i sogni possono diventare realtà.
Chissà quanti di voi hanno letto "Panino e Listino" in edicola ieri, l'intervista narrata a uno storico di Piazza Affari, spero che la cosa sia piaciuta. Un salto di qualità? Non lo so, se ci saranno riscontri o se la cosa avrà qualche utilità, lo capiremo solo in futuro.
Intanto Draghi ha voluto ribadire che "l'Euro è irreversibile" e tutti quelli che ipotizzavano un qualsiasi fallimento hanno commesso un grave errore, dall'altra parte dell'Atlantico si affaccia la Yellen che con i suoi ideali economici eccita gli investimenti più di qualsiasi viagra finanziario. E poi c'è Kuroda e c'è anche Mark Carney...
Forse mi sbagliavo, il meglio non è arrivato, forse deve ancora venire...
Ma è una bella attesa.
Qui sotto "Panino e Listino" in edicola la settimana scorsa, come ogni fine trimestre è dedicato alle "10 di Buddy" un aggiornamento sulle previsioni di inizio 2013 con approfondimento operativo. Come potranno notare gli amici de "Il Dolce e l'Amaro" ci sono delle varianti. Finchè c'è ispirazione andiamo avanti...
Ps. chiudiamo con un ricordo di Verdi, cantato da Pavarotti, le eccezioni o le eccezionalità italiane. Siamo anche e soprattutto questo.
LIBERO 02 Ottobre 2013
“L’intuizione non è una lampadina che all’improvviso
si accende nella nostra testa” ha detto lo scrittore Malcolm Gladwell. “E’ una
candela tremolante che si spegne facilmente”. Ed è per questo che ho deciso di
non lasciarle fuggire, le mie intuizioni, catturarle ogni qualvolta compaiono e
metterle in un diario, in questo modo sono nate “le 10 di Buddy”, intuizioni
che sgorgano dagli studi, ma anche sensazioni che solo una volta scritte,
possono essere messe alla prova nel tempo. Perché in Borsa le previsioni
passano, vengono bruciate e macinate dal rullo delle quotazioni costanti, una
volta scritte, le previsioni restano e resistono alla labile memoria di chi
opera.
1) BANZAI
NIKKEI! L’Italia non è sola, l’Iva aumenterà anche in Giappone, il 1° Aprile
2014 e non sarà uno scherzo. Italia e Giappone, così lontani e così vicini,
così uguali e così diversi: entrambi con un grande Debito, paesi vecchi e con
bassi consumi. Le differenze stanno nelle diverse capacità di reazioni, a
un’Italia impantanata si contrappone un Giappone che attuerà un aumento dell’Iva (passerà dal 5% all’8%)
addolcito dal balsamo di un maxi-pacchetto fiscale. L’altra differenza è negli
indici di Borsa: Piazza Affari è ancora in Purgatorio, il Nikkei è ormai fuori
e punta molto in alto. Continuate ad accumulare Giappone (sempre sulle
debolezze), voleremo alto, almeno 18,000. E’ la nostra ciliegina.
2) BANCHE,
AVANTI TUTTA! Sempre con lo Spread a vista, ma sparse a macchia di Leopardo. Se
tra i positivi troviamo robusti rialzi per Mediolanum e Unicredit, dall’altra
parte si piange con MPS, Carige e Pop Milano. Tre storie diverse, ma tutte con
un grande potenziale, Carige per prima, ma è MPS quella che ci porterà lontano.
Banca Profilo rimane nel limbo. Le banche rimangono l’investimento a leva che
amplifica le oscillazioni dell’indice, ma ormai, anche qui, la notte l’abbiamo
passata.
3) SPAGNA, DAGLI INDIGNADOS AL FLAMENCO. Dopo la moda
dello Spread (differenza tra BTP/Bund) ora la scena è occupata dalla gara tra i
Btp e Bonos, tra continui sorpassi e controsorpassi, quasi fosse una gara
automobilistica. Come se contasse veramente per la ripresa il primeggiare dell’una
o dell’altra, quel che conta è la distanza dal primo: la Germania. Quel che
conta per noi è la crescita dell’Ibex, snobbato a inizio anno, ora vera e
propria forza (+12% da inizio anno), tanto da trascinare fuori dalle secche
anche il Portogallo. Boom lusitano.
4) ITALIA, CARICA! Se avessi scelto gli indici Mid Cap
e lo Star (ben raccontati dal saggio Ugo Bertone) avrei fatto bingo, ma ho
puntato sul FTSE MIB che sale sì, ma di un quarto rispetto agli altri. Bene
Fiat, bene Indesit, Alerion si sta svegliando. Si sale, nonostante la politica
e nonostante Grillo: non è stato un Settembre catastrofico, bensì caldo, grazie
alle sfuriate del Toro.
5) SUL BOVESPA SI BALLA IL SAMBA. Lo scivolone estivo
sembrava compromettere questa scommessa, poi c’è stato il gran recupero. Siamo
ancora qui, si balla, perché il peggio è passato. C’è crescita in Brasile.
6) RISANAMENTO IMMOBILIARE. “Quando
incominci a vedere un rallentamento, c'è motivo per temere un peggioramento” a
dirlo è Shiller, uno che per gli eccessi ha fiuto. Shiller si dice terrorizzato
per le bolle nell’immobiliare. Forse in Usa, in Italia siamo ancora sgonfi,
prima dobbiamo pompare. Risanamento ha già dato, ora Prelios e Aedes.
7) APPLE NO, NOKIA SI’. Questa è l’altra nostra
ciliegina. Nokia non ha inventato nessun prodotto di punta, né utili roboanti, semplicemente si sta
riorganizzando e dall’inferno grafico dov’era caduta, sta ritrovando quotazioni
consone e dignitose. La Borsa non è solo analisi tecnica e fondamentale, è
anche molto altro. Nokia forever!
8) WALL STREET E DAX, FORSE. Attualmente sono le
migliori borse, ma l’anno non è finito. Su Wall Street, soprattutto, è
possibile si stia formando un top. Qui non comprerei più.
9) CHL, ORA O MAI PIU’. E’ la più attesa, il momento è
vicino.
10) L’ORO NON BRILLA, LUCCICANO RAME E DOLLARO. L’Oro
è ormai pallido, ma nemmeno il Biglietto Verde luccica. E’ solo un
appannamento, l’era del Dollaro sta tornando.
Nove mesi fatti di corsa, che rialzo, pochi ci
credevano a Gennaio. Siamo al rush finale, ma il più sembra fatto.
Probabilmente saliremo ancora, ma non creiamoci troppe aspettative, il “rally
di Natale” quest’anno potrebbe portare pochi doni.
